Significati Simbolici

La potente energia della Dea Madre nel mese di agosto

Di Sandra Saporito - 13 Agosto 2025

Il mese d’agosto è sin dai tempi più antichi dedicato alla Dea Madre sotto le sue innumerevoli forme. Chiamata Meter Theon, Magna Mater, Bona Dea in epoca classica, la Dea Madre rappresenta una figura divina trasversale a molte civiltà, culture ed epoche, oltre che un archetipo universale che incarna le forze primigenie della creazione, della vita, della morte, della trasformazione e della rinascita.

Questa figura archetipica legata al Femminino Sacro sin dall’alba dei tempi ebbe innumerevoli nomi e volti anche se la sua essenza rimase immutabile, prima di confluire con l’avvento della cristianità nei culti mariani in onore della Beata Vergine, madre di Gesù, di cui si festeggia l’Assunzione il 15 agosto.

“I più antichi culti conosciuti dall’umanità furono tributati a una Grande Dea, Madre della natura e degli uomini.”
(Jean Varenne)

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Chi è la Dea Madre: divinità primordiale e archetipo universale

Comprendere il significato profondo assunto dalla Dea Madre nel passato richiede un’ottica che ne contempli la totalità e la potenza ciclica. Se la Dea Madre viene descritta come il principio cosmico da cui scaturisce ogni forma di vita, viene spesso commesso l’errore di contemplarne solo gli aspetti confortanti e fecondi.

una donna manifesta le energie confortanti della Dea Madre dentro di sé

Fonte: Pexels.com

In effetti, la Dea Madre viene dipinta come la “Grande Madre”, dea della vita, della fertilità, del nutrimento. Tuttavia, occorre ricordare la profondità dei misteri della vita e la loro liminalità, il loro essere soglia tra un mondo e l’altro. Pertanto, questo archetipo, così profondamente ancorato nel nostro immaginario collettivo, non si limita alla funzione materna ma contempla il principio dell’equilibrio cosmico nelle sue diverse manifestazioni.

Tra fertilità e trasformazione

L’archeologa lituana Marija Gimbutas evidenziò nelle sue opere che la Dea Madre, contrariamente a quanto affermato dalla maggioranza accademica, non si limitava a essere una dea della terra e della fertilità. Le sue funzioni erano molteplici e complementari: questa  Dea Madre incarnava certo concetti legati alla vita come fecondità, nascita, cura, ma integrava altresì una funzione distruttrice e salvatrice, funzionale al rinnovamento della creazione. Era sia nutrice che divoratrice, Madre dei viventi e regina dell’Oltretomba.

I diversi miti trasmettono questo concetto nelle diverse figure messe in scena, come quello greco di Demetra e Persefone, o ancora il mito egizio della “Dea lontana” nel quale la terribile Sekhmet diventa la controparte della dolce Hathor.

Ogni civiltà rappresentò gli aspetti sia fecondi che distruttivi della Dea Madre attraverso diverse divinità femminili che ne esprimevano le varie sfaccettature, come un caleidoscopio mistico: Inanna, Ishtar e Ninhursag in Mesopotamia; Durgā e Kālī in India; Gea, Demetra ed Ecate in Grecia; e ancora Nut, Iside, Hathor e Sekmet in Egitto.

Raffigurazione di Kali, come Dea Madre terribile

Fonte: Pexels.com

La conoscenza del Sacro Femminino e della Dea Madre contempla quindi l’accettazione di entrambi questi aspetti: amorevole e terribile, creatore e distruttore. La forza inesorabile della vita include sia la nascita che la fine, e viceversa, portando alla comprensione del mistero della trasformazione.

La Dea Madre non è quindi solo una nutrice benevola, una presenza che offre sostentamento, cura e protezione, ma è anche la maestra della trasformazione, colei che ci accompagna attraverso le prove, i momenti di crisi, le perdite e i cambiamenti radicali. Queste forze si compenetrano creando uno spazio liminale, uno spazio “di mezzo”, particolarmente riconoscibile nel processo di nascita che coniuga ferocia e amore: c’è ferocia, potenza, nel partorire la creatura cresciuta dentro di sé. Ogni madre lo sa.

Ed è proprio nello spazio liminale, meraviglioso e terribile allo stesso tempo, che avvengono le guarigioni più profonde.

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Il significato di agosto nella Ruota dell’Anno

Il mese di agosto è un punto cardine nella Ruota dell’anno, segna l’inizio delle festività legate al raccolto. La terra matura offre i frutti del suo grembo, come una madre amorevole e premurosa. Allo stesso tempo, la stagione inizia a mostrare i primi segni di decadimento: gli alberi iniziano a perdere vitalità e le prime foglie si colorano di rosso. Il canto delle cicale si fa, giorno dopo giorno, meno vivace, ma il segno maggiore del declino ormai in arrivo si manifesta nella durata del giorno che diminuisce sempre più. Eppure, siamo ancora nel cuore dell’estate.

le foglie in agosto iniziano a perdere vitalità

Fonte: Pexels.com

I molti volti della Dea Madre celebrati in agosto

Nella cultura celtica, Lughnasadh, celebrato il 1° agosto, ricordava il ciclo di morte e rinascita dello spirito del grano, che veniva ritualmente sacrificato per essere trasformato in farina e poi in pane, a sostegno della vita della comunità. Nell’Antica Roma, trovavano posto celebrazioni in onore delle divinità femminili legate alla fertilità, all’abbondanza, alla salute e alla generosità della terra: Spes, dea della speranza, era onorata il 1° agosto; Salus, la dea della salute e della prosperità, era celebrata il 5 agosto; mentre il 12 agosto Iside era commemorata con cortei luminosi, così come Venus Victrix. Il 13 agosto i gentili celebravano la dea lunare Diana durante il Templum Dianae che vedeva tutti i ceti sociali, schiavi compresi, fare offerte alla dea considerata “la madre di tutti”, dal più facoltoso al più umile.

La celebrazione della dea era così tanto sentita che la sempre più potente Chiesa non riuscì a estirparla. Avvenne così un sincretismo che permise la continuità di una celebrazione popolare, spostando l’oggetto di venerazione da una divinità pagana a una figura cristiana. La festa della “Madre di tutti” romana si trasformò così nell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il 15 agosto.

Il 24 agosto, a Roma, veniva celebrato il Mundus Patet ovvero “il mondo è aperto”, che consisteva in un’apertura rituale di una fossa sotterranea che collegava il mondo dei vivi all’oltretomba, permettendo la comunicazione tra le due dimensioni e mostrando ancora una volta l’essenza duale della Dea Madre.

In effetti, la terra è sia grembo che tomba: da lei emergono i frutti, ma in lei vengono sepolti i semi per i raccolti futuri. I popoli di matrice agricola, quali i Celti e i Romani, non mancavano quindi, nel tempo del raccolto, di ringraziare la Dea Madre per i doni e le benedizioni ricevuti, né di onorare i propri antenati ai quali dedicavano ritualmente parte delle cibarie. Ecco che nell’incontro tra vita e morte si delinea il volto della Dea Madre nella sua meravigliosa complessità.

Come connettersi all’energia della Dea Madre in agosto

L’energia della Dea Madre in questo mese estivo apre una porta profondamente significativa verso la comprensione del nostro mondo interiore. In effetti, possono coesistere in noi, così come in questo archetipo primordiale, sia energie materne che trasformative e purificatrici.

Connettersi alla forza misterica dell’acqua

Per riconoscere e unire armoniosamente le forze all’apparenza contrastanti della Dea Madre che sono in noi per vivere al meglio il mese di agosto, possiamo per esempio scegliere di entrare maggiormente in contatto con l’acqua, che sostiene, nutre, purifica e porta via i pesi emotivi.

Riconoscere la forza e la potenza dell’acqua sia come elemento vitale e protettore, sia come custode dei misteri degli abissi, ci consente di accogliere in noi l’essenza amorevole e allo stesso tempo selvaggia e fonte di stupore del Sacro Femminino. Il processo di trasformazione non deve per forza risultare faticoso o doloroso, anzi! A volte lasciar andare è più dolce che trattenere.

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Rito di gratitudine

Agosto è il momento ideale per esprimere la propria gratitudine per l’abbondanza ricevuta nella propria vita e direttamente dalla terra (erbe selvatiche, frutta, cereali, ortaggi). La natura transitoria di questo periodo dell’anno, tra l’energia feconda del raccolto e il declino della natura, ci invita a portare la nostra attenzione a ciò che abbiamo e a ciò che possiamo offrire.

un rito di gratitudine per il raccolto

Fonte: Pexels.com

Preparare il pane in casa per esempio, con l’intento amorevole di condividere con gli altri il nutrimento ricevuto e restituirne un pezzo alla terra con gratitudine, è un atto sacro semplice e potente che permette all’energia vitale di fluire e rinnovarsi, onorando la natura sia nutrice che mietitrice della Dea Madre fuori e dentro di noi.

→ Leggi anche: 7 piccoli rituali estivi per coltivare la gratitudine

 

Fonti e approfondimenti:
• Gimbutas Marija, Il linguaggio della Dea: Mito e culto della Dea Madre nell’età neolitica. Trad. G. Lami. Venexia Edizioni, 2008.
• Nativo Floreana, I volti della Grande Madre, Tra le righe Edizioni, 2022.
Romano Impero. Feste romane di agosto

Sandra Saporito





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