Psicologia

Rimpianti: 7 regole per non averli

Di Cristina Rubano - 6 Luglio 2022

È possibile vivere senza rimpianti? Guardarsi indietro e provare amarezza per alcune scelte incompiute può provocare un dolore lancinante che rischia di impedire di vivere il presente e annebbiare la progettualità futura.

Come fare per non avere rimpianti?

1. Non avere rimpianti: rispettare il proprio passato

Il rimpianto, a differenza del rimorso, è un sentimento di dolorosa costernazione non per quel che si è fatto, ma per ciò che non si è compiuto. Per le scelte non intraprese. Per le decisioni non portate avanti.

I rimpianti più comuni riguardano infatti ciò a cui si è rinunciato e che avrebbe potuto forse cambiare il corso degli eventi.

Queste sensazioni si fanno più acute nel corso della mezza età e ancor più dell’età senile. In questa fase del ciclo di vita, infatti, è del tutto fisiologico fare una sorta di bilancio della propria esistenza. E quando lo scarto fra ciò che si è realizzato e la propria insoddisfazione è troppo grande il rischio è quello di abbandonarsi a una vita di rimpianti.

Solo accettando il passato e trovando la capacità di perdonarsi sarà possibile superare i rimpianti.

2. Non avere rimpianti: non agire d’impulso

Alcune persone, anche molto giovani, per evitare i rimpianti si buttano a capofitto in qualsiasi cosa, prendono scelte avventate. Hanno difficoltà a contemplare in anticipo le conseguenze delle loro azioni, a immaginare una progettualità a lungo termine. Prigioniere dell’impulso a fare tutto e subito, nel timore di perdere occasioni preziose, non riescono, al pari degli eterni indecisi, a trovare un criterio affidabile per compiere scelte e prendere decisioni.

Non avere rimpianti non significa non avere nulla di cui pentirsi, ma imparare dai propri errori.

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3. Non avere rimpianti: rinunciare alla perfezione

Un primo aspetto legato al non avere rimpianti riguarda il modo in cui prendiamo le decisioni e facciamo le nostre scelte. Sia gli eterni indecisi che gli impazienti più impulsivi potrebbero rischiare più di altri di provare rimpianti.

Sia gli uni che gli altri, in un certo senso, sono troppo gravati dalla paura di sbagliare, dalla preoccupazione di non fare la scelta “giusta”. Si lasciano guidare da criteri o stimoli esterni nelle loro scelte e ascoltano poco il loro interno.

L’eterno indeciso sarà oberato dal continuo soppesare pro e contro di ogni opzione alla ricerca della decisione “perfetta”. Quella che non deve scontentare nessuno, o quella che si avvicina alle aspettative che gli altri hanno. O, ancora, quella che mette al riparo da possibili imprevisti e così via…

“Uno dei più grandi rimpianti nella vita è essere ciò che gli altri vorrebbero che tu sia, anziché essere te stesso.”

(Shannon L. Alder)

4. Non avere rimpianti: recuperare una progettualità

viso di uomo triste
Credit foto © Pixabay

L’impulsivo ha invece bisogno di agire immediatamente, di “risolvere” uno stress emozionale attraverso un’azione concreta che aiuti a ristabilire un benessere. Molti aspetti della vita possono essere vissuti in questo modo. Si pensi alla compulsività nel magiare, nell’acquistare beni, nel cambiare lavoro o addirittura nello scegliere un partner. Senza una reale progettazione a lungo termine. Senza una visione anticipatoria delle possibili conseguenze della proprie azioni nei tempi a venire, questi agiti si rivelano delle formidabili trappole. Trappole che risucchiano tempo ed energie mentali che la persona non riesce a investire in un reale progetto su di sé. Ritrovandosi, al pari degli eterni indecisi, a confrontarsi con la sgradevole sensazione di aver costruito ben poco per la propria realizzazione (affettiva, lavorativa, personale) a lungo termine… Per non avere rimpianti è importante che le scelte di vita corrispondano ad una progettualità personale e non ad un impulso del momento.

