Psicologia

L’arte di saper dire addio

Di Sandra Saporito - 7 Giugno 2022

Ci sono dei momenti nella vita in cui ci ritroviamo di fronte al difficile compito di dire addio per sempre. Chiudere definitivamente una relazione comporta la necessità di saper lasciar andare, allontanarsi, fare il lutto di quanto di bello c’è stato, oppure può trattarsi dell’epilogo doloroso di un percorso di accompagnamento di un nostro caro che vediamo lentamente spegnersi davanti ai nostri occhi. In tutti questi casi ci ritroveremo a dare l’ultimo saluto per poi andare avanti da soli, verso nuovi orizzonti.

“A volte i momenti migliori e peggiori della vostra vita possono coincidere. Questo è il paradosso di un addio.”
(Fragmentarius)

Darsi il permesso di vivere le proprie emozioni

L’addio è il saluto più difficile da dare. Rompere un legame può smuovere molte emozioni dentro di noi, tra le quali tristezza, paura, rabbia, soprattutto quando non si tratta di una nostra scelta. Queste emozioni sono naturali e legittime ed è importante darsi il permesso di viverle senza colpevolizzarsi: sono l’espressione di tutto ciò che è stato, di tutto ciò che non sarà, servono ad accompagnare l’immagine di un sogno ormai infranto fuori della nostra vita.

Il distacco emotivo può richiedere un naturale tempo di elaborazione ed è in questo attimo sospeso che porta all’inevitabile che possiamo verbalizzare il nostro sentire, comunicarlo all’altra persona: la gioia per tutti i momenti belli, la fortuna di aver condiviso un pezzo del cammino assieme, la tristezza nel pensare al domani, la paura, il senso di smarrimento o di vuoto che questo addio porta con sé.

Dire addio non è mai facile ciononostante resta un’opportunità preziosa da cogliere per la sua natura unica, irripetibile: quella di dipingere coi nostri colori questo punto finale e renderlo memorabile, celebrarlo e rendergli un meritato omaggio così come al legame importante che si spezzerà presto, ma che potrà farlo con un sorriso ad illuminare le lacrime, in modo da lasciarsi con un ricordo importante da custodire all’angolo del cuore.

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Credit foto © Pexels

Avere il coraggio di esserci per l’ultima volta

Dirsi addio richiede coraggio e forza interiore e può capitare di sentire che questa forza ci manchi, ma voler scappare ed evitare di affrontare questo momento sparendo senza dire nulla, cercando di rinchiudere l’ineluttabile in una zona nebulosa, come nel ghosting, può peggiore le cose: la nostra assenza non impedirà l’addio, questo avverrà semplicemente senza di noi e noi avremo sprecato l’unica opportunità che avevamo di celebrare l’altra persona qualora questa fosse sul punto di morte, oppure, nel caso di una rottura, di una separazione, rischieremo di provocarle un disagio emotivo e psicologico che di certo non si merita.

In questi casi occorre sempre ricordarsi che non siamo gli unici a vivere la difficoltà del momento; ecco il motivo per il quale è utile prepararsi mentalmente a dare l’ultimo saluto in modo da viverlo con consapevolezza, pazienza e rispetto verso di sé e l’altro. Anche se fa male.

“Abbiamo tutti diritto a un giusto addio. Qualcuno che prima di chiudere si volti ancora una volta. E ci dia un cenno di saluto, una parola, un ultimo sguardo. Ci vedo gentilezza, rispetto. Ci vedo umanità.”
(Fabrizio Caramagna)

Quando dire addio è la premessa di un nuovo inizio

Alcuni addii possono essere salvifici, soprattutto nel caso di relazioni tossiche o senza amore, ed è forse questa condizione squilibrata che rende la separazione difficoltosa anche se necessaria per ritrovare un contatto autentico con se stessi, sanare le proprie ferite, chiudere una porta per aprirsi di nuovo al mondo e tornare ad investire sulla propria felicità lasciandosi un passato pesante alle spalle. In questi casi, dire addio è un atto di coraggio e di maturità.

La riscoperta dei propri sogni, dei propri desideri, assieme alla capacità di imparare dai propri errori trasformerà la chiusura di questo rapporto, seppur doloroso, in un’importante occasione di crescita. Sarà utile in questo caso darsi il permesso di accogliere l’attimo sospeso dopo l’addio, accogliere per un po’ la vacuità che l’assenza porta, perché lì vi è l’occasione per conoscersi davvero rimparando a mettersi in ascolto del proprio sentire; ciò aiuterà a definire i principi di rispetto ed amor proprio ai quali non intendiamo più rinunciare e sulle quali edificare l’inizio di una relazione futura più consapevole ed equilibrata.

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Rispettare i propri tempi

Al di là delle ragioni che possono spingerci a dover dire addio, che sia per rompere una relazione ormai finita o per salutare per l’ultima volta una persona cara, questa separazione definitiva è un processo delicato che necessità di un tempo fisiologico per essere metabolizzato in quanto segna la fine di un capitolo importante nella nostra vita. In entrambi i casi si tratta di un lutto a tutti gli effetti e in virtù del suo impatto al livello emotivo merita di essere affrontato con delicatezza, pazienza, comprensione e senza giudizio. Senza sbattere le porte.

Quindi, chiudere la porta gentilmente dietro di sé senza cedere alla tentazione di lasciare la mano sulla maniglia o riaprirla eviterà una sofferenza inutile, ma soprattutto permetterà di risparmiare le proprie energie per ciò che l’avvenire spalanca di fronte al nostro cammino, perché il detto popolare in questo caso non sbaglia: è vero che “si chiude una porta ma si apre un portone!”, il guaio giunge soltanto quando abbiamo gli occhi talmente fissi su ciò che concludiamo che non riusciamo a vedere quell’orizzonte che ci tende le braccia.

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Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in Discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it





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