In questi giorni sento particolarmente l’arrivo della primavera e giunge puntuale la voglia di fare quella pulizia di primavera che si riflette anche nei pensieri, nelle idee, per preparare il terreno a nuovi progetti. Di solito, approfitto del periodo che intercorre tra la fine del carnevale e Pasqua per dare il via alle grandi pulizie: pulizie di casa, sì, ma anche depurazione dell’organismo con un’alimentazione più pulita e sana dopo gli eccessi carnevaleschi, e anche una pulizia “mentale” che mi permetta di fare chiarezza su ciò che conta davvero nella mia vita e ciò che occorre eliminare perché occupa inutilmente troppo tempo e/o spazio.

In effetti, il decluttering emotivo e mentale va spesso a braccetto con le pulizie di primavera, ecco quindi come sfruttare al meglio questo momento per portare un po’ di aria nuova nella tua vita.

Le tossine di casa e il peso degli oggetti che non usi più

“Le persone lasciano negli spazi che occupano delle tracce del proprio carattere”, afferma Samuel D. Gosling, professore di psicologia dell’Università del Texas in uno studio pubblicato su New Scientist in cui analizza la correlazione tra l’arredamento della casa e la personalità di chi ci vive (nevrosi comprese).

Sappiamo tutti che la casa riflette la nostra personalità ma oltre a questo svela anche i nostri stati d’animo in base all’ordine, al disordine apparente e alla trascuratezza. Quando ci sentiamo giù di corda, spesso questo si riflette sulla casa, ma se è vero che il nostro stato d’animo interiore influisce sul nostro spazio esteriore, è anche vero che ordinare, sistemare ed organizzare lo spazio esterno può aiutarci a fare ordine anche dentro di noi.

Nel disordine disfunzionale (perché c’è disordine e disordine), nella trascuratezza e nell’ingombro cronico degli spazi di casa, spesso non si nascondono solo oggetti ed acari: a prendere la polvere sono spesso i ricordi e tutta la carrellata di emozioni a loro connessi e che non riusciamo a lasciar andare, che ci ostiniamo a voler trattenere ma che di fatto occupano talmente tanto spazio dentro e fuori di noi da impedirci di calarci nel presente e di aprirci al futuro, alla novità.

Tutto questo spazio ci àncora talmente al passato da impedirci di andare avanti, ecco che gli oggetti rotti, usurati e inutili, i vestiti che non mettiamo mai o che non ci piacciono più, le piante morte abbandonate in un angolo, le riviste che si accumulano inutilmente si trasformano in tossine: congestionano lo spazio, accumulano polvere, accentuano la confusione mentale, fanno peggiorare l’umore, ci fanno sentire male.

Come imparare a lasciar andare partendo da ciò che ingombra i tuoi spazi

Se da una parte eliminare gli oggetti rotti, usurati o inutili è fondamentale, da un’altra parte la casa non s’ingombrerebbe facilmente se fosse così facile distaccarsi dagli oggetti legati al passato; ecco perché potrebbe essere utile porti alcune domande quando ti ritrovi di fronte ad un oggetto che fatichi a lasciare andare:

1. Perché lo sto conservando?
Chiediti se l’oggetto che vuoi tenere è utile, se ti piace e ti fa sentire bene quando lo usi.

2. Cosa provo nel liberarmi di questo oggetto?
Capire quale tipo di emozione è connesso a questo oggetto ti permetterà di fare chiarezza su di te e di fare un lavoro di decluttering al livello emotivo.

3. Ho usato questo oggetto nell’ultimo anno?
Se non hai fatto uso di questo oggetto per un anno, è probabile che non lo userai nemmeno in futuro e che quindi non faccia già più parte del tuo presente, della tua vita.

Una volta che avrai fatto la cernita tra le cose da tenere e quelle da eliminare, potrai lanciarti nell’ultima fase di questo lavoro di pulizia: lasciare andare. Butta via ciò che è rotto, regala ciò che può essere ancora usato (in proposito, ti segnalo che su internet sono operative le “compagnie del recupero”, gruppi di persone in varie città d’Italia che permettono di regalare gli oggetti di cui ci si vuole liberare ma che potrebbero tornare utili a qualcun altro), vendi gli oggetti nuovi ed inutilizzati se puoi, in modo da recuperare almeno in parte le risorse che avevi investito al suo tempo.

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La casa è l’unico posto al mondo dove possiamo essere noi stessi

La casa è lo spazio dove possiamo esprimerci liberamente, essere noi stessi senza preoccuparci di ciò che potrebbero dire gli altri e dove possiamo ritagliarci un po’ di tempo per occuparci di ciò che ci fa stare bene, che ci nutre. Questo spazio però è limitato, ecco perché è importante capire cosa conta davvero per noi, cosa ci fa stare bene e cosa ci ingombra la mente, cosa ci toglie energia, cosa ci impedisce di andare avanti per la nostra vita. Se non riusciamo a buttare via le vecchie lettere d’amore, come pensiamo di riuscire a chiudere definitamente con qualcuno? Se non riusciamo a distaccarci dalle cose, come pensiamo di riuscire a liberarci dai pensieri e dalle emozioni che ci legano al passato?

“La casa è l’epidermide del corpo umano” diceva Frederick Kiesler; credo che quando giunge la primavera è tempo di ascoltare il richiamo della natura e permetterci di rigenerarci, di ricaricare le batterie, di scrollarci la vecchia pelle di dosso e di lasciarci il passato alle spalle. Apriamo le finestre e lasciamo il sole entrare.

Aria nuova!

 

Fonti:

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it