Tende Rosse in ogni Quartiere è una rete globale di donne che condividono la visione di creare una Tenda Rossa in ogni città, comunità, quartiere. Le diverse Tende Rosse che compongono la Rete hanno aderito all’invito di Deanna L’Am di dedicare una giornata, l’8 novembre 2015, a far conoscere la propria attività e il senso di uno spazio dedicato alla sacralità del corpo femminile”. Deanna L’Am

Si narra che un tempo le donne di alcune culture indigene, durante il ciclo mestruale, si riunissero in tende rosse per riposarsi, coccolarsi a vicenda, rigenerarsi. Solo alle donne era consentito l’accesso e qui, libere da doveri familiari e incombenze varie, si supportavano le une con le altre, come sorelle. Questa tradizione le cui origini affondano nella notte dei tempi oggi rivive in tutto il mondo, Italia compresa, complice un rinnovato bisogno di sorellanza e complicità femminile.

Sebbene il femminismo abbia contribuito a liberarci dalle catene che limitavano il nostro raggio d’azione, relegandoci a mansioni domestiche senza possibilità di replica, è altrettanto vero che, ingenuamente, abbiamo cercato di imitare gli uomini, adottando atteggiamenti simili per dimostrare di non essere da meno. Ebbene, lo spirito che anima le Tende Rosse è tutt’altro: nessuna battaglia femminista all’orizzonte ma solo la voglia di condividere, aiutarsi, supportarsi per ritrovare la propria autentica identità, prima rinnegata per paura di disobbedire al patriarcato, confusa poi con una spavalderia dai toni volutamente eccessivi, come accade a un adolescente ribelle. La fase di ribellione è stata di fondamentale importanza per arrivare allo spirito che oggi anima le donne delle Tende Rosse ma necessita di essere trascesa per poter accedere alla nostra natura, che non è di tipo yang/maschile ma di tipo yin/femminile.

Nelle Tende Rosse le donne non giocano a fare i maschi, a sfidarli, a competere con loro, cercano piuttosto di riscoprire e rispettare la propria identità femminile ciclica, come suggerisce l’autrice di Terra Nuova, Annalisa De Luca: “Credo di poter dire che lo scopo comune è il recupero di una originalità femminile di valore, di ciò che è autentico in quanto più antico e condiviso in tutto il mondo. Le modalità sono le più diverse: seminari di un pomeriggio, un giorno o due o tre giorni, celebrazioni, incontri mensili o comunque periodici. Può esserci un elemento spirituale (con la presenza di sciamane o curandere o simili), la riscoperta del corpo (di solito curato da ostetriche) o l’empowerment oppure ancora gli incontri che coinvolgono madri e figlie adolescenti sui temi della pubertà. Io personalmente trovo molta consonanza con il messaggio di DeAnna  L’Am, mi piace il suo lavoro e mi piace il suo tentativo di sostenere la nascita di Tende Rosse in tutto il mondo. Non sono in grado di dire quante siano (non tanto o non solo le Tende Rosse ma tutte quelle che offrono occasioni di crescita in quest’ambito) ma certamente tante.

A cosa servono le Tende Rosse

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Lo scopo principale delle Tende Rosse, luoghi di incontro a cadenza variabile, è quindi aiutare le donne ad andare fiere della propria ciclicità, della propria natura femminile, delle mestruazioni stesse, che come ben sappiamo rappresentano spesso motivo di vergogna. Basti pensare che fino a non molto tempo fa, nelle società di natura patriarcale, le donne mestruate, in quanto impure, durante il ciclo erano costrette a isolarsi per evitare di contaminare gli alimenti e le persone circostanti. E se non si arrivava a tanto, il trattamento loro riservato era comunque poco rispettoso.

Diversamente accadeva in alcune culture indigene che celebravano il mestruo con entusiasmo, approfittando dei giorni tinti di rosso per riposare, meditare, coccolarsi all’interno di apposite Tende di colore rosso. Erano giorni sacri quelli del mestruo, durante i quali le donne si riunivano per celebrare la loro natura ciclica, riconnettendosi alle emozioni e alla loro intuizione innata. Accadeva, per esempio, nella cultura nativa americana dove erano diffuse le cosiddette Moon Lodge e così altrove, come ha riportato nelle sue numerose ricerche Marija Gimbutas, convinta che la donna, in passato, fosse considerata depositaria dei misteri della Grande Madre e in quanto tale, ad essa fossero dedicati luoghi come le tende rosse. Non si sa con esattezza quando questa tradizione venne meno, e il perché, sta di fatto che oggi è tornata a bussare alle nostre porte.

