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Non Insegnate Ai Vostri Figli Ad Adattarsi Alla Società

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C’è una convinzione di base riguardo all’educazione che è bene affrontare. Soprattutto in questo periodo di disorientamento educativo.

Educare un bambino non vuol dire, come invece si crede, aiutarlo ad adattarsi alla società. Vuol dire guidarlo a far emergere i propri talenti, accompagnarlo a guardare i suoi lati più bui e a scoprire cosa vogliono comunicare, mostrargli gli strumenti per aiutarlo a conoscersi ogni giorno di più. Per andare in contro al mondo con creatività, fiducia, ed entusiasmo.

Distanziamento A Scuola: Una Voragine Emotiva E Relazionale

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In questo tempo ogni scelta risulta sbagliata, inopportuna, inadeguata. Ci siamo ritrovati catapultati in una situazione che appare surreale, da film, talmente irreale che stentiamo a crederci. I media e i giornali ci parlano di qualcosa di invisibile che colpisce però nel profondo. C’è chi entra nella paura, chi nella rabbia, chi resta fermo nel suo stato d’animo di positività perenne, chi non si smuove dal disfattismo. Ognuno di noi mette in campo le risorse che ha.

Un argomento che preoccupa, che scatena pensieri e parole a profusione e in contraddizione, è la scuola.

 

Cosa Ci Stanno Insegnando I Bambini In Questa Quarantena

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Li osservo in questi giorni. Molto più di prima.

E quello che mi stanno mettendo sotto gli occhi è un mondo che vorrei far mio. Il più possibile. Aldilà della fatica, della preoccupazione, degli ostacoli e delle privazioni che questo isolamento ha portato a tutti. Soprattutto a loro. I nostri bambini.

Mi sono concentrata ad osservarli e a viverli in un tempo che non hanno mai vissuto e che, si spera, mai più ritornerà. In un tempo che li priva e li ostacola sotto molti punti di vista. Ma che contemporaneamente dona loro anche una indiscutibile quiete.

In Questo Momento Di Grande Caos Non Dimentichiamoci Dei Bambini

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Cari genitori,
in questo momento di grande caos, di limitazioni, di rivolta del sistema, non dimentichiamoci dei bambini.

Non solo è necessario cullare le loro paure, prendersi cura della rabbia e della frustrazione, è necessario, oggi più di ieri, mantenere una quotidianità salda e costante, al fine di non perdere il contatto con la realtà “sana” del prima.

Quel prima che sembra scomparso, quel mondo che pare non esistere più per come lo conoscevamo. Esisterà ancora care mamme e cari papà. Esisterà e noi dobbiamo essere pronti ad accoglierlo nuovamente. Avrà sicuramente un volto più nuovo, ci apparirà più bello, più commovente, più vicino al cuore.

Grazie Agli Insegnanti Che Hanno Dovuto Reinventarsi Per Amore Dei Propri Alunni

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“Mi mancano i “ miei” bambini! Mi mancano terribilmente.”

Sono queste le parole che sento dentro e intorno a me. Parole di amore e di sconforto. Parole di insegnanti che amano i loro bambini, che tentano la sfida della didattica online pur di non abbandonare i loro alunni. E ce la mettono tutta. Passano ore e ore sul pc per preparare un video con fumetti, immagini ricercate, testi. Scelgono con cura le parole, il font, i colori e le immagini da usare. Cercano modi semplici, immediati, per tentare di arrivare a tutti i loro studenti. Perché non tutti hanno una famiglia alle spalle che li può supportare. Quindi il lavoro dell’insegnante viene calibrato sulle capacità dei suoi studenti.

Che Sia Stato Lui, Il Bambino, A Catapultarci In Questo Tempo?

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I bambini non vanno informati.

Vanno protetti.

Dalle paure degli adulti.

I bambini vanno solo nutriti.

Di buon cibo, di attenzione, di ascolto, di fiabe, di ritmo, di meraviglia, di tempo, di racconti, di gioco.

Non di paure. Non di informazioni.

Che servono solo all’adulto per comprendere, per scegliere e per agire. E per proteggere il bambino che, soprattutto il più piccolo, vive di immagini, di fiabe, di simboli.

Il resto non lo può masticare e perciò nemmeno digerire.

La Solitudine Ci Permette Di Spegnere Il Rumore Dell’Altro E Di Ascoltare Noi Stessi

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Solitudine: dal dizionario ” Esclusione da ogni rapporto di presenza o vicinanza altrui desiderato o ricercato come motivo di pace o di raccolta intimità, oppure sofferto in conseguenza di una totale mancanza d’affetti, di sostegno e di conforto”.

Dunque essa può essere pace o sofferenza. Anche lei ci mostra due lati della stessa medaglia.
In questo momento siamo chiamati alla solitudine. Allo stare soli, al ritirarci nelle nostre case e nei nostri pensieri, nelle nostre emozioni. In un momento di caos, di ribaltamento del sistema, ci è chiesto di non agire. Di rimanere fermi, nell’attesa. Attendere è difficile. Pensiamo ai bambini nell’attesa del Natale. Stare a guardare i pacchi sotto l’albero senza poterli aprire (anche se sai che non sono i tuoi, sei comunque invogliato ad aprirli) può sembrare una vera tortura.

Insegniamo Ai Nostri Figli A Vivere Anche Senza Di Noi

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Da genitore le riflessioni che nascono sono milioni in un giorno. Una in particolare mi è nata tra un film e una chiacchiera con un’amica.

IL COMPITO PIU’ DIFFICILE PER UN GENITORE E’ INSEGNARE AL PROPRIO FIGLIO A VIVERE ANCHE SENZA DI LUI.

Questo vale per tutti i genitori, biologici e non. Solo che quando si pensa di prendere in affido un bambino, ci si blocca dinnanzi alla possibilità che egli non possa vivere per sempre con noi. Ma non è forse la stessa cosa per un figlio naturale? Certo, sicuramente un figlio biologico sarà lui a scegliere quando e come andare via, mentre un bambino in affido no. Alle volte capita che venga reinserito in famiglia e non si abbiano più rapporti con i genitori affidatari, ma il più delle volte non è così e in ogni caso, il compito per cui siamo chiamati, resta il medesimo.

Ascoltare Con Attenzione Un Bambino E’ L’Atto Educativo Più Importante

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“Un bambino ha bisogno più di un ascolto che di una buona parola” (Anonimo)

Spesso dinnanzi al problema di un bambino vogliamo offrire soluzioni o consigli. Questo ha un duplice effetto:
-il bambino non si sente compreso, perchè nessuno lo aiuta ad esprimere e a riconoscere ciò che sente
-avverte la supremazia intellettuale dell’adulto e questo da un lato non gli consente di sviluppare la capacità di problem solving e dall’altro mette a rischio la sua autostima.

 Anche l’aiuto non richiesto si può considerare superbia

Come reagire dunque di fronte ad una difficoltà del proprio bambino?

Visitare L’Africa Vuol Dire Entrare Dentro Noi Stessi Come Non Mai

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Negli ultimi anni la sensazione di non essere in armonia con il mondo mi ha percorsa un po’ in tutte le direzioni. Sentire di non essere al proprio posto, avvertire una nota stonata nella melodia che si sta suonando, porta a porre consapevolezza ed attenzione ai momenti, le situazioni di disagio e a quelli in cui tutto scorre e fluisce.