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Eliminare il superfluo e recuperare l’essenziale: è la lezione che deriva dallo space clearing, una disciplina derivata dall’arte cinese del feng shui (oggi tipica del mondo anglosassone), che invita a fare spazio nei propri ambienti di vita per sbarazzarsi di ciò che è inutile o legato al passato, recuperare armonia e aprirsi a nuove possibilità.

La massima autorità italiana in questo campo è Lucia Larese, una donna laureata in Lingue che si è occupata per molti anni di relazioni internazionali, autrice del volume: “Space clearing, libera il tuo spazio trasforma la tua vita” (Edizioni Mediterranee). Oggi Larese tiene consulenze e corsi in tutta Italia, cercando di aiutare le persone a fare ordine nelle loro abitazioni o uffici, con l’obiettivo di fargli riacquistare serenità e un certo equilibrio interiore.

«Nella nostra cultura si è sempre pensato che una casa ricca di oggetti sia più accogliente, ma è nell’essenziale che si può recuperare la vitalità e l’equilibrio interiore. L’essenziale che viene da dentro, dal cuore, dal proprio essere, così che le energie riescano a scorrere più liberamente e si possa lasciar spazio alle nuove possibilità e sfide del futuro. Il nuovo arriva e si crea solo se c’è spazio per contenerlo: mettere ordine può cambiare la nostra vita», afferma Lucia Larese.

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Non riuscite più a girarvi per la vostra casa troppo zeppa e disordinata? La scrivania del vostro ufficio coi suoi mucchi di cianfrusaglie pare una torre di Babele che rischia di sotterrarvi? Bene, lo space clearing potrebbe essere una soluzione valida per riportare un po’ di ordine e armonia non solo fuori di voi, ma anche dentro voi stessi.

In inglese esiste un termine (clutter) che significa mucchio/accumulo e indica l’insieme delle cose inutili o inutilizzate, corrispondenti secondo Larese a «una zavorra fisica ed emotiva che ci tiene ancorati al passato e ostacola il cambiamento e il raggiungimento degli obiettivi personali». D’altronde, quante volte abbiamo avvertito un senso di liberazione e novità nei momenti in cui abbiamo fatto pulizia di tutto quello che non ci serviva o rappresentava un brutto ricordo?

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Alcune ricerche condotte negli Stati Uniti hanno confermato che l’80% degli oggetti che teniamo negli armadi è completamente inutile e non viene mai utilizzato, mentre negli uffici, in soli 20 anni, le carte sono aumentate del 50% e i file archiviati che non riconsulteremo mai sono ben l’80% in più. Facile quindi capire come negli Usa, in Australia e in tutto il Regno Unito lo space-clearing faccia parte dei programmi di personal-coaching che insegnano come riorganizzare la propria vita per evitare ansia, stress e affaticamento in generale.

Questa disciplina trasmette un senso di leggerezza, positività e ottimismo, invitandoci a far pulizia negli ambienti in cui viviamo, che rispecchiano la nostra personalità e interiorità. Basta quindi coi doppioni inutili, recuperiamo spazio, luce e armonia con la giusta disposizione delle cose, evitiamo l’inutile affastellamento che ingombra i nostri luoghi di vita quotidiani e riflette la nostra confusione e insicurezza, liberiamoci di tutto ciò che ci ricorda brutti momenti o esperienze negative, abbandoniamo il vecchio per il nuovo e sperimentiamo così una ventata di novità che non potrà che giovare al nostro benessere.

Con lo space clearing s’intraprende un cammino non “dal dentro al fuori” ma “dal fuori al dentro”, perché grazie alla pulizia e al riordino esteriore elaboriamo e impariamo a chiarire la nostra interiorità. Gesti semplici potranno guidarci ad acquisire approcci esistenziali migliori e a focalizzare ciò che è veramente importante e utile nella nostra vita, tenendoci lontani da materialismo e futilità. Bando dunque ai “clutterholics”, ossia agli accumulatori seriali che tendono a rivelarsi insicuri, nostalgici, depressi o troppo perfezionisti.

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Se volete capire meglio come funziona lo space clearing, ecco a voi alcuni consigli per avvicinarvi a questa tecnica suggeriti da Lucia Larese:

1) Elimina i dubbi
Se di fronte a un oggetto o a un vestito nell’armadio ti vengono in mente frasi del tipo: «Non si sa mai potrebbe tornare utile», «È costato una fortuna», «Peccato buttarla è di seta!», «È come nuovo!», «Com’ero magro/a!», stai sicuro che l’oggetto in questione è senz’altro da eliminare (regalare, vendere scambiare).

2) Identifica l’obiettivo, vai per gradi
Non conviene rovesciare l’intero armadio sul letto per rimetterlo in ordine: rischierai di fallire! Meglio iniziare da un cassetto ma terminare entro un tempo determinato! Metti un timer e datti un ritmo: sarà più facile!

3) Fai un elenco
Fai un giro di casa e segna le zone a rischio. Una volta sistemata una zona spuntala dall’elenco: è molto gratificante!

4) Fatti delle domande pratiche e non lasciarti andare ai ricordi
Ti piace ancora? Quando l’hai usato l’ultima volta? Che sentimenti ti evoca? Ascolta il tuo cuore e se ti rimanda e emozioni negative liberatene senza esitazioni!

5) Decidi subito: impara a fare le scelte e non rimandare
Non lasciare in sospeso la sorte di un oggetto decidi subito se resta o se ne va. Se lo metti in un cassetto o sotto il letto ricordati che il tuo inconscio sa perfettamente che è lì in sospeso e la tua energia è destinata a scendere.

6) Trova una sistemazione
Quando hai deciso quello che vuoi tenere sistemalo in modo armonioso in casa e gradevole alla vista. La regola del tre: mai più di tre oggetti su un ripiano. E ricorda: prima di comprare un oggetto mentalmente trovagli uno spazio a casa (ridurrai il rischio di avere cose che poi non sai dove mettere!).

7) Fare spazio non significa “consumismo sfrenato” ma rispetto per le cose e l’ambiente
Con lo space clearing si elimina lo stress e si tutela l’ambiente. Non bisogna gettare in modo scriteriato le cose ormai superate: regalale, riciclale, vendile oppure se hai tempo e ami il bricolage trasformale! Sarà un toccasana per la tua creatività.

8) Lascia andare con amore
Soltanto se lasci andare le cose con amore non ti serviranno mai più.

Queste sono alcune linee guida del clearing, definito da Larese come «un momento di liberazione da condizionamenti e costrizioni antiche per aprirti verso nuovi orizzonti e nuove possibilità». Perché, come già scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel suo capolavoro “Il Piccolo Principe”, «non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi». Un piccolo segreto da non dimenticare.

Marco Grilli