Questo tempo di pausa dovuto all’epidemia ci ha messi a dura prova: ci ha obbligati a guardarci dentro, ad affrontare i nostri pensieri. Ci ha messo nella condizione di non poter più fuggire alle nostre emozioni. E in queste settimane, abbiamo vissuto di tutto: gioia, speranza, rabbia, tristezza, frustrazione, dolore, sollievo, impazienza, … Questo periodo non ci ha risparmiato nulla, nemmeno le occasioni di calarci più in profondità dentro di noi, nemmeno le opportunità di reinventarci, di creare, di tirare fuori quelle risorse che sonnecchiavano dentro di noi e che si sono rivelate preziose, preziosissime.

E in questo momento di leggera apertura al mondo, giunge la Luna nel segno dello scorpione. È un plenilunio importante, potente, la cui energia ci accompagnerà, se gliene lasciamo l’opportunità, verso uno stato di comprensione della bellezza del mondo che ci permetta di assaporare la vita al suo giusto valore.

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La Luna dello scorpione ci insegna quanto sia preziosa la vita

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Questo plenilunio di maggio, chiamato anche Luna dello scorpione, Luna della coppia, Luna del latte, brillerà nel cielo nella notte tra il 26 e 27 aprile. Sarà una superluna perché  apparirà più grande e brillante del solito visto che si trova nel punto dell’orbita più vicina alla Terra. Si verificherà alle 5 e 31 di mattina e la sua bellezza potrà essere ammirata fino a mercoledì 28 aprile.

Come detto in precedenza, si tratta di una Luna importante per diversi motivi. Mentre il Sole illumina la costellazione del Toro, elemento di Terra governato da Venere, padrona del piacere dei sensi e della bellezza, la Luna si troverà nel segno opposto, il più temuto e misterioso dello zodiaco: lo scorpione; portandoci a mettere i riflettori su tutto ciò che è nascosto, senza risposte, e sul tema della morte.

Ed è proprio nel momento del plenilunio che possiamo apprendere una lezione molto importante che la natura ci impartisce: gli estremi si uniscono per permettere alla vita di fluire, la morte ci aiuta ad assaporare con profonda gioia ogni momento di vita che ci è dato.

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La danza segreta tra Eros e Thanatos

La primavera in questo periodo è esplosa. Gli alberi sono coperti di fiori; le strade, di petali. Siamo nel bel mezzo della stagione degli amori e ovunque si sente  l’aria leggera e frizzante, come in attesa di qualche lieta notizia. In questi giorni, possiamo sentire anche la spinta a mostrarci più seduttivi, a prenderci più cura del nostro aspetto e a rispondere a quell’energia sensuale che pervade la natura.

Fuori, la natura sembra essersi innamorata. Si è vestita dei suoi più audaci colori, lascia aleggiare il suo profumo ad ogni angolo di strada e ci invita alla leggerezza, al piacere, soprattutto in questo momento di lieve ri-aperura per noi così importante. Ma la Luna che brilla nella costellazione dello Scorpione è lì per ricordarci che anche la morte fa parte di questa misteriosa danza della vita, tra Eros e Thanatos.

Questa luna ci ricorda infatti che la vita è importante, ma anche passeggera. La vita va vissuta a pieno, come la bellezza dei fiori che dopo poco appassiscono, perché ognuno di noi è destinato a cambiare forma un giorno. Ed è forse questa consapevolezza che ci permette di comprendere quanto la nostra vita sia importante, quanto sia miracolosa.

Se non ci fosse la morte a ricordarci della perdita, del senso di vuoto, della mancanza, forse non daremmo la giusta importanza a chi ci circonda e a ciò che abbiamo tra le mani. Se non fosse per l’Ombra di Thanatos che ogni tanto ci sveglia con qualche soprassalto, ahimè, spesso doloroso, come potremmo assaporare davvero la vita che abbiamo, abituati come siamo a dare tutto per scontato? Purtroppo, anche se è difficile ammetterlo, dobbiamo riconoscere che ci ricordiamo di ciò che è importante solo quando lo perdiamo. Ed è una lezione amara che purtroppo abbiamo ripassato in queste ultime settimane. Speriamo questa volta di averla imparata per bene.

“Gli uomini dell’occidente vivono come se non dovessero non morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”
(Dalai Lama)

Un periodo legato agli antichi culti della fertilità

In questi giorni, la natura ci invita a godere della vita, ad assaporare ogni momento esprimendo la nostra creatività, la sensualità che è in noi, come lo facevano gli antichi, secoli fa, durante queste giornate dedicate ai culti della fertilità e dell’amore durante i quali si celebrava l’unione sacra tra maschile e femminile, attraverso lo hieros gamos.

Tra queste festività, possiamo nominare la festa celtica di Beltane (che si celebrava quando il sole giungeva ai 15° nella costellazione del Toro) mentre a Roma avevano luogo i Ludi Floreales o Floralia, feste dedicate alla dea Flora, caratterizzata da danza, musica, abbondanti bevute e una certa licenziosità che, a dire del dott. Giuseppe Marchetti Lunghi, spingeva il rigido Catone a ritirarsi per pudore dal luogo della festa.

Come accogliere l’energia di questo plenilunio

Questo periodo ci invita al piacere, alla sensualità, all’espressione della nostra bellezza, e credo che non ci sia miglior modo di farlo che arrendersi alle pulsioni di vita dentro di noi con la consapevolezza che tutto è impermanente, fugace, transitorio.

E godere della vita senza scivolare nell’auto-distruttività non è poi così scontato se ci pensiamo bene, ma è ciò che questa Luna ci invita ad imparare.

Detto questo, come celebrare le energie di questo plenilunio? Potremmo semplicemente cogliere il messaggio della natura intorno a noi e considerare la vita come un atto sensuale, di profonda bellezza: sentire la carezza dell’aria sul proprio corpo, l’abbraccio passionale del fuoco, la forza della terra sotto ai nostri piedi, l’ebrezza che può portare la musica, il canto, la danza, ecc.

Perché un giorno, tutto questo finirà. Ma oggi, è tempo di celebrare la vita, la nostra.

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it