Il noto psichiatra svizzero Jung ha trattato a lungo il tema della proiezione e possiamo racchiudere tutto il significato di questo meccanismo di difesa (spiegheremo in seguito cosa s’intende) in questa sua famosa frase: “tutto ciò che ci irrita negli altri, può portarci a capire noi stessi”.

Il meccanismo della proiezione ci indurrebbe infatti a proiettare le caratteristiche scomode di noi stessi sulle persone circostanti. E quanto più quelle caratteristiche sono auto-censurate, tanto più fastidio procurano.

Ciò che quindi ci dà fastidio negli altri è lo specchio della nostra interiorità non accolta, non integrata, rifiutata.

Proiezione: come si manifesta?

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Supponiamo di non sopportare le persone aggressive… Secondo il meccanismo della proiezione l’aggressività in verità è nascosta in noi. E’ un tema che abbiamo allontanato dalle nostre vite e non vogliamo vedere, è la nostra parte buia che vogliamo allontanare, quella dinamica che non vogliamo faccia parte di noi.

Se provate a indicare qualcuno tenendo la mano dritta davanti a voi, vi accorgete che un dito è puntato verso l’altra persona ma tre sono rivolte verso di voi: questo può servire a ricordarvi che quando denigriamo gli altri in realtà stiamo solo negando un aspetto di noi stessi.” (Illumina il tuo lato Oscuro – Debbie Ford

La proiezione è un meccanismo inconscio, di cui non ci rendiamo conto. Il fastidio, l’irritazione, la sensazione che ci procura la persona che abbiamo di fronte è un campanello d’allarme: dobbiamo imparare a non agire l’emozione ma a vederla come un codice della nostra interiorità!

Quando rifiutiamo parti di noi stessi ecco che l’universo ce le presenta dinnanzi per invitarci ad accoglierle mediante situazioni, persone, accadimenti particolari che risvegliano in noi quelle parti assopite.

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E’ di fondamentale importanza riuscire a rendere la proiezione consapevole, a vederla, a riconoscerla per poterla vivere come una porta della nostra interiorità. Altrimenti continueremo ad accusare gli altri, a guardare fuori di noi, a rivolgere la nostra attenzione all’esterno quando invece è il dentro l’origine di tutto.

Il vantaggio” della proiezione consiste nel fatto che ci si libera definitivamente (almeno in apparenza) di un conflitto penoso: ne divengono responsabili un’altra persona o circostanze esterne.»
(C.G.Jung) 

La Proiezione è un meccanismo di difesa 

meccanismi di difesa sono da sempre studiati in ambito psicoanalitico, basti pensare ai numerosi studi di Freud e al prezioso contributo della figlia Anna che affrontò l’argomento in “L’Io e i meccanismi di difesa” del 1968. Semplificando al massimo si può dire che i meccanismi di difesa, consci e inconsci, svolgano il compito di proteggere l’individuo da situazioni ritenute potenzialmente dannose.

Di per sé il meccanismo di difesa non viene considerato negativo o patologico, è una normale funzione di adattamento che permette all’individuo di trovare un compromesso tra pulsioni incontrollabili e morale. Il disequilibrio subentra quando il meccanismo viene utilizzato in modo distorto o eccessivo.

Meccanismi di difesa: i più comuni

Esistono diverse tipologie di difese che mettiamo in atto in modo inconscio. Ricordiamo qui le più importanti. 

La Negazione per esempio è quando neghiamo un fatto o una sensazione per proteggerci da qualcosa che consideriamo troppo doloroso, l’Idealizzazione induce a creare un Sè onnipotente non corrispondente alla realtà e questo per evitare di confrontarsi con bisogni di tipo narcisistico. L’Identificazione porta ad auto-attribuirsi qualità dell’oggetto amato. La Razionalizzazione giustifica un qualcosa percepito come angoscioso in termini razionali. L’Introiezione porta il soggetto ad assorbire qualità di un altro fino a renderle indistinguibili dal Sè. La Rimozione porta a rimuovere ricordi scomodi perché percepiti come destabilizzanti e traumatizzanti dal soggetto. La Regressione torna ad uno stadio precedente rispetto a quello attuale in quanto percepito come pericoloso. E poi c’è appunto la Proiezione che induce a proiettare alcune caratteristiche su un altro soggetto, oggetto o animale. In questo modo l’Io si convince di poter controllare in qualche modo le qualità di cui ha paura. Può riguardare qualità considerate negative o positive.

Ma come premesso questi meccanismi di difesa appartengono ad ogni individuo e vengono messi in atto quotidianamente senza essere considerati patologici. I problemi subentrano se il meccanismo si inceppa o prende il sopravvento sulla psiche dell’individuo condizionandone pesantemente l’esistenza. Ovviamente solo un professionista può “diagnosticare” con serietà un eventuale meccanismo di proiezione ma conoscere a grandi linee queste dinamiche può se non altro renderci più attenti nei confronti di comportamenti ritenuti “normali” che a volte, nascondono tranelli inconsci. E farci riflettere.

In particolare riuscire ad intravedere il meccanismo della proiezione che si sta attivando è una via importantissima per conoscerci meglio.

«Siamo tutti maestri nell’uso della proiezione, un meccanismo di autodifesa che ci toglie dall’imbarazzo di doverci guardare dentro.»
(Deepak  Chopra)