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Distanziamento A Scuola: Una Voragine Emotiva E Relazionale

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In questo tempo ogni scelta risulta sbagliata, inopportuna, inadeguata. Ci siamo ritrovati catapultati in una situazione che appare surreale, da film, talmente irreale che stentiamo a crederci. I media e i giornali ci parlano di qualcosa di invisibile che colpisce però nel profondo. C’è chi entra nella paura, chi nella rabbia, chi resta fermo nel suo stato d’animo di positività perenne, chi non si smuove dal disfattismo. Ognuno di noi mette in campo le risorse che ha.

Un argomento che preoccupa, che scatena pensieri e parole a profusione e in contraddizione, è la scuola.

 

Siamo Come Un Seme Nella Terra Oscura Che Aspetta La Sua Primavera

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Sono tempi strani. Il mondo continua a girare e noi stiamo fermi. Siamo fermi mentre la natura esplode: i fiori sbocciano, gli uccelli nidificano nei posti per noi più impensabili (anche sui pontili di Venezia!), la natura si riappropria del suo spazio mentre noi stiamo vivendo un inverno interiore più lungo del solito.

Stiamo facendo il viaggio della trottola che gira e rigira su se stessa. Forse abbiamo tirato troppo la corda ultimamente. Il mondo continua a girare ed è l’umanità che ora sta ferma, forse sta aspettando la sua primavera, forse stiamo aspettando tutti la nostra primavera.

La Paura Arriva Per Svegliarci: Come Riuscirci Con La Posizione Del Guerriero

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Mentre scrivo è in atto il flash mob contro il Coronavirus: affrontare la paura con la musica.
Ci sono un papà e una bambina che suonano insieme sul proprio balcone: lui la tromba e lei il flauto traverso, c’è un ragazzo col suo cane che suona la chitarra in giardino e mamma e figlia che cantano a due voci dalla finestra accompagnate da un pianoforte.

La musica é Dio che sorride all’uomo” e la paura ci ricorda che siamo scintille divine, che abbiamo delle risorse infinite se solo cambiamo mentalità.
Quando abbiamo paura ci accorgiamo che c’è qualcosa che non sappiamo, che non conosciamo e allora tutte le nostre certezze svaniscono.

Insegniamo Ai Nostri Figli A Vivere Anche Senza Di Noi

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Da genitore le riflessioni che nascono sono milioni in un giorno. Una in particolare mi è nata tra un film e una chiacchiera con un’amica.

IL COMPITO PIU’ DIFFICILE PER UN GENITORE E’ INSEGNARE AL PROPRIO FIGLIO A VIVERE ANCHE SENZA DI LUI.

Questo vale per tutti i genitori, biologici e non. Solo che quando si pensa di prendere in affido un bambino, ci si blocca dinnanzi alla possibilità che egli non possa vivere per sempre con noi. Ma non è forse la stessa cosa per un figlio naturale? Certo, sicuramente un figlio biologico sarà lui a scegliere quando e come andare via, mentre un bambino in affido no. Alle volte capita che venga reinserito in famiglia e non si abbiano più rapporti con i genitori affidatari, ma il più delle volte non è così e in ogni caso, il compito per cui siamo chiamati, resta il medesimo.

Essere Zingari Nell’Anima: Un Invito A Partire Sempre, Dentro E Fuori Di Noi

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Molto spesso plasmiamo la nostra esistenza secondo dettami che non ci corrispondono: mettiamo limiti a ciò che pensiamo di essere in grado di fare (“non sono tagliato per l’arte”) o di avere l’autorizzazione di fare (“non posso permettermi di fare questo lavoro che mi piace davvero”), ma anche a ciò che pensiamo di essere (“c’è qualcosa in me che non va”). Siamo la maggior parte del tempo la nostra più imponente fonte di limiti e non ce ne rendiamo conto.

Per Vivere Bene Bisogna Tagliare I Rami Secchi

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Quante volte ci sentiamo invischiati in situazioni che non ci corrispondono, che non riflettono ciò che siamo? Quante volte ci capita di voler davvero cambiare vita e di non farcela perché dietro di noi ci trasciniamo delle relazioni, delle situazioni, che stanno in piedi solo perché abbiamo paura del poi e del vuoto che potrebbero lasciare dopo la loro scomparsa?

alberi morti e rami secchi

Forse la vera domanda da farsi è un’altra: a quanto della nostra felicità, vita, realizzazione, rinunciamo nutrendo con il nostro tempo e la nostra energia ciò che in verità ci uccide lentamente?

La Pigrizia Nasconde La Voglia Di Fuggire Dalla Realtà

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La pigrizia è una mancanza di determinazione nel compiere un’azione e può colpire chiunque. Anche se non è socialmente ben accettatala, a volte può risultare utile, soprattutto quando di fronte a noi c’è un compito gravoso e le nostre risorse sono obiettivamente poche; in questo caso, la pigrizia si attiva per evitarci di sprecare inutilmente le nostre energie e metterci in una condizione disagevole.

Altre volte, la pigrizia può nascondere un comportamento nevrotico, una ricerca fanatica della perfezione, un conflitto interiore talmente forte da portare alla paralisi.

La pigrizia serve a risparmiare energia

Per Superare Un Attacco Di Panico, Devi Accoglierlo

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Cosa provoca l’attacco di panico

L’attacco di panico nasce nella mente e colpisce il corpo, è fatto di un mix esplosivo di ansia ed emozioni non metabolizzate. Aggiungici una bella spruzzata di pensieri catastrofici e il cocktail è servito!

Se la responsabilità di questo evento è da imputare alla testa, purtroppo tocca al corpo fare il lavoro sporco: per evitare che la quantità abnorme di energia mobilitata dall’ansia ti faccia visceralmente del male (non dimentichiamoci che le emozioni lavorano a stretto contatto con gli ormoni), il corpo è costretto a trovare una valvola di sfogo in grado di smaltire in poco tempo tutta questa energia.

“Non Piangere!” : Ecco Perché Non Dirlo Al Bambino

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Le persone emotive sanno bene che ci sono tantissime emozioni che entrano in contatto con il nostro essere più profondo. A volte ce ne sono alcune di cui non conosciamo nemmeno il nome. Ci sentiamo in balia di alcune sensazioni che non riusciamo a catalogare in una singola emozione e dunque ci sembra di essere persi. Siamo confusi, poco lucidi, per nulla razionali.

Mia Figlia Cresce Ed Io Non Sono Pronta A Vederla Volare Lontano Da Me

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Mia figlia cresce ed io non sono pronta.

Non sono pronta a vederla volare alto, lontana da me, in un mondo che non conosco, fatto di regole nuove, di paure diverse, di dinamiche relazionali che cambiano velocemente.

Ha iniziato a fare a meno del suo peluche per la nanna, a cambiare cuscino, a parlare di regole sociali, di buoni comportamenti, di alcool, droga, morte. A interrogarsi non tanto sulla nascita di un bambino, che ormai sono anni che sa come funziona, ma a chiedersi e chiedermi, se fa male, come ti senti dopo, se hai paura, se sei felice.