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Le offese: vere e proprie ferite dell’anima

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ragazzo dispiaciuto
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Ci sono esperienze che lasciano un dolore non visibile, non palpabile ma ugualmente molto profondo e indelebile: sono le offese, vere e proprie ferite della nostra anima.

ragazzo dispiaciuto
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Nascono solitamente dall’odio, dalla rabbia o dalla paura e vengono riversate sugli altri con parole o azioni finalizzate ad umiliare chi le riceve. Tutti conosciamo bene il grandissimo potere delle nostre parole: sappiamo che possono consolare oppure ferire e per questo abbiamo la responsabilità di ogni singolo termine che pronunciamo. Prima di farle uscire dalla nostra bocca o dalle nostre mani (perché le parole sono molto potenti anche se sono solo scritte), dovremo essere ben consapevoli dell’effetto che producono nell’altro che le riceve e anche della loro utilità sociale.

“Lasciare andare”: un gesto di libertà per se stessi e gli altri

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murale si bambina che lascia andare un palloncino
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Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso,
che si muovano liberamente senza il nostro intervento,
finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente.
Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi,
si allontanano da noi, lasciamole andare.
Molliamo la presa.
Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.

(Bert Hellinger, Gli Ordini del Successo)

 

“Lasciare andare” non è una lezione che ci hanno insegnato da bambini. Siamo capaci di resistere, di controllare, di programmare ma facciamo una gran fatica a lasciar scorrere le cose senza intrometterci. Siamo convinti che non fare nulla sia una forma di debolezza.

La leggenda di San Giorgio e il drago: il significato simbolico

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Il 23 aprile si celebra San Giorgio (nella data della sua morte avvenuta nel 303 nell’attuale Turchia). Accompagnato al martire cristiano c’è una leggenda famosa in tutto il mondo che viene tramandata di generazione in generazione, una storia che ha per protagonisti Giorgio e un drago.

Ogni drago genera un San Giorgio che lo uccide.
(Khalil Gibran)

La leggenda di San Giorgio e il drago

Esistono tante versioni della leggenda di San Giorgio, tutte però accomunate dagli eventi salienti che contraddistinguono la storia.

Paura Di Uscire Di Casa: La Sindrome Della Capanna

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La paura di uscire di casa ha riguardato, chi più chi meno, tutti quanti noi in quest’ultimo anno. Soprattutto all’inizio della pandemia, disorientati e confusi, dopo le molte settimane chiusi in casa abbiamo sperimentato la gioia ma anche il disagio di poter rientrare nel mondo.

Le prime passeggiate dopo il lockdown dell’anno scorso, i primi incontri con le altre persone, il ritorno ad una vita diversa da prima ci hanno destabilizzato e una delle nostre reazioni a questo cambiamento improvviso è stato appunto la paura di uscire di casa, la difficoltà a lasciare il nido, il timore di stare in un mondo ormai divenuto sconosciuto, percepito come pericoloso, diverso da prima.

Non Viviamo I Nostri Sogni Perché Siamo Troppo Impegnati A Vivere le Nostre Paure

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Ci sono due forze motrici fondamentali: la paura e l’amore. Quando abbiamo paura, ci ritraiamo indietro dalla vita. Quando siamo innamorati, ci apriamo a tutto ciò che la vita ha da offrire con passione, entusiasmo, e l’accettazione.
(John Lennon)

La paura mette a tacere i nostri desideri, i nostri sogni, la voglia di realizzare progetti e di concretizzare idee. Cancella la nostra creatività facendola passare per non importante, non necessaria, superficiale.

Ecco perchè i sogni non si realizzano: perchè abbiamo dato troppo spazio nella nostra vita alla paura. E invece di metterci in ascolto del messaggio che è giunta a portarci abbiamo dato ad essa le redini della nostra esistenza. Siamo divenuti suoi servitori.

Distanziamento A Scuola: Una Voragine Emotiva E Relazionale

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In questo tempo ogni scelta risulta sbagliata, inopportuna, inadeguata. Ci siamo ritrovati catapultati in una situazione che appare surreale, da film, talmente irreale che stentiamo a crederci. I media e i giornali ci parlano di qualcosa di invisibile che colpisce però nel profondo. C’è chi entra nella paura, chi nella rabbia, chi resta fermo nel suo stato d’animo di positività perenne, chi non si smuove dal disfattismo. Ognuno di noi mette in campo le risorse che ha.

Un argomento che preoccupa, che scatena pensieri e parole a profusione e in contraddizione, è la scuola.

 

Siamo Come Un Seme Nella Terra Oscura Che Aspetta La Sua Primavera

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Sono tempi strani. Il mondo continua a girare e noi stiamo fermi. La natura si riappropria del suo spazio mentre noi stiamo vivendo un inverno interiore più lungo del solito.

Stiamo facendo il viaggio della trottola che gira e rigira su se stessa. Forse abbiamo tirato troppo la corda ultimamente. Il mondo continua a girare ed è l’umanità che ora sta ferma, forse sta aspettando la sua primavera, forse stiamo aspettando tutti la nostra primavera.

Insegniamo Ai Nostri Figli A Vivere Anche Senza Di Noi

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Da genitore le riflessioni che nascono sono milioni in un giorno. Una in particolare mi è nata tra un film e una chiacchiera con un’amica.

IL COMPITO PIU’ DIFFICILE PER UN GENITORE E’ INSEGNARE AL PROPRIO FIGLIO A VIVERE ANCHE SENZA DI LUI.

Questo vale per tutti i genitori, biologici e non. Solo che quando si pensa di prendere in affido un bambino, ci si blocca dinnanzi alla possibilità che egli non possa vivere per sempre con noi. Ma non è forse la stessa cosa per un figlio naturale? Certo, sicuramente un figlio biologico sarà lui a scegliere quando e come andare via, mentre un bambino in affido no. Alle volte capita che venga reinserito in famiglia e non si abbiano più rapporti con i genitori affidatari, ma il più delle volte non è così e in ogni caso, il compito per cui siamo chiamati, resta il medesimo.

Essere Zingari Nell’Anima: Un Invito A Partire Sempre, Dentro E Fuori Di Noi

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Molto spesso plasmiamo la nostra esistenza secondo dettami che non ci corrispondono: mettiamo limiti a ciò che pensiamo di essere in grado di fare (“non sono tagliato per l’arte”) o di avere l’autorizzazione di fare (“non posso permettermi di fare questo lavoro che mi piace davvero”), ma anche a ciò che pensiamo di essere (“c’è qualcosa in me che non va”). Siamo la maggior parte del tempo la nostra più imponente fonte di limiti e non ce ne rendiamo conto.

Per Vivere Bene Bisogna Tagliare I Rami Secchi

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Quante volte ci sentiamo invischiati in situazioni che non ci corrispondono, che non riflettono ciò che siamo? Quante volte ci capita di voler davvero cambiare vita e di non farcela perché dietro di noi ci trasciniamo delle relazioni, delle situazioni, che stanno in piedi solo perché abbiamo paura del poi e del vuoto che potrebbero lasciare dopo la loro scomparsa?

alberi morti e rami secchi

Forse la vera domanda da farsi è un’altra: a quanto della nostra felicità, vita, realizzazione, rinunciamo nutrendo con il nostro tempo e la nostra energia ciò che in verità ci uccide lentamente?