“Il rumore più forte è il silenzio di chi non risponde.”
— Anonimo

Cos’è il ghosting?

distacco

Il Ghosting – dall’inglese ghost, “fantasma” – è un fenomeno di dissolvenza nelle relazioni in cui un membro scompare, a volte gradualmente ma più spesso da un giorno all’altro, senza dare spiegazioni. Non è una vera chiusura, è un distacco che lascia spesso l’altro fluttuare in un limbo di punti interrogativi.

Questa strana tendenza a scomparire senza lasciare notizie – e spesso senza avvisaglie – non è una prerogativa delle relazioni di coppia e si ritrova anche assai frequentemente in famiglia e tra amici; potrebbe essere assimilato ad una delle tecniche passive-aggressive più usate, come il trattamento del silenzio, vero e proprio abuso emotivo sotto mentite spoglie.

Stare o non stare con un fantasma

Il ghosting è incentivato dalle chat e dai social network, dove la comunicazione è ormai diventato un mordi e fuggi senza un reale impegno nei confronti dell’altro. Non è raro infatti riconoscere alcune caratteristiche costanti negli abbonati al ghosting: tendenza al narcisismo, scarsa empatia e poca voglia di impegnarsi a lungo.

uomo

Chi subisce il ghosting si trova a dover subire una decisione unilaterale, senza avere la possibilità di esprimersi in merito alla relazione. Inoltre, vedere l’altro scomparire lascia il o la malcapitato/a con mille domande; si chiederà quali errori ha commesso per aver allontanato così l’altro ma c’è una sola risposta valida: nulla, non ha fatto assolutamente nulla. Una persona matura, quando vuole chiudere una relazione, lo fa a viso scoperto e non fingendosi praticamente per morto.

Il ghosting e i social: quando la comunicazione “mordi e fuggi” dilaga

I social hanno cambiato il nostro modo di relazionarsi con gli altri, viviamo nell’era della comunicazione “fast food”: veloce e di scarsa qualità. È facile mettersi in contatto con qualcuno e ancora più facile sparire del tutto senza lasciar tracce, nascosto dietro il proprio smartphone o pc.

coppia e social

I contatti instaurati in questo modo mancano di un reale coinvolgimento emotivo. Se qualcosa nell’altro non ci piace più, “chiudiamo” i rapporti come si cancella una chat su Whatsapp. Semplice, veloce, indolore. Ma non per chi, dall’altra parte, rimane in attesa di una risposa o di un segno di vita, ignaro del fatto che la relazione è finita.

“Il silenzio è un testo facile da fraintendere.”
— Attanasio

È proprio questo essere tenuto all’oscuro di tutto che rende il ghosting così tanto difficile da metabolizzare. Se la fine del rapporto è deciso da uno solo, senza che l’altro lo sappia – e quindi impedendogli letteralmente di fare il lutto della relazione – non è perché sfrutta le modalità dei mezzi di comunicazione oltre misura ma è perché è incapace di comunicare realmente; magari il fantasma della situazione ha paura di ferire i sentimenti dell’altro, non sa come e cosa dire e per carità, credo che abbiamo tutti affrontato questo tipo di paure almeno una volta nella nostra vita, ma ciò dimostra solo che non è in grado di relazionarsi in modo autentico. I social hanno cambiato il nostro modo di comunicare, tutto è diventato più facile, più veloce ma anche più superficiale.

ghosting

Hanno cambiato il nostro modo di vivere e contaminano anche altri aspetti del nostro quotidiano spingendoci a comportarci nella vita reale come ci comportiamo nel virtuale, dove un poke basta per farsi vivo. Nella vita vera però non ci si relaziona con le persone così superficialmente perché non si parla con un computer, ma con una persona vera, fatta di emozioni, aspettative e bisogni. Il ghosting ha quindi preso stabilmente piede in una società dove le persone passano il loro tempo a chattare con disinvoltura ma si sentono a disagio nel parlare con gli altri faccia a faccia.

Vittime del ghosting: non è colpa vostra!

Chi viene, diciamo, non-lasciato rimane come si può capire in uno stato confusionale rispetto allo stato della relazione. Già non capisce se la relazione è chiusa oppure no, cos’ha fatto per provocare nell’altro una tale reazione e cosa può/deve fare in merito. Come abbiamo detto prima, non avete fatto nulla, se l’altro scompare senza degnarvi di una chiusura ufficiale, il problema è suo, non vostro; quindi datevi la possibilità di liberarvi da quel peso.

amarsi

Ciò che dovete capire è che una tale reazione è sbagliata ed è considerata come un abuso emotivo. Squagliandosela, l’altro vi ha impedito di esprimervi ma anche di fare il lutto della relazione, mostrando così una certa immaturità relazionale. Se siete state vittime di ghosting, non arrovellatevi di domande che non vi porteranno da nessuna parte. Se l’altro non si fa più vivo, non rimanete in riva ad aspettarlo ma passate oltre.

“Come gli altri mi trattano è il loro percorso. Come io reagisco è il mio.”
— Wayne Walter Dyer

Come prevenire il ghosting: riconoscere i segnali

Per prima cosa, possiamo stare attenti ad alcuni segnali che possono farci drizzare le orecchie, tra tutti i segnali che possono allarmare, c’è il trattamento del silenzio, classica tattica dei passivi-aggressivi. Il comportamento passivo-aggressivo mira ad esprimere rabbia, risentimento, disprezzo attraverso il sarcasmo – classica cattiveria seguita dall’immancabile “Stavo solo scherzando…”–, complimenti ambigui – come “Hai risposto bene… per il tuo livello socio-culturale!” – oppure come detto prima, il classico silenzio stampa.

L’incoerenza è anche un altro segnale d’allarme: ha tendenza a mentire, a giudicare le persone in base al profitto che ne può ricavare, ti manda messaggi che si contraddicono, è incostante. Con il fantasma, non si sa bene come la pensa: un giorno elogerà una persona – perché quest’ultima ha risposto alle sue aspettative – e un altro, ne dirà peste e corna. Si relaziona spesso con gli altri per ricavarne un profitto e non per avere una relazione umana. Questo comportamento sta alla base delle relazioni “usa e getta”.

Sembra venire dal nulla: l’unica relazione che ha è con te, non conosci né la sua famiglia né i suoi amici e non avete nessuno in comune. Predilige le relazioni superficiali, non ama coinvolgere l‘altro negli altri aspetti della sua vita – qualora volesse troncare di punto in bianco, sarebbe più facile per lui –. L’unico modo di avere una relazione sana con un fantasma è non averla.

Ovviamente, non si rimane fantasma a vita, arriva un momento in cui ci si ritrova confrontati con i propri errori, la maggior parte del tempo quando per assurdo, il fantasma stesso si innamora di un altro fantasma ancora più veloce di lui, sarà lui allora a fargli capire la gravità delle sue azioni e costringerlo a fare un lavoro serio su di sé.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice & Shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it