Utilizzare il pensiero creativo significa pensare con l’immaginazione, vedere ciò che ancora non c’è. Lasciarsi guidare dall’intuito a da un approccio “non convenzionale” all’esperienza. Non si tratta di una facoltà di pertinenza solo di artisti, inventori e grandi scienziati. Ma di un modo di pensare, di approcciarsi alla realtà, che attinge da facoltà della mente che tutti possiamo apprendere e potenziare. Ognuno di noi, nella propria vita, può essere autore di un’autentica “rivoluzione”!…

“La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi”

 (M. Proust)

Essere creativi significa guardare con nuovi occhi

murales di un bambino che sorseggia tramite una cannuccia che in realtà è un tubo
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C’era una volta un piccolo villaggio dove vivevano sei saggi che erano del tutto ciechi.

Un giorno, passò da lì un principe straniero che montava un animale singolare che in quel paese non si era mai visto: un elefante.

I sei saggi ciechi volevano conoscerlo e così decisero di andare a toccare l’animale, in modo da poterlo descrivere alla loro gente.

Al ritorno, i saggi furono accolti dall’impazienza della popolazione, ansiosa di sapere a cosa poteva assomigliare un elefante.

“Un elefante è come un enorme ventaglio rugoso” disse il primo, che gli aveva toccato le orecchie.

“Assolutamente no,” si intromise il secondo “è come un paio di lunghe ossa” poiché gli aveva toccato le zanne.

“Niente di più sbagliato!” esclamò il terzo “Assomiglia ad una grossa corda” giacché gli aveva toccato la proboscide.

“Piuttosto è compatto come un tronco d’albero!” disse il quarto che gli aveva toccato le zampe.

“Non capisco di cosa state parlando…” fece il quinto “Un elefante assomiglia ad un muro che respira” dato che gli aveva toccato i fianchi.

“Non è vero,” gridò il sesto “un elefante è come una lunga fune.” gli aveva infatti toccato la coda.

I sei cominciarono a litigare, ciascuno rifiutando di ascoltare la descrizione degli altri cinque…

Senza la creatività rischiamo di ritrovarci “ciechi” e di affidarci solo a ciò che già conosciamo, alle soluzioni che abbiamo già comprovato, alle credenze che già abbiamo in mente. Il pensiero creativo è ciò che ci consente di pensare e immaginare andando oltre gli stereotipi, le attese, le “evidenze” che crediamo di avere già sotto i nostri sensi per scoprire altre possibilità guardando le cose da nuovi punti di vista e lasciandoci “contaminare” dalle idee e dai punti di vista altrui.

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Cosa stimola la creatività

Tutti noi siamo dotati di una certa “dose” di creatività innata, non ci credete? Provate a pensare ad un bambino che gioca o che si confronta con qualcosa di nuovo: il suo approccio è totalmente spontaneo, intuitivo, basato sull’immaginazione e la fantasia. Nella sua mente non ci sono confini a ciò che può essere pensato come “possibile”, ogni oggetto può stare per qualcos’altro ed essere utilizzato per scopi nuovi e diversi per quelli per i quali è stato costruito. Tutti noi siamo stati bambini e abbiamo imparato a conoscere il mondo attraverso questo primo approccio sensoriale e fantasioso all’esperienza. Crescendo abbiamo imparato ad affidarci soprattutto alle capacità logico-razionali che fanno fede all’emisfero sinistro del nostro cervello. Ma quelle creative, emozionali e legate alle intuizioni, di pertinenza dell’emisfero destro, non sono scomparse, può darsi siano solo fuori allenamento: vediamo allora quali sono gli “ingredienti” di cui si nutre il pensiero creativo!

  • Il relax – Molte delle più grandi invenzioni e scoperte della storia sembra siano state anticipate da intuizioni o immagini avute in sogno dai loro scopritori. Se dovete trovare una soluzione ad un problema nuovo e complesso potrebbe essere utile che smettiate di pensarci per un po’ e vi concediate qualche momento di riposo. Può darsi che solo allora arriveranno idee che prima sembravano impensabili. Lasciar “vagare” la mente senza una meta prestabilita stimola l’attività dell’emisfero destro e le facoltà intuitive e immaginative.
  • Il dubbio – Quando non troviamo la soluzione ad un problema dobbiamo sempre ricordare che la realtà non è mai solo così come ci appare: ci sono sempre altri punti di vista, altre potenzialità e possibilità che non abbiamo considerato, proprio come i saggi ciechi alle prese con l’elefante. Dubitare anche delle più evidenti certezze può essere il primo passo per aprirsi alla creatività.
  • La contaminazione con le idee altrui – Nessuna buona idea è nata dal nulla, nessuna creazione nasce da una “tabula rasa”. Più idee scambiamo con gli altri, più variegati sono i punti di vista e le esperienze con cui veniamo a contatto e più aperta sarà la nostra mente. Viaggiare, leggere libri, interessarsi alle opinioni altrui anche quando sono diverse dalle proprie sono tutti modi per andare oltre quello che già crediamo di conoscere.
  • Il coraggio di mettersi in discussione – A volte utilizzare il pensiero creativo può essere faticoso perché ci impone di mettere in discussione un’idea che ci piaceva considerare giusta, una convinzione che ritenevamo assolutamente vera, o una soluzione che sentivamo ben consolidata. Significa mettere in discussione il modo in cui si è pensata o fatta una determinata cosa fino ad ora, essere disposti a modificare abitudini rassicuranti e consolidate per aprirsi all’incertezza e al nuovo.
  • Il gioco – Per padroneggiare la creatività dobbiamo imparare a “calarci nella parte”, entrare in una dimensione di gioco, dove tutto è possibile, dove non ci sono limiti all’immaginazione lasciando momentaneamente da parte il giudizio e il pensiero razionale. Solo così potremo stimolare tutte le associazioni della nostra mente.
  • La valutazione – Soltanto in un secondo momento potremo passare al vaglio della razionalità le idee creative che ci sono venute in mente, scartare quelle inapplicabili, tenere quelle innovative, combinarne diverse fra loro per giungere e nuove possibili soluzioni.

