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Tag: bambini

I bambini ribelli sono bambini sani e felici

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Quante volte vi capita di pensare o addirittura dire “Ma questo bambino non sta fermo un attimo?“, sono sicura che vi sia capitato… o almeno lo spero perché i bambini vivaci, i bambini ribelli, sono bambini sani, attivi e felici; purtroppo però nella società moderna si pensa che un bambino iperattivo abbia qualche problema e si arriva anche a stabilire un deficit dell’attenzione.

bambini ribelli
Image Ryan McGuire.

Allora partiamo dal presupposto che un deficit di attenzione nei bambini per me è una cosa assolutamente normale, è assurdo pretendere che i bambini si comportino da adulti e riescano a stare attenti per più di un’ora ad una lezione, magari neppure troppo stimolante, è vero che c’è qualche bambino che ha forse un’iperattività più sviluppata di altri ma leggiamo quelle che sono le definizioni del deficit dell’attenzione:

Metodo holding: quando l’abbraccio calma i bambini

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Ognuno di noi conosce il potere di un abbraccio, già dalla nascita il neonato ne ha bisogno per superare il trauma del ritrovarsi nel mondo, e crescendo questo bisogno di contatto è sempre presente e forte.

 

Negli anni ’70 la psicoterapeuta Martha Welch “inventò” una tecnica chiamata holding per gestire le crisi dei bambini autistici, abbracciandoli la loro capacità di relazionarsi ed interagire mostrava notevoli miglioramenti; per questo motivo lo studio della psicoterapeuta statunitense venne allargato anche ai bambini normodotati con risultati stupefacenti, infatti con il semplice gesto di un abbraccio si riuscivano a gestire i capricci, i disagi, le reazioni aggressive e le crisi isteriche.

La sindrome di Alice: quando ciò che vedi non è reale

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allucinazioni

Alice nel paese delle meraviglie, il famoso romanzo di Lewis Carroll adattato dalla Disney, ci catapulta di solito in un mondo di colori e fantasie, una visione quasi onirica: fuori dal tempo e dove tutto sembra possibile. Se ha ispirato molte interpretazioni: dall’analisi psicologica al trip psichedelico, questa volta è il corpo medico a coniare col suo nome un disturbo neurologico: la sindrome di Alice nel paese delle Meraviglie.

allucinazioni

Quanto più capisci te stesso, tanto più capirai il mondo

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“Quanto più capisci te stesso, tanto più capirai il mondo”

(Paulo Coelho)

“Essere o non essere?” diceva Shakespeare nell’Amleto e questo è un dilemma che ancora oggi affigge molti di noi… aggiungo:  essere noi stessi o essere ciò che pensiamo che gli altri vogliano da noi? Perché le differenze sono molte, moltissime. Spesso ci si ritrova intrappolati nell’immagine che pensiamo che gli altri vogliano di noi e perdiamo i veri noi stessi. Diventiamo maschere senza essenza e perdiamo anche la nostra lucidità. Non sappiamo più chi siamo e cadiamo vittime di false idee.

I bambini che si sporcano di fango e terra sono bambini con una marcia in più

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Non mi sono mai capacitata di come ci si preoccupi tanto di non “sporcare” un vestito, di non sgualcirlo, che addirittura venga tenuto nell’armadio gelosamente e che permettiamo (ai nostri bambini o a noi) di indossarlo solo nelle “grandi occasioni”. Il più delle volte queste “grandi occasioni” non arrivano o se arrivano durano appunto un giorno soltanto… Alle volte ci accorgiamo che un abito non va più bene perchè abbiamo cambiato taglia, o perchè i nostri figli sono cresciuti e non li hanno mai indossati… mi pongo dunque due domande:

Non costringiamo i bambini a salutare e a ringraziare

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Quante volte capita a noi adulti di invitare in modo insistente il bambino a salutare o a ringraziare una determinata persona?

Se qualcuno saluta nostro figlio o gli regala qualcosa sentiamo il bisogno di invitarlo a rispondere in modo educato, insistendo a volte per fargli dire un “ciao” o per un “grazie”. In questo modo, se loro ripetono ciò che noi vogliamo sentirli dire, ci sentiamo in pace con la nostra coscienza, ci siamo comportati da buoni genitori, abbiamo assolto al nostro ruolo educativo.

Genitori di bimbi mai nati: quando l’amore trasforma il dolore

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aborto spontaneo

Fino al 25-30% delle gravidanze si concludono con un aborto spontaneo, così viene definita l’interruzione involontaria di gravidanza entro le 20 settimane dal concepimento, per cause che possono andare da anomalie cromosomiche dell’embrione a malattie croniche della madre come il diabete, i disturbi tiroidei o l’ovaio policistico.

Capita spesso durante le primissime settimane, a volte pure senza che la donna se ne renda conto, confondendo la perdita di sangue dovuta all’aborto con il ciclo mestruale arrivato stranamente tardi; ma per chi sa che non vedrà mai nascere quella piccola vita che portava in grembo, è un dolore atroce che lascerà una profonda cicatrice.

La Prova di Coraggio da Far Sperimentare ai Bambini

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Alla scuola steineriana che frequentano i miei bambini la maestra ha dato loro un’incredibile lezione di vita! Lo ha fatto senza spiegazioni e tanti giri di parole, solo mediante una forte e profonda esperienza.

Il 29 settembre si festeggia San Michele, l’angelo che grazie al suo coraggio riesce a sconfiggere il drago. Nelle scuole Waldorf è una ricorrenza importante e viene celebrata ogni anno con draghi, spade, storie di coraggio e di superamento della paura.

Emotional Eating: quando i bambini hanno bisogno di un abbraccio e non di una caramella

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Sovente capita di assistere ad un atteggiamento di malumore dei bambini e capita che i genitori porgano loro dei dolcetti per cercare di alleviarlo… Come se una ricompensa potesse confortarlo meglio di un abbraccio o di una carezza.

Bisogna prestare molta attenzione a questo atteggiamento perché usare il cibo come strumento di conforto rischia di portare il bambino e di conseguenza il futuro adolescente in un circolo vizioso chiamato emotional eating.

Emotional Eating

Cos’è l’emotional eating?

Concettualmente si può tradurre con “mangiare per compensazione” ed è quel fenomeno per cui chiunque abbia una emozione che non sa gestire, la sfoga in una abbuffata di cibo.

La Posizione Seduta del Bambino Non va Anticipata

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posizione seduta

Oggi si è portati a vivere un po’ di fretta e di conseguenza anche a cercare di anticipare sempre un po’ i tempi, e questo viene fatto anche con i bambini, si vuole che siano i primi in tutto e quando questo non accade ci si preoccupa credendo ci siano ritardi o anomalie nello sviluppo motorio e psicologico.

Pensiamo quando non siamo consci di una postura e ci mettono comunque in quella situazione, accade per esempio durante degli esercizi di pilates, l’insegnante ci aiuta a restare in una posizione per noi innaturale e la cosa è alquanto difficoltosa soprattutto i primi tempi; nello stesso modo quando un bambino di pochi mesi viene messo in posizione seduta la sua stabilità non è dettata dalla scoperta della posizione ma da un’imposizione dell’adulto, si troverà quindi in difficoltà.