“Per paura del rimpianto ci si condanna al pentimento.”

(Henri-Frédéric Amiel)

5. Non avere rimpianti: stare sul sentire

Come ovviare ai meccanismi illustrati in precedenza e non avere rimpianti?

L’unico criterio affidabile, prima di ogni altro, per fare delle scelte e prendere decisioni è quello di ascoltarsi. Abbandonare tutti i criteri esterni di perfezione, le aspettative altrui, la seduttività di alcuni stimoli che ci inducono a consumi e scelte facili e immediate.

Provare a fermarsi e rimanere per un po’ solamente in compagnia di sé stessi e del proprio sentire.

Le nostre emozioni sono la prima via per nutrire le nostre motivazioni. Solo ciò che è in grado di farci emozionare, di farci sognare per il futuro a venire può corrispondere a qualcosa di autentico per le nostre scelte di vita.

Ma come riuscire a fare questo, come portare l’attenzione verso l’interno di noi stessi quando tutto sembra distoglierci proprio da ciò che è più importante?

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6. Non avere rimpianti: prendersi tempo

Alle volte per capire se si sta agendo d’impulso o si sta realmente ponderando una scelta può essere utile darsi del tempo.

Provare a riempire il carrello online di merce che si vorrebbe acquistare, dando sfogo alle sensazioni del momento, ma invece di inviare l’ordine aspettare

Non rinunciare a cedere all’impulso di mangiare, ma darsi semplicemente il permesso di farlo fra dieci o venti minuti, se ancora se ne avrà voglia…

Gli esempi potrebbero continuare.

Per coloro che hanno facilità a queste modalità più impulsive, ma hanno anche una certa capacità di riconoscerle e controllarle, questi espedienti potrebbero essere d’aiuto.

Anche i procrastinatori seriali potrebbero darsi un tempo: immaginare anzitutto uno spazio in cui distrarre al mente, permetterle di divagare. Dedicandosi magari a qualche attività creativa o corporea. E solo dopo tornare alla tanto tormentata decisone. Quando siamo troppo indecisi rischiamo infatti un’inflazione della nostra parte cognitiva. Conviene accantonare temporaneamente il problema e lasciare che le energie più intuitive e divergenti della mente fluiscano liberamente. Spesso le decisioni o le “illuminazioni” migliori arrivano proprio quando non si sta pensando al problema!

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7. Non avere rimpianti: iniziare una psicoterapia

Per i più avventati, coloro che hanno bisogno di lanciarsi impulsivamente nel “fare” qualcosa, salvo poi ritrovarsi senza alcun progetto o prospettiva concrete, fermarsi è una bella sfida.

Sì perché nel decidere di fare uno shopping forsennato di cose non utili né necessarie. O nel buttarsi a capofitto in una convivenza dopo poche settimane di frequentazione spesso c’è la ricerca di un sollievo emotivo. Di una sedazione delle tensioni emozionali. Si cerca, con questi agiti impulsivi, di ristabilire un benessere emozionale, non si sta facendo alcun reale progetto o investimento a medio o lungo termine. Tant’è che ci si può ritrovare a mangiare cose che non soddisfano, a comprare cose di cui ci si stanca subito o a impegnarsi con partner con cui si ha poco in comune.

Alcune persone potrebbero giovare di un percorso di psicoterapia perché arrivate nella piena adultità, dopo i 40 o i 50 anni, potrebbero avvertire un acuto senso di insoddisfazione. Provare la dolorosa sensazione di non aver costruito nulla di durevole. Non avere rimpianti per loro significa imparare a gestire le proprie emergenze emozionali. E ad ascoltare ciò che realmente desiderano per fare scelte coerenti a lungo termine.

“Amico mio, non essere come quello che siede presso il suo camino e guarda il fuoco che si spegne per poi soffiare, vanamente, sulle morte ceneri. Non rinunciare alla speranza, non abbandonarti alla disperazione a causa di ciò che è passato, giacché rimpiangere l’irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze.”

(Kahlil Gibran)





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