Benessere

Ho’oponopono: primo passo indispensabile per cambiare la propria vita

Di Redazione - 5 Aprile 2022

Ho’oponopono è una pratica di origine hawaiana, riadattata da alcuni esperti e studiosi per il mondo occidentale, il cui scopo primario è aiutarci a risolvere i conflitti interiori limitanti favorendo la riconciliazione e il perdono. Ripulendo le memorie negative/limitanti presenti nel subconscio, Ho’oponopono contribuirebbe a migliorare la nostra vita, rendendoci partecipanti attivi, creatori consapevoli della realtà anziché vittime passive degli eventi.

Secondo questo metodo il mondo circostante altro non è che frutto del nostro pensiero. Ovvero siamo noi i creatori di ciò che abbiamo intorno. Questa concezione ci conferisce potere in quanto generatori della realtà, togliendoci dal classico ruolo di passive vittime degli eventi. Teoria, questa, molta diffusa nell’ambito della ricerca interiore, ritenuta primo passo indispensabile per un cambiamento radicale nel modo di rapportarsi alla vita.

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Cos’è e come funziona Ho’oponopono

uomo con le braccia allargate

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Ho’oponopono è un metodo di guarigione di origine hawaiana della tradizione Huna, rielaborato e rivisitato per il mondo occidentale da diversi studiosi fra cui la sciamana kahuna Morrnah Nalamaku Simeona e il dottor Ihaleakala Hew Len. Il termine significa letteralmente “correggere un errore” o “sistemare le cose” e si basa sull’idea che l’uomo sia responsabile al 100% della propria realtà. Ciò significa che qualunque esperienza, persona o cosa che ci circonda o con cui entriamo in rapporto ce la siamo scelta.

“La vita é per il 10cosa ti accade e per il 90come reagisci

(Charles R. Swindoll)

Inoltre considera il corpo mentale composto da una mente cosciente, una mente supercosciente e il subconscio, identificato con il Bambino Interiore. La mente cosciente è quella razionale/intellettuale che utilizziamo per sentire e pensare, la mente supercosciente è il divino insito in noi, il subconscio è la parte dove si archiviano i modelli di vita, credenze, memorie e ricordi. Solo il subconscio, secondo questa tecnica, comunica con il superconscio, tant’è vero che Ho’oponopono guarisce attivando la divinità, che è l’unica a poter intervenire nella pulizia. E’ il divino quindi a fluire attraverso di noi e a eliminare le memorie erronee, non la nostra mente cosciente.

Per riuscirci è fondamentale connettersi con il bambino interiore (che sta nel subconscio), chiave della felicità personale. Il bambino interiore, allo scopo di proteggerci, utilizza a volte memorie “sbagliate” inducendoci, per esempio, a sabotare esperienze benefiche per raggiungere i suoi scopi. Non lo fa per procurarci del male, tuttavia questo può accadere. Attraverso la presa di consapevolezza della nostra responsabilità personale e tramite la fede incondizionata nell’esistenza del divino, la guarigione è garantita. Il presupposto è l’accettazione che le nostre esistenze sono condizionate dalle memorie accumulate nel subconscio, che vanno necessariamente corrette o eliminate perché la qualità della vita possa migliorare.

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Tra gli aspetti più apprezzati di Ho’oponopono, la rapida efficacia, la semplicità di esecuzione, la possibilità di affidarvisi indipendentemente dal proprio credo religioso, il fatto che non sia dogmatico né dipendente da qualche guru. La cosa più importante, a quanto pare, è l’applicazione costante.

Come si pratica il metodo

Come abbiamo visto il bambino interiore ha un ruolo privilegiato in Ho’oponopono, è lui a poter contattare la divinità chiedendole di ripulirci di ciò che contribuisce a far apparire determinati problemi. A tale scopo viene recitato un mantra seguito da alcune frasi di perdono e ringraziamento. Il Divino in questo modo si attiva nella rimozione delle vecchie memorie negative, andando a guarire il bambino interiore stesso e contribuendo alla guarigione di chi condivide quelle ferite.

Il bello è che la tecnica si addice a qualunque persona. Tra le formule e preghiere utilizzate dai praticanti la sequenza “mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo”, associata ad altri mantra. La recitazione di queste formule innesta, secondo Ho’oponopono, dei processi di tipo mentale e spirituale che portano alla guarigione. Solitamente si parte da un’invocazione in cui si descrive il problema da risolvere, per esempio il rapporto con gli uomini, evitando frasi negative introdotte dal “non voglio”. Un esempio:

O Universo ti prego di eliminare i miei pensieri limitanti e le memorie erronee che mi impediscono di avere un rapporto buono con mio marito.”

Conclusa l’invocazione, si recita il mantra composto dalle frasi: “mi dispiace, perdonami, ti amo, grazie.” Ovviamente questa è una spiegazione riduttiva del metodo, che va approfondita.

Perché i pensieri erronei ci limitano

donna con un braccio al cielo

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Questa tecnica aiuta la guarigione delle memorie dolorose e la pulizia delle tossine che si accumulano nell’organismo come conseguenza della negatività. Il processo di guarigione avviene grazie al pentimento, al perdono e alla finale trasmutazione, portando a un miglioramento della qualità della vita a 360 gradi. In tale ottica persino i pensieri negativi che noi attribuiamo agli altri, quindi all’esterno, vanno guariti partendo dall’interno, in quanto generati comunque da noi. Ovvero i problemi che noi individuiamo negli altri sono in realtà riflessi di memorie erronee presenti nel nostro subconscio. Noi tendiamo a proiettare queste memorie all’esterno, sugli altri, ma in questo modo ci auto-inganniamo credendo che appartengano al mondo circostante. Trattasi del cosiddetto meccanismo della proiezione, di cui trattò esaustivamente anche Carl Gustav Jung, affermando che l’uomo se ne serve per evitare il confronto con l’ombra interiore.

Finché continuiamo a proiettare le nostre ombre, continuiamo a ritrovarci nelle stesse identiche situazioni spiacevoli senza capirne la ragione, bloccati nei medesimi meccanismi. Nel momento in cui comprendiamo che l’altro è un riflesso del nostro sé, ecco che ci diviene chiaro che pulendo o giudicando lo specchio non otterremo alcun beneficio poiché si tratta di un riflesso. Tendiamo infatti a giudicare gli altri in modo distaccato, dimenticando che l’altro è noi e che, quindi, le colpe che gli attribuiamo ci appartengono perché fanno parte di un insieme di credenze acquisite nel corso del tempo. Credenze che dipendono da pensieri ripetitivi trasformatisi progressivamente in convinzioni. Lo scopo di Ho’oponopono è proprio ripulire i ricordi erronei che provocano questi problemi, permettendo al divino che è in noi di esprimersi liberamente.

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