Cos’è la Proiezione? Ne ha parlato a lungo Jung ma non è il solo: “tutto ciò che ci irrita negli altri, può portarci a capire noi stessi” diceva.

Il meccanismo della proiezione ci indurrebbe infatti a proiettare le caratteristiche scomode di noi stessi sulle persone circostanti. E quanto più quelle caratteristiche sono auto-censurate, tanto più fastidio procurano.

Supponiamo di non sopportare le persone aggressive… Secondo il meccanismo della proiezione l’aggressività in verità è nascosta in noi.

Per distinguerla da una normale avversione, basterebbe verificare quanto fastidio/odio/repulsione procura quel dato atteggiamento. Una reazione spropositata, secondo Jung, è sintomatica di una proiezione in corso.

La psicologa americana Debbie Ford in “Illumina il tuo lato oscuro” ne parla in questi termini:

E’ un trasferimento involontario del nostro comportamento inconscio sugli altri, in modo da farci credere che queste qualità in realtà appartengano ad altre persone. Quando siamo ansiosi riguardo alle nostre emozioni o ai lati inaccettabili della nostra personalità, per un meccanismo di difesa attribuiamo queste qualità agli oggetti esterni e agli altri. Se per esempio abbiamo scarsa tolleranza nei confronti degli altri, probabilmente è perché tendiamo ad attribuire loro il nostro stesso senso di inferiorità. Ovviamente c’è sempre un “gancio” che ci invita a compiere la proiezione; una particolare qualità imperfetta degli altri attiva alcuni aspetti del nostro io che rivendicano la nostra attenzione. Così qualunque cosa dell’io non riconosciamo come nostra viene proiettata sugli altri. Tutti noi vediamo solo ciò che siamo… E’ solo quando mentiamo a noi stessi o odiamo qualche aspetto del nostro io che riceviamo una scossa emozionale dal comportamento di qualcun altro. (…) Se non fosse per il fenomeno della proiezione, (l’ombra) potrebbe rimanere nascosta per tutta la vita perché alcuni di noi hanno seppellito questi tratti quando avevano tre o quattro anni.

proiezione

La proiezione è pertanto un meccanismo inconscio, di cui non ci rendiamo conto, automatica, un meccanismo di difesa arcaico. E non è detto che nel soggetto che procura fastidio si riscontri in effetti la caratteristica scomoda individuata da chi proietta.

Curioso è che il meccanismo avvenga anche al contrario quindi con qualità positive. In questo caso anziché verificarsi una svalutazione dell’altro, c’è un’idealizzazione.

In realtà di proiezione ne parla anche Freud che la descrive come meccanismo di difesa riscontrabile non solo in ambito psicologico, ma anche mitologico e antropologico. Il contenuto rimosso, che può essere di natura tanto negativa quanto positiva, viene trasferito su un soggetto ma anche un animale o un oggetto. Perché? Perché l’individuo rifiuta per qualche motivo quell’aspetto di sé.

Può succedere, per esempio, se il contesto in cui la persona è vissuta trova inaccettabile un dato comportamento e l’individuo lo auto-censura per spirito diciamo di adattamento. A livello primitivo questo meccanismo si basa su quello dell’identificazione.

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La Proiezione è un meccanismo di difesa 

I cosiddetti meccanismi di difesa sono da sempre studiati in ambito psicoanalitico, basti pensare ai numerosi studi di Freud e al prezioso contributo della figlia Anna che affrontò l’argomento in “L’Io e i meccanismi di difesa” del 1968. Semplificando al massimo si può dire che i meccanismi di difesa, consci e inconsci, svolgano il compito di proteggere l’individuo da situazioni ritenute potenzialmente dannose.

Questo accade di solito a causa di una mancata integrazione tra pulsioni e morale. Di per sé il meccanismo di difesa non viene considerato negativo o patologico, è una normale funzione di adattamento che permette all’individuo di trovare un compromesso tra pulsioni incontrollabili e morale. I disturbi mentali subentrano quando il meccanismo viene utilizzato in modo distorto.

Meccanismi di difesa: i più comuni

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La proiezione rientra tra i meccanismi di difesa riconosciuti che tuttavia includono molte altre tipologie.

Ne sono un esempio a grandi linee la Negazione e ancora l’Idealizzazione che induce a creare un Sè onnipotente non corrispondente alla realtà e questo per evitare di confrontarsi con bisogni di tipo narcisistico. L’Identificazione che porta ad auto-attribuirsi qualità dell’oggetto amato. La Razionalizzazione che giustifica un qualcosa percepito come angoscioso in termini razionali. L’Introiezione che porta il soggetto ad assorbire qualità di un altro fino a renderle indistinguibili dal Sè. La Rimozione che porta a rimuovere ricordi scomodi perché percepiti come destabilizzanti e traumatizzanti dal soggetto. La Regressione che torna ad uno stadio precedente rispetto a quello attuale in quanto percepito come pericoloso. E poi c’è appunto la Proiezione che induce a proiettare alcune caratteristiche su un altro soggetto, oggetto o animale. In questo modo l’Io si convince di poter controllare in qualche modo le qualità di cui ha paura. Può riguardare qualità negative o positive.

Ma come premesso questi meccanismi di difesa non sono necessariamente sintomatici di psiche a rischio perché la stessa proiezione è molto diffusa. I problemi subentrano se il meccanismo si inceppa o prende il sopravvento sulla psiche dell’individuo condizionandone pesantemente l’esistenza. Ovviamente solo un professionista può “diagnosticare” con serietà un eventuale meccanismo di proiezione ma conoscere a grandi linee queste dinamiche può se non altro renderci più attenti nei confronti di comportamenti ritenuti “normali” che a volte, nascondono tranelli inconsci. E farci riflettere.

Laura De Rosa
yinyangtherapy.it