Credo che scoprire il proprio talento sia difficile e semplice al tempo stesso. Il problema, a mio parere, è che spesso lo diamo per scontato. Perché il talento non è qualcosa che si palesa improvvisamente dopo una vita trascorsa a fare altro ma nella maggioranza dei casi ci accompagna da sempre, in forme insospettabili. Credo che la libreria domestica sia una fonte di informazione utilissima per riconoscere i veri talenti, distinguendoli da quelli che ci ostiniamo a perseguire per auto-convincimento. Difatti quando acquistiamo i libri, lo facciamo senza aspettative, per puro piacere. Leggiamo ciò che ci piace. Gli argomenti possono essere vari, tuttavia alcuni hanno una netta prevalenza sugli altri. Mi viene in mente la libreria di mia madre: è zeppa di libri e riviste di viaggi. Mia madre, in effetti, ammette che avrebbe voluto fare la guida turistica. Basta viaggiare in sua compagnia per rendersi conto che quello è davvero un suo talento. Tempo fa, guardando la mia libreria, ebbi la stessa intuizione. Mi chiesi: quali sono i miei argomenti di lettura preferiti? Di cosa parla la maggioranza dei miei libri? Ti invito a farlo.

La tecnica della libreria ovviamente è solo un primo passo e può benissimo essere reinterpretata in altra maniera, osservando per esempio i propri hobby preferiti, quelli che ci fanno perdere la cognizione del tempo. Quando fai qualcosa senza renderti conto del tempo che passa, potrebbe proprio trattarsi di un talento. Difatti a meno che non si sia abituati alla concentrazione, tendiamo un po’ tutti ad annoiarci rapidamente o a perderci in altri pensieri mentre eseguiamo un lavoro. Quando questo non accade, il talento potrebbe essere all’opera, consapevolmente o meno. E’ tuttavia vero che possiamo avere più di un talento e che in alcuni casi, a seconda della storia personale, questi talenti si palesano in momenti diversi.

Esercizi per scoprire il proprio talento

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Sul sito di “Riza” vengono proposti alcuni esercizi per riconoscere il proprio talento. Uno di essi consiste nello scrivere su un foglio le tappe più importanti della propria vita, eventi più eclatanti, eventuali aspettative e progetti futuri. Su un altro foglio Raffaele Morelli consiglia di rispondere ad alcune domande: “Cosa facevi di strano da piccolo?”, “A cosa non rinunceresti mai?”, “C’è un posto in cui ti trovi davvero a tuo agio?”, “Cosa temi di più?”, “Quale senso hai più sviluppato?”, “Hai dei sogni ricorrenti o una fantasia che ritieni importante?”, “Che cosa fai senza fatica?”, “Qualcosa ha cambiato il corso della tua vita?”. Morelli suggerisce di confrontare le due biografie, quella che rispecchia il nostro pensiero e la seconda che parla con il linguaggio dell’anima. Ci chiede inoltre di verificare quali elementi della seconda biografia ci colpiscono di più, che personaggio affiora, se possiede nuove caratteristiche, quali altri elementi emergono. Il personaggio che affiora può aiutarci a individuare il nostro vero talento.

Un testo interessante che propone una serie di esercizi e tecniche per scoprire il proprio talento è “Scopri i tuoi talenti. Giochi, esercizi e schede per mappare il tesoro che c’è in te” di Stefania Fierli. Tramite la lettura l’autrice ci aiuta ad auto-conoscerci e a scendere sempre più in profondità, in modo da individuare il vero talento che non va confuso con i cosiddetti falsi desideri e le false aspettative.

Cosa sono i falsi desideri

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I falsi desideri, che in realtà riguardano numerosi ambiti esistenziali e non solo il lavoro, sono quelli che crediamo ci appartengano nonostante siano frutto di condizionamenti esterni. E’ il caso di una persona che decide di fare una determinata professione, per esempio l’avvocato, perché è stata inconsciamente condizionata a credere che fosse la sua strada, complice la famiglia o la società circostante. Riconoscere il falso desiderio è un primo passo molto