“Il genio è l’1% di ispirazione e il 99% di sudore” (T. Edison)

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Esercizi per stimolare la creatività

viso colorato
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Gli scopi della creatività sono molteplici: esiste una creatività squisitamente artistica, connessa primariamente all’espressività emozionale; una più scientifica di pertinenza dei grandi pensatori e scienziati; una più applicativa che consente di inventare nuovi oggetti o nuove applicazioni di essi per risolvere problemi. Ma più in generale, la creatività è un modo di pensare che può essere applicato ad ogni problema o contesto della vita.

Per questo motivo è molto importante che si possa sviluppare il pensiero creativo a scuola, fin dai primi contesti di apprendimento: questa facoltà innata va incoraggiata nei bambini e nei ragazzi stimolando in loro curiosità, manualità e partecipazione. Una didattica rigidamente centrata sulla valutazione e la punizione alimenta in maniera disfunzionale la paura di sbagliare e inibisce l’iniziativa coartando il pensiero creativo a favore esclusivamente di quello logico-razionale.

Uno degli esercizi più noti e più utili per sviluppare la creatività, per adulti e bambini, è quello del brainstorming, nato come una tecnica creativa di gruppo, può essere utilizzato in realtà anche come strumento individuale. Si tratta di identificare un tema o un problema in merito al quale si ha necessità di elaborare nuove idee (ad esempio: dare un nome ad un gruppo di lavoro che richiami l’interesse di potenziali clienti/utenti). A questo punto è molto importante (ricordate?) “calarsi nella parte”: che si sia da soli o in gruppo bisogna mettere da parte qualsiasi valutazione razionale (non vi preoccupate: la riprenderete dopo) e lasciar emergere e annotare qualunque proposta o soluzione la mente vi suggerisca, anche quelle apparentemente più assurde e fantasiose. Solo alla fine potrete valutare quali idee tenere e quali scartare, ma chissà che proprio quella apparentemente più irragionevole non possa sorprendervi!

Vedete tutto troppo “nero” per procedere in questo modo?

Allora forse può esservi d’aiuto il brainstorming fatto … all’inverso! Prendete il vostro problema e, sempre senza giudicare, scrivete di getto tutto ciò che vi viene in mente potreste fare per far andare le cose ancora peggio di così! Date fondo al vostro disfattismo, non lesinate neanche un briciolo del vostro catastrofismo più nero e scrivete … A questo punto non vi resta che rileggere l’elenco di quanto di più controproducente potreste fare e… volgerlo in positivo, provando a trovare un’alternativa costruttiva e propositiva per ogni voce della vostra “lista nera”. Forse non tutto è perduto.

“Non andare dove il sentiero può portare. Vai, invece, dove non c’è il sentiero e lascia una traccia”.

(Ralph Waldo Emerson)

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Cristina Rubano

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Psicologa, specialista in Psicologia della Salute e Psicoterapeuta. La sua attività di psicologa si unisce all'interesse per ambiti e settori variegati tra loro. Trova che la saggezza e lo spirito delle culture orientali possano insegnare molto alla frenesia della mente occidentale, ha fatto esperienza di tecniche di meditazione e collabora con associazioni che si occupano di diffondere questa pratica. Da diversi anni conosce e pratica il Training Autogeno – il così detto “yoga occidentale” – e svolge corsi di addestramento a questo e ad altri metodi di rilassamento. Si occupa inoltre di psicologia dell'alimentazione, sia in ambito clinico che di prevenzione e promozione del benessere psicologico. Le piace pensare alla sua non solo come una professione d’aiuto, ma una competenza messa al servizio della realizzazione delle persone affinché possano ampliare le proprie capacità di scelta, raggiungere i propri obiettivi e intravederne sempre di nuovi. “La felicità è una cosa nella quale ci si deve esercitare, come col violino”. (John Lubbock) Il suo sito web è www.cristinarubano.it