Anche se Kate Millett ha coniato il termine sisterhood, “sororanza, sorellanza”, negli anni 70, questo legame particolare tra donne è sempre esistito e risalirebbe, per la precisione, agli arbori della nostra civiltà. Purtroppo, questo tessuto sociale che ha sostenuto per millenni la civiltà umana è andato lentamente scomparendo con l’avvento del patriarcato e la sottomissione della donna all’uomo, che l’ha sempre più isolata dalle altre donne fino a farle dimenticare quella solidarietà femminile così tanto preziosa per il mantenimento di una società basata sull’uguaglianza e la pace.

Cos’è la sorellanza?

La sorellanza è il rapporto di affetto e solidarietà che si manifesta tra donne al di là delle differenza religiose, etniche o sociali, per promuovere un senso di uguaglianza, per creare una rete di sostegno.

Questa rete al femminile è eclettica e può manifestarsi attraverso l’attivismo su temi concreti come l’ecologia, l’economia, i diritti delle donne e delle minoranze; oppure attraverso la creazione di Tende Rosse o Cerchi di Donne incentrati su temi più intimi come la maternità, la sessualità, la spiritualità.

Anche se si parla prevalentemente di sorellanza negli ambienti femministi, è importante ricordare che la sorellanza non si basa sulla creazione di un sistema politico basato sull’esclusione di genere, sulla sottomissione di un sesso piuttosto di un altro: la costituzione di una rete al femminile e il recupero del senso di sorellanza permettono alle donne di recuperare contatto col sapere e il potere trasformativo che custodiscono nella loro memoria più profonda.

La rete al femminile ha un’importanza fondamentale: non si limita solo a creare uno spazio sicuro e protetto dove le donne possono esprimersi liberamente e condividere le loro conoscenze ed esperienze, ma permette anche di prevenire le violenze e gli abusi, sopratutto in ambito domestico, spiegando la differenza tra ciò che è normale e ciò che non lo è in una società patriarcale dove i continui soprusi sulle donne sono all’ordine del giorno. Nelle situazioni più gravi, saper di poter contare sull’aiuto di altre donne, che capiscono la situazione nella quale ci si trova, può fare la differenza tra la vita e la morte. La sorellanza serve anche a questo.

La sorellanza risale alle origini della civiltà umana

Secondo diversi studiosi, in passato vigeva una società matriarcale basata sull’armonia tra i sessi e non sulla dominazione dell’uno sull’altro. Il matriarcato non sarebbe quindi da intendere come un mero rovesciamento del patriarcato basato sul potere dell’uomo e la sottomissione della donna, ma era bensì un sistema politico basato sulla cooperazione tra le donne e gli uomini per rispondere alle necessità della comunità.

La società matriarcale era caratterizzata da una visione più collettiva che individuale che promuoveva, tra le tante cose, la cura, l’accudimento collettivo dei bambini (nessun bambino era abbandonato alla sua sorte nel caso di decesso dei genitori), la ripartizione delle ricchezze, la sorellanza. Le donne formavano una rete di sostegno che permetteva alla comunità di vivere in pace, in armonia con la natura. Le donne si riunivano tra loro per trasmettere un sapere antico basato sul potere del loro grembo, sulla conoscenza dei cicli naturali, sul rispetto e la protezione della vita.

Questo tipo di società basato sulla collaborazione invece che sulla competizione ha origini molto antiche: secondo il convegno internazionale sugli Studi Matriarcali tenuto in Texas nel 2005 e che ha riunito archeologi ed antropologi provenienti da tutto il mondo, non c’è dubbio: le origini delle società matriarcali risalgono alla civiltà megalitica del Neolitico, alla nascita della prima civiltà umana.

La progressiva scomparsa di questa civiltà pacifica sarebbe dovuta, secondo lo studioso Johann Jacob Bachofen, ad un passaggio “forzato” di potere: il matriarcato sarebbe decaduto quando gli uomini si sono impossessati del potere religioso riservato alle donne per loro natura (il poter di dare e custodire una nuova vita dentro di sé era segno di una connessione intima col divino) e hanno limitato le alte cariche della classe sacerdotale al sesso maschile.

Oggigiorno, ci sono rimaste alcune testimonianze di società matriarcali che hanno sopravvissuto all’estensione del sistema patriarcale e hanno inevitabilmente attratto l’interesse degli studiosi che hanno incrociato i dati derivanti da queste micro-società con i loro studi archeologici sulle società del passato. Si può leggere nella relazione finale del secondo convegno internazionale quanto segue: L’ordine sociale delle società matriarcali non conosce la violenza. Queste società sono fondate sull’uguaglianza dei generi; le loro decisioni politiche sono basate sul consenso; i suoi principi ponderati e intelligenti e le loro regole sociali garantiscono una vita pacifica per tutti. Si tratta di vere e proprie ‘società di pace’.

La sorellanza oggi: i Cerchi di Donne e il ritorno delle Tende Rosse

Per fortuna, si sta lentamente risvegliando la coscienza femminile ed è possibile assistere ad una rinascita dei Cerchi di Donne e delle Tende Rosse. Ma cos’è la Tenda Rossa?  È “un gruppo di donne che si raccoglie in cerchio e forma un territorio di confronto e condivisione dove anche fasi delicate di passaggio (come il menarca, la maternità, la menopausa) possono riacquistare il contenuto creativo, emozionale e psichico, perfino spirituale, di cui sono state svuotate in favore di un approccio che preferisce addomesticarle e medicalizzarle. Ogni cambiamento attiva nuove risorse e motivazioni di cui beneficiano anche il contesto sociale nel suo insieme e le generazioni future. Nel cerchio ogni donna è accolta per quella che è, senza aspettative o giudizio. In cerchio, tutte le donne sono uguali fra loro, ma ciascuna unica e speciale.” (definizione estratta dal sito Tenda Rossa delle Donne)

Il recupero della solidarietà tra donne, della sorellanza autentica, è importante non solo per le donne ma anche per l’umanità intera: non solo perché la donna rappresenta l’altra metà del cielo ed una società basata sulla visione di un genere, a scapito di un altro qualsiasi esso sia, è per forza sbilanciata, ma perché la donna per sua natura condivide, trasmette, dona, include, permettendo l’espansione della conoscenza e un cambiamento benefico per tutti.

“Se educhi un uomo educhi un individuo, se educhi una donna educhi una nazione.”
(J. E. K. Aggrey)

Bibliografia

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it