Il TAO è l’antico simbolo cinese che rappresenta la completezza del cosmo, il costante movimento del flusso che genera la realtà, nei suoi elementi opposti, complementari e interconnessi di yin e yang, bianco e nero, maschile e femminile – senza alcuna accezione di carattere morale.

Ma nella nostra vita terrena, spesso viviamo questo continuum come separato, giudicando un evento come negativo o positivo ed estrapolandolo dal contesto generale e universale.

La parte nera del tao è quella che ti compare davanti quando qualcuno ti risponde male, quando ti senti attaccato, quando qualcuno ti delude.

La parte nera del tao è una brutta notizia, uno spavento nella notte, l’abbandono di qualcuno, un atteggiamento che ti ferisce.

Non esiste modo di non farsene travolgere se non cambi la tua modalità di approccio alle cose. Se aspettiamo che tramite la meditazione e l’aumento della nostra consapevolezza prima o poi “ci passerà”, che subiremo meno le conseguenze di un insulto o di una critica, siamo destinati ad aspettare quel giorno per sempre.

L’unico modo per vivere diversamente la parte nera del tao è iniziare a guardarla, quando si manifesta in uno di questi dettagli, come guardiamo scendere la notte, o l’arrivo di un temporale, o l’alternarsi dell’inverno e della primavera. Con interesse e stupore.

La prossima volta che qualcuno ci provoca, ci insulta, ci tradisce, ci delude, nel piccolo o nel grande, ricordiamoci che stiamo semplicemente guardando la parte nera del tao.

Affasciniamoci. Salutiamo questa manifestazione come fosse un messaggero, che ha permesso di prendere forma a qualcosa di noto, per riuscire a comunicare con noi.

Non restiamo, in nessun caso, nel piano contingente.

Appena possiamo ricordarcene, andiamo dietro le righe, oltre il simbolo stesso di quell’accadimento, a monte della sensazione che ci dà, e lì andiamo ad osservare con stupore bambino la parte nera del tao. Come fossimo dei reporter davanti alla foresta equatoriale.

Sentiamo la gratitudine che sale da noi nel riconoscere che in quella persona arrabbiata, ferita o in quell’evento, una briciola della parte nera del tao ha potuto venire a galla in un disegno.

Riesci a riconoscere la spettacolarità della cosa? Riesci a sentire come il miracolo sia altrettanto prodigioso, tra quando la luce bianca si manifesta in una parola gentile e quando la parte nera del tao riesce a comunicare con te e a raggiungerti, a “farsi umana”, terrena?

Riesci a percepire che l’unica differenza di valore la fanno il tuo giudizio e la tua paura, che ti porta a reagire difendendoti subito?

Il tao è composto in parti perfettamente uguali e dinamiche di nero e di bianco, ti sembra assennato continuare a rimanerci male o a farsi travolgere per tutta la vita quando anche il nero reclama la sua parte nel mondo?

La parte nera del tao non è costituita da dolore fine a se stesso. È un mulinello in movimento circolare che, percorso il proprio viaggio per edificare te, torna a tuffarsi nel bianco. E viceversa. Non esiste immobilità in natura. Bianco e nero sono in perenne trasmutazione l’uno nell’altro.

Lo stupore bambino e l’entusiasmo davanti a ogni cosa sarebbero da recuperare sia nell’osservare le manifestazioni del bianco del tao (amore in tutte le sue forme, gioia, primavera, rinascita, unità, benessere, comprensione) sia del suo lato nero (confusione, sofferenza, attesa, insicurezza, rabbia, senso di separazione, perdita di punti di riferimento).

Solo questo atteggiamento può portare ad una vera stabilità e ad una costante gratitudine. E la gratitudine è il motore che fa girare proprio il tao, e il mondo. Che ti fa avanzare nella vita, crescere, elevare, muovere.

L’unico modo per trovare un centro di gravità permanente e stabile indipendentemente dagli eventi esterni è quello di diventare reporter e fotoreporter del tao. Fai birdwatching, se vuoi, osserva le sue colombe bianche e i suoi corvi neri, restando in piedi, a lato, ad osservare lo spettacolo infinito.

Non giudicare mai, perché sono entrambi necessari al movimento e al suo rinnovamento.

Fai pace con la tua parte nera del tao. Sta cercando di dirti tante cose. E dietro l’illusione che esse possano ferirti, proprio là troverai la tua liberazione.

Sonia Serravalli (autrice de Il Maschile Sacro)