Perché è importante ricontattare la nostra natura femminile

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La natura femminile che è di tipo Yin, ovvero ricettiva, accogliente, passiva, introversa ha tempi e modi di esprimersi molto diversi dalla natura Yang/maschile. Ovviamente questi aggettivi vanno interpretati simbolicamente: per esempio, “introversa” non significa che tutte le donne siano introverse, ma che la natura femminile nel suo complesso è orientata più all’introspezione che all’espansione nel mondo esterno. Ovviamente le donne possono attivarsi nel mondo ma nel rispetto della loro identità archetipica, che è più sensibile, delicata, mutevole rispetto a quella maschile. Purtroppo, dovendo competere con gli uomini per ritagliarci un posto nel mondo, abbiamo rinnegato, represso, castigato la parte yin, giudicandola debole, inutile, vulnerabile. Ma essa, in realtà, è semplicemente diversa dalla parte Yang, non inferiore né d’altra parte superiore. Più intuitiva, più accogliente, più dolce, più oscura, esattamente come le stagioni Yin, ovvero autunno e inverno.

Il paragone con le stagioni è azzeccato perché, pensando ad esse, è più facile sospendere il giudizio, inteso come bene e male, migliore e peggiore. Pensaci un attimo: quali stagioni ritieni più importanti e quali meno? Ovviamente la risposta corretta è che tutte le stagioni, a modo loro, sono fondamentali per il ciclo vitale della natura. Senza le stagioni yin di raccoglimento (autunno e inverno), le stagioni yang di esplosione della natura (primavera ed estate) non potrebbero esistere. E viceversa. Quindi la natura femminile che ci appartiene è importante e degna di considerazione quanto la natura maschile, semplicemente le compete un ruolo differente. Che accadrebbe se le stagioni yin decidessero di volersi trasformare in stagioni yang? Il disastro. Ed è quanto accaduto alla nostra società negli ultimi anni. La ragione va rintracciata nello strapotere della parte yang/maschile, che ha preso il sopravvento sulla parte yin, relegandola ad occuparsi di faccende domestiche, non riconoscendole la dignità che meritava.

Ed ecco che, in un mondo al maschile, con sistemi di lavoro concepiti in modo prettamente maschile (razionale, lineare, efficiente, pratico), le donne, per riconquistare la propria libertà di scelta, si sono trasformate progressivamente in uomini, adattandosi al sistema, tradendo la propria natura. Il ruolo sociale delle Tende Rosse consiste nell’aiutare tutte le donne a riscoprire la propria identità autentica favorendo il rispetto della natura yin. Solo imparando ad amarci per quello che siamo nel profondo di noi stesse, al di là delle maschere indossate per competere e farci strada nel mondo, potremo contribuire alla creazione di una nuova società, che non dovrà essere prettamente femminile, ma conciliare le forze yin con le forze yang.

Come funzionano le Tende Rosse

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Tutte noi siamo chiamate a partecipare alle Tende Rosse, che oramai possono essere contattate anche online grazie ad apposite pagine Facebook, siti e blog tematici. Tutte noi possiamo contribuire attivamente all’apertura delle Tende Rosse nelle nostre città, riunendo per esempio un gruppo di amiche per celebrare la femminilità a 360 gradi. Nelle Tende Rosse si organizzano infatti incontri di vario genere: corsi di pittura, danza, cucito, viaggi sciamanici di gruppo, meditazioni mondiali del grembo di Miranda Gray e molto altro ancora. Ci si riunisce solitamente con la luna piena o la luna nuova, ma ogni gruppo è a se stante e organizza il calendario a seconda delle esigenze e necessità. Si celebrano compleanni, addii al nubilato, nascite e cerimonie di vario tipo. Sei pronta a unirti alla Tenda Rossa della tua città?

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it