Serendipity, la prima volta che ho sentito questo termine era tanti anni fa, da bambina mentre in casa sulla televisione scorrevano le scene di un film, “Serendipity” appunto. Da subito mi ha affascinato il suono di questa parola… non so mi ha sempre ricordato un misto tra “Carpe Diem”; “vivi la vita”, “Gioisci del qui ed ora”, insomma tanti concetti in qualche modo che rimandano alla “leggerezza” d’animo e all’apertura verso il mondo.

Il significato del termine che in italiano è reso con “serendipità” consiste nella scoperta felice e inaspettata di qualcosa, ovvero scoprire qualcosa piacevolmente per caso.

“A volte le strade più panoramiche della vita sono le deviazioni che non si aveva intenzione di prendere”

di Angela N. Blount

Serendipità, origini e significato

donna che copre gli occhi e sorride
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Il titolo del film non è il primo esempio dell’utilizzo di questo termine.

Esso infatti risale a moltissimi anni fa. Nel 1754 lo scrittore inglese Horace Walpole scrisse una lettera a un amico ispirato dal racconto di molti anni prima di Cristoforo Armeno dal titolo “Viaggi e avventure dei tre principi di Serendippo”. Per farla breve i tre principi che stavano viaggiando senza alcuno scopo preciso e meta, se non il guardare e scoprire il mondo, capiscono osservando altro che un cammello scomparso era cieco e zoppicava. In pratica avevano avuto un’intuizione, un’idea, qualcosa che esulava e non aveva nulla  a che vedere con quanto stessero facendo.

Da qui l’origine del termine che indica proprio una scoperta inattesa, qualcosa che accade quasi per caso, e lascia stupore e un guizzo di soddisfazione e felicità.

Il fisiologo Walter Bradford Cannon definì la serendipità come “la facoltà di trovare le prove a sostegno di un’ipotesi in modo del tutto inaspettato, o la capacità di scoprire nuovi fenomeni o relazioni tra fenomeni diversi senza avere avuto l’esplicita intenzione di farlo”. Evidente quindi è il ruolo nelle scoperte scientifiche o intuizioni in generale che hanno origine da ipotesi improvvise e, appunto, intuizioni di un momento.

Il vivere la vita con serendipità, ovvero in qualche modo lasciare che le idee scorrano e aprirsi alla possibilità di lasciarsi meravigliare dalle cose, ma anche dalle proprie stesse intuizioni, è quindi una base fondamentale del progresso di tutti i tempi.

«Niente è più propizio di un viaggio per sondare tutti gli aspetti meravigliosi dell’imprevedibile»

di Jean-Raymond Boudou.

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Esempi di serendipità

Seppur appare come un concetto molto romantico e poetico, in realtà moltissimi sono gli esempi nella storia e nella quotidianità di Serendipità.

Basta pensare alla scoperta dell’America di Cristoforo Colombo, casuale ma che ha aperto a grandi cambiamenti mondiali, alla scoperta della penicillina di Alexander Fleming, ma anche della forza di gravità di Isaac Newton, ma perché no anche alla cura di molte malattie attuali, alla scoperta di posti, specie animali ecc. Insomma, la storia, la scienza e l’intera esistenza è caratterizzata da scoperte inaspettate e casuali. Il ruolo dell’istinto ha molto a che vedere con la serendipità.

A livello quotidiano si può sperimentare quando, per esempio, si sta cercando qualcosa e si trova qualcosa d’altro, inaspettatamente, o quando dopo ore ed ore su un progetto o lavoro arriva l’intuizione che dà la svolta. Quindi ogni volta che per caso, in modo casuale si arriva a qualcosa.

Altri esempi li si trovano nelle relazioni. La serendipità in amore è rappresentata da tutte quelle cose stupende e inaspettate che travolgono e donano leggerezza e felicità. Pensate a quando avete incontrato, per caso, la prima volta l’anima gemella, o quando in modo improvviso vi siete resi conto che una persona che conoscete da tempo, sì proprio lei o lui, è quella o quello giusta/o per voi. Un insight, un attimo che svolta la vita.

La vita è sempre trionfo dell’improbabile e miracolo dell’imprevisto.
(Henri de Lubac)

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Vivere la vita con Serendipità

Vivere la vita con serendipità dona felicità e gioia. Sì, perché fare una scoperta, arrivare ad una soluzione, rendersi conto di qualcosa di inaspettato, dona emozioni positive e riempi il cuore e l’anima di bellezza e soddisfazione.

Tuttavia, se è vero che l’intuizione è una caratteristica innata dell’esistenza umana, è anche vero che la si può allenare, o meglio, aiutare.

Guardare la vita con serendipità vuol dire imparare a lasciarsi stupire da quello che accade, senza lasciarsi guidare dai preconcetti, dalle aspettative che non permettono di realizzarci o dalle conoscenze pregresse che ci inchiodano.

In qualche modo lasciare che la mente e l’anima si riempiano della bellezza delle cose, della semplicità e della novità che ci circonda.

In questo dobbiamo un po’ imparare dai bambini che sono in grado di stupirsi, di lasciarsi immergere nella realtà per quella che è, senza prevenire nulla. L’intuizione è qualcosa che parte da quello che c’è e va oltre, mettendo insieme e cercando relazioni nuove, prima non osservate ma che ora diventano evidenti e sorprendono.

Imparare, quindi, a vivere il quotidiano con Serendipity, significa sperimentare per se stessi un’apertura alle cose, lasciando che tutto evolva, che i pensieri scorrano e le idee emergano nella mente. Non è così “automatico” lasciare libera la mente, il pensiero razionale è necessario all’organizzazione delle nostre attività quotidiane, sociali e professionali. Tuttavia un’incursione di serendipity nel vivere quotidiano può arricchire quella che in molti momenti può sembrarci una conduzione monotona della nostra vita.

Tutti sanno che se stai troppo attento sei così occupato a stare attento che inciampi sicuramente su qualcosa.
(Gertrude Stein)

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Milena Rota

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Psicologa e psicologa dello sport. Attenta al benessere della persona ad ampio raggio, ama lo sport e specialmente camminare in mezzo alla natura. La montagna è la sua passione. È determinata, sempre in movimento e a caccia di nuovi stimoli e spunti. Crede fortemente nel lavoro di equipe dove “tante teste possono suonare insieme per dare voce ad una bellissima melodia”. Lavora principalmente presso uno studio privato multidisciplinare (Centro Elpis di Ispra -Varese), dove si occupa prevalentemente di tematiche relative all’età dello sviluppo e di performance sportiva. Componente di equipe accreditate dall’AST-Insubria per la prima certificazione dei Disturbi dell’Apprendimento (DSA). Frequenta un master di specializzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare. “È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.” (Il Piccolo Principe, Saint-Exupéry)