Spiritualità

Il 29 settembre è San Michele Arcangelo: significato, storia e simbologia

Di Redazione - 25 Settembre 2026

Il 29 settembre si festeggia l’Arcangelo Michele, una figura ricorrente e trasversale nelle varie religioni, intrisa di significato storico, spirituale e simbolico davvero notevole.

Si ricorda Michele principalmente per il suo coraggio che lo ha portato ad affrontare e sconfiggere il drago dell’Apocalisse (che simboleggia satana). Viene rappresentato in diversi dipinti e statue come un guerriero che punta una lancia o una spada al drago sotto ai suoi piedi.

Il combattimento di Michele può essere letto anche come un’immagine interiore. Il drago non rappresenta soltanto qualcosa da combattere al di fuori di noi: può diventare il simbolo di quelle paure, debolezze, falsità ed egoismi che siamo chiamati ad affrontare nel nostro cammino.

È proprio in questa prospettiva che la figura di Michele acquista un significato ancora più profondo: non soltanto il guerriero che sconfigge il male, ma colui che ci invita a trovare il coraggio necessario per guardarlo in faccia e trasformarlo.

“I veri pensatori sono coloro che servono Michele, che essi considerano come il reggitore del pensiero cosmico. Michele infatti libera i pensieri dal giogo del cervello e gli apre il mondo del cuore… In lui l’immagine del mondo diviene rivelazione piena di saggezza che svela l’intelletto del mondo quale divina azione universale.”

Rudolf Steiner, in Massime antroposofiche

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La misteriosa linea sacra di San Michele

Secondo la leggenda San Michele, con questo atto di coraggio, crea con il suo colpo di spada destinato al drago la “Linea di San Michele Arcangelo”: una misteriosa linea immaginaria che unisce ben sette monasteri tutti dedicati a lui. Questi luoghi di culto sono lontanissimi tra loro, ma risultano incredibilmente in perfetto allineamento formando una linea retta che parte dall’Irlanda e arriva fino alla Palestina, passando per Inghilterra, Francia, Italia e Grecia.

Ecco i nomi dei monasteri e la loro posizione geografica: Skellig Michael, in Irlanda; St Michael’s Mount in Cornovaglia (Inghilterra); Mont Saint Michel in Normandia (Francia); le due località italiane, la Sacra di San Michele in Val di Susa (Piemonte) e il monte Sant’Angelo nel Gargano (Puglia); l’isola di Symi nel Dodecaneso (Grecia) e, infine, il monastero di San Michele, ad Haifa (Palestina) sul Monte Carmelo.

La simbologia dell’Arcangelo Michele

A livello simbolico Michele rappresenta, più in generale, un essere collettivo che include tutti coloro che si identificano nel suo intento, ovvero far trionfare la luce, il bene, purificando la Terra dal male, dal marciume, dall’egoismo, dalla falsità. Secondo la tradizione solo Michele (e la sua armata) riuscirà a sconfiggere definitivamente il drago. La sua forza, secondo Peter Deunov (Maestro spirituale di origini bulgare nato nel 1864, fondatore della “Fratellanza bianca universale”) e Omraam Mikhaël Aïvanhov (esoterista e pedagogo bulgaro della scuola di Deunov) è strettamente correlata all’equilibrio, alla giustizia, alla capacità di trasformare il male in qualcosa di costruttivo liberando il bene. Ma se si cerca di farlo (ovvero di separare gli opposti) prima che i tempi siano maturi, la sconfitta è garantita. Questa separazione simbolica non può essere forzata, ma ha luogo non appena il “frutto” è maturo perché ciò avvenga. E’ quindi necessario aspettare l’avvento di Michele affinché il male possa essere sconfitto. Collegandoci a lui e invocando la sua protezione, la luce finalmente trionferà sulle tenebre.

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disegno di San Michele e del drago

Credit foto
©Eticamente

Il cristianesimo, l’ebraismo e diverse tradizioni esoteriche lo identificano come protagonista della lotta contro il male e così moltissimi culti popolari. Tant’è vero che, in tutta Europa, esistono miriadi di preghiere a lui dedicate, innumerevoli rappresentazioni artistiche e località che lo hanno scelto come patrono.

