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“Pappagalli Verdi” di Gino Strada: 120 Pagine Che Ti Cambieranno Profondamente

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cartello che avvisa la presenza di mine antiuomo
Credit foto ©Pixabay

“Mine giocattolo, studiate per mutilare bambini. Ho dovuto crederci, anche se ancora oggi ho difficoltà a capire.” ~ G. Strada

cartello che avvisa la presenza di mine antiuomo
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©Pixabay

Queste parole sono quelle che mi hanno portato a leggere questo libro, sì perché non riuscivo a credere che davvero nella mente della follia umana potessero annidarsi idee così malsane tanto da creare delle mine ad hoc per attirare i bambini, sì avete capito bene DELLE MINE PER BAMBINI!!

Non sono giocattoli, se qualcuno se lo stesse chiedendo, ma sono ordigni esplosivi che distruggono vite umane, queste in particolare furono fabbricate dai Russi.

I 10 Giochi di una Volta da Tramandare ai Bambini

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bambini che giocano
Credit foto © Pexels

Chi non ha avuto un’infanzia ricca di ricordi? I miei sono per lo più ricordi legati ai momenti passati durante l’estate a giocare con i miei amici nei cortili o nei prati; oggi rimango un po’ allibita quando vedo i bambini annoiarsi non sapendo a cosa giocare, proprio l’altro giorno sono passata davanti al parco giochi sotto casa mia e ho visto un gruppetto di ragazzini sugli 8-10 anni che si guardavano in faccia senza saper cosa fare dopo aver provato altalena, scivolo e girello… Io non mi ricordo di aver mai avuto un momento di noia da piccola, soprattutto se eravamo in tanti e se avevamo a disposizione un parco giochi dove correre e nascondersi!!!

“I bambini imparano quello che vivono”: un libro guida per ogni genitore!

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I bambini imparano quello che vivono.

Una frase, una poesia, il titolo di un libro, un mantra da ripetersi ogni giorno. L’autrice è Dorothy Law Notle, consulente familiare e direttrice pedagogica di una scuola dell’infanzia.
La prima pubblicazione della poesia risale al 1954 su una rubrica settimanale per famiglie in California. Divenne poi un classico conosciuto in tutto il mondo. Nel 2013 arriva il libro scritto a quattro mani con Rachel Harris, psicoterapeuta specializzata in terapia della famiglia.
Un testo semplice, con parole che arrivano a tutti e che hanno nella loro semplicità la capacità di emozionare e di far carpire l’importanza delle stesse.

La capacità di saper aspettare: la chiave di tutto!

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Capita spesso che nella vita non si possa avere subito ciò che si vuole; mentre alcuni lo vedono come un peso, altri usano la loro capacità di posticipare la gratificazione per cambiare la loro vita.

Gli Americani chiamano conscientiousness, questo ingrediente segreto che differenzia le persone normali da quelle di successo.

persona di successo

Questa coscienziosità, se possiamo tradurla così, è stata oggetto di studi per più di 35 anni e sarebbe costituita da due fattori imprescindibili per riuscire nella vita: autocontrollo e capacità di posticipare le gratificazioni.

Ed ecco perché rappresenta per i ricercatori dell’Università del Michigan uno dei migliori indicatori di successo nella vita:

I bambini ribelli sono bambini sani e felici

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Quante volte vi capita di pensare o addirittura dire “Ma questo bambino non sta fermo un attimo?“, sono sicura che vi sia capitato… o almeno lo spero perché i bambini vivaci, i bambini ribelli, sono bambini sani, attivi e felici; purtroppo però nella società moderna si pensa che un bambino iperattivo abbia qualche problema e si arriva anche a stabilire un deficit dell’attenzione.

bambini ribelli
Image Ryan McGuire.

Allora partiamo dal presupposto che un deficit di attenzione nei bambini per me è una cosa assolutamente normale, è assurdo pretendere che i bambini si comportino da adulti e riescano a stare attenti per più di un’ora ad una lezione, magari neppure troppo stimolante, è vero che c’è qualche bambino che ha forse un’iperattività più sviluppata di altri ma leggiamo quelle che sono le definizioni del deficit dell’attenzione:

Metodo holding: quando l’abbraccio calma i bambini

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Ognuno di noi conosce il potere di un abbraccio, già dalla nascita il neonato ne ha bisogno per superare il trauma del ritrovarsi nel mondo, e crescendo questo bisogno di contatto è sempre presente e forte.

 

Negli anni ’70 la psicoterapeuta Martha Welch “inventò” una tecnica chiamata holding per gestire le crisi dei bambini autistici, abbracciandoli la loro capacità di relazionarsi ed interagire mostrava notevoli miglioramenti; per questo motivo lo studio della psicoterapeuta statunitense venne allargato anche ai bambini normodotati con risultati stupefacenti, infatti con il semplice gesto di un abbraccio si riuscivano a gestire i capricci, i disagi, le reazioni aggressive e le crisi isteriche.

La sindrome di Alice: quando ciò che vedi non è reale

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allucinazioni

Alice nel paese delle meraviglie, il famoso romanzo di Lewis Carroll adattato dalla Disney, ci catapulta di solito in un mondo di colori e fantasie, una visione quasi onirica: fuori dal tempo e dove tutto sembra possibile. Se ha ispirato molte interpretazioni: dall’analisi psicologica al trip psichedelico, questa volta è il corpo medico a coniare col suo nome un disturbo neurologico: la sindrome di Alice nel paese delle Meraviglie.

allucinazioni

Quanto più capisci te stesso, tanto più capirai il mondo

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“Quanto più capisci te stesso, tanto più capirai il mondo”

(Paulo Coelho)

“Essere o non essere?” diceva Shakespeare nell’Amleto e questo è un dilemma che ancora oggi affigge molti di noi… aggiungo:  essere noi stessi o essere ciò che pensiamo che gli altri vogliano da noi? Perché le differenze sono molte, moltissime. Spesso ci si ritrova intrappolati nell’immagine che pensiamo che gli altri vogliano di noi e perdiamo i veri noi stessi. Diventiamo maschere senza essenza e perdiamo anche la nostra lucidità. Non sappiamo più chi siamo e cadiamo vittime di false idee.

I bambini che si sporcano di fango e terra sono bambini con una marcia in più

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Non mi sono mai capacitata di come ci si preoccupi tanto di non “sporcare” un vestito, di non sgualcirlo, che addirittura venga tenuto nell’armadio gelosamente e che permettiamo (ai nostri bambini o a noi) di indossarlo solo nelle “grandi occasioni”. Il più delle volte queste “grandi occasioni” non arrivano o se arrivano durano appunto un giorno soltanto… Alle volte ci accorgiamo che un abito non va più bene perchè abbiamo cambiato taglia, o perchè i nostri figli sono cresciuti e non li hanno mai indossati… mi pongo dunque due domande:

Non Costringiamo I Bambini A Salutare E A Ringraziare

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Quante volte capita a noi adulti di invitare in modo insistente il bambino a salutare o a ringraziare una determinata persona?

Se qualcuno saluta nostro figlio o gli regala qualcosa sentiamo il bisogno di invitarlo a rispondere in modo educato, insistendo a volte per fargli dire un “ciao” o per un “grazie”. In questo modo, se loro ripetono ciò che noi vogliamo sentirli dire, ci sentiamo in pace con la nostra coscienza, ci siamo comportati da buoni genitori, abbiamo assolto al nostro ruolo educativo.