Cari genitori,
in questo momento di grande caos, di limitazioni, di rivolta del sistema, non dimentichiamoci dei bambini.

Non solo è necessario cullare le loro paure, prendersi cura della rabbia e della frustrazione, è necessario, oggi più di ieri, mantenere una quotidianità salda e costante, al fine di non perdere il contatto con la realtà “sana” del prima.

Quel prima che sembra scomparso, quel mondo che pare non esistere più per come lo conoscevamo. Esisterà ancora care mamme e cari papà. Esisterà e noi dobbiamo essere pronti ad accoglierlo nuovamente. Avrà sicuramente un volto più nuovo, ci apparirà più bello, più commovente, più vicino al cuore.

Potremo di nuovo abbracciarci, ridere in piazza, giocare con gli amici al parco, passare la giornata dai nonni, pranzare in compagnia e potremo, finalmente, tornare nelle nostre aule, nei nostri uffici, nelle aziende. Avrà un sapore nuovo tutto questo, il sapore della Libertà. E’ vero, la routine quotidiana è impegnativa, sicuramente stressante a tratti, ma ora che ci è stata tolta, che ci è stata data la possibilità di sperimentare il “senza”, di vivere lontani da quei luoghi che tanto ci sembrano faticosi, quanto ci manca, ora?

Alla maggior parte dei  bambini sarà parsa una vacanza questa, nei primi giorni. Non gli sarà sembrato vero che mamma e papà fossero a casa con loro tutto il giorno. Chi ha la fortuna di avere un giardino si sarà goduto le giornate all’aperto, ci saranno stati tanti giochi, storie e condivisioni importanti.

Ad altri bambini questo virus avrà fatto salire una rabbia gigantesca, perchè i suoi genitori avranno dovuto lavorare il doppio o il triplo, perchè lavorano nel supermercato o in farmacia, o sono medici, infermieri, oss, addetti alle pulizie nei reparti ospedalieri.

Ognuno di noi sta vivendo questa situazione surreale in modi diversi. C’è chi ha tanta paura, chi si sente ingabbiato, carcerato senza colpa, chi teme per il proprio lavoro, chi semplicemente sopravvive, senza porsi tante domande.

In tutto questo però, anche i bambini hanno le loro emozioni, il loro sentire. La mente dice una cosa, il cuore un’altra e il corpo spesso non riesce a mettere insieme il tutto. Possiamo aiutare i nostri bambini ascoltandoli, domandando loro come si sentono, cosa provano, che cosa avrebbero voglia di fare e come li fa sentire il non poterlo fare.

Possiamo e dobbiamo esprimere anche ciò che sentiamo noi, per legittimare i loro sentimenti, le emozioni contrastanti che stanno vivendo. E’ un periodo storico che rimarrà scritto sui libri e sappiamo che non vengono scritti momenti felici sui libri di storia, quindi merita attenzione, ascolto, ma anche tanta fantasia. E non solo per inventare lavoretti o giochi da fare a casa, ma anche per sentirsi vicini in un momento in cui non possiamo esserlo fisicamente.

La tecnologia in questo momento può darci una grande mano. E allora usiamola! Un’idea straordinaria di un’amica è stata di trovarsi su Skype e fare un aperitivo “insieme”! Si può usare whatsapp e farsi una serata tra amiche. Certo, non c’è il calore di un abbraccio, ma è un modo per stare, per esserci.

La cosa importante è non perdere il contatto con quella che è la Vera Realtà.

La Vera Realtà è quella dell’alzarsi la mattina per andare a scuola e al lavoro, quella dei pranzi in famiglia la domenica e delle serate con gli amici, quella dei corsi di danza, nuoto, basket o altro e quella della coda in macchina la sera per rientrare a casa.  Non perdiamo la connessione con questo e soprattutto non facciamola perdere ai bambini.

La mattina alziamoci ad un orario vicino al solito, facciamo una sana colazione, dedichiamoci a delle attività (che siano i compiti assegnati per chi va a scuola o delle attività manuali per chi ha bimbi più piccini), per chi ha la fortuna di avere uno spazio all’aperto, usciamo e facciamo stare i bambini a giocare fuori. Pranziamo e dedichiamo del tempo al riposo (che sia un riposino per i piccoli o un libro, un cartone per i più grandi). Per chi ha degli amici a quattro zampe e può concedersi una piccola passeggiata, fatela ogni giorno. Dedicate del tempo  al gioco e ,se avete modo, fate un po’ di esercizi motori. Cucinate insieme, cenate, ridete, parlate e litigate anche. E’ sano, e ci permette di mantenere alte le capacità di mediazione e risoluzione dei conflitti, di sperimentare tutte le emozioni, metterle in campo, attraversarle e abbracciarle, per poi rimetterle in ordine. Andate a dormire pressoché alla stessa ora, perchè, prima o poi, la scuola tornerà.

Mantenere dei ritmi permette al bambino non solo di non perdere quel contatto con il reale, ma anche quella “normalità” a cui è abituato e che gli permette di rimanere tranquillo, sereno.

Passerà questo tempo e si tornerà a quella “normalità” che spesso abbiamo disprezzato, ma che ora attendiamo con ansia. Passerà il questo tempo e spero che porti via anche l’indifferenza, la discriminazione, l’isolamento, la fretta. Passerà questo tempo, ma spero che lasci la fratellanza, la riconoscenza, il desiderio di abbracciarsi, la gioia dello stare insieme, la capacità di re-inventarsi, la Fantasia e la Speranza che “Andrà tutto bene”.

Care mamme e cari papà, insieme ce la faremo!

Manuela Griso Educatrice