In tale prospettiva, l’Arcangelo Michele è colui che aiuta l’uomo a sviluppare l’intelligenza, ma anche colui che, in quest’epoca, cerca di risvegliare il pensiero cosciente e la via del cuore per combattere l’egoismo di tipo materialistico, autentico male dei nostri giorni. L’obiettivo è conciliare scienza e fede.

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La crisi che stiamo vivendo sarebbe necessaria, in tale ottica, a risvegliare le coscienze, altrimenti dormienti. Il compito di Michele è accelerarla perché, attraverso di essa, riusciremo a cambiare radicalmente mentalità. La sua lancia affonda nel male portandolo alla luce, ciò comporta inevitabilmente che il marciume venga in superficie e con esso mali di tutti i generi.

L’obiettivo dell’Arcangelo è la fondazione di un’umanità universale, di una globalizzazione delle coscienze, al fine di superare gli egoismi nazionali aiutando i diversi popoli a confrontare i propri punti di vista in modo civile, pacifico. “Missione” molto difficile ma non impossibile. Il profeta Daniele, a tal proposito, riportò una profezia biblica insolitamente attuale:

“Ora in quel tempo sorgerà Michele, il grande principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di calamità, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel periodo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro” (Daniele 12,1-3).

La profezia non si riferisce ovviamente a un popolo eletto, ma a coloro che, indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione, dall’etnia o dal colore, riusciranno ad aprire il cuore, ad abbracciare la forza dell’Amore.

Statua di san Michele

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©Pixabay

L’apertura del cuore è senz’altro fondamentale affinché l’umanità apprenda il linguaggio dell’empatia, considerando l’altro, chiunque esso sia, come un fratello piuttosto che un nemico.

Dinnanzi alle difficoltà, alle crisi, agli eventi faticosi della vita facciamo come Michele: affrontiamo il nostro drago e, vincenti, continuiamo il cammino. Ricchi e consapevoli di nuovi bagagli interiori!

“I tesori più preziosi vengono custoditi dal drago più terribile.
Per raggiungere i tesori, bisogna andare dal drago…e baciarlo.”
(Bert Hellinger)

Preghiera di san Michele Arcangelo

Ci sono momenti nella vita in cui le difficoltà sembrano prendere il sopravvento e trovare dentro di noi la forza per andare avanti non è sempre semplice. Proprio in questi momenti possiamo fermarci, ritrovare il silenzio e rivolgerci a ciò in cui crediamo.

La preghiera può diventare uno spazio di raccoglimento, un momento per ritrovare coraggio, lucidità e fiducia. Non è necessario aspettare di avere tutte le risposte: a volte è sufficiente fermarsi, respirare e lasciare che le parole ci accompagnino.

Questa preghiera dedicata a San Michele può essere letta nei momenti di difficoltà, quando dobbiamo affrontare una prova o abbiamo bisogno di ritrovare la forza interiore per guardare con coraggio al nostro “drago”.

Possiamo leggerla lentamente, lasciando che ogni parola trovi il proprio significato dentro di noi. E magari tornare a leggerla ogni volta che ne sentiamo il bisogno, come un piccolo rituale personale per ricordarci che anche nei momenti più bui possiamo cercare dentro di noi una luce, la forza di andare avanti e la fiducia nel cammino che stiamo percorrendo.

Ecco la preghiera:

Per l’era di Michele
Dobbiamo sradicare dall’anima
tutta la paura e il timore
di ciò che il futuro può portare all’uomo.
Dobbiamo acquisire serenità
in tutti i sentimenti e le sensazioni
rispetto al futuro.
Dobbiamo guardare in avanti
con assoluta equanimità verso tutto ciò che può venire
e dobbiamo pensare che tutto quello che verrà
ci sarà dato da una direzione del mondo
piena di sapienza.
E’ questo che dobbiamo imparare in questa era:
a saper vivere in assoluta fiducia, senza alcuna sicurezza nell’esistenza;
a saper vivere nella fiducia.
nell’aiuto sempre presente del mondo spirituale.
In verità nulla avrà valore altrimenti.
Discipliniamo la nostra volontà
e cerchiamo il risveglio interiore
tutte le mattine e le sere.
Oh Michele, io mi raccomando alla tua guida con tutta la forza del cuore, così che questo giorno possa diventare l’immagine della tua volontà di porre ordine nel destino.
Rudolf Steiner

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Articolo aggiornato il 25-09-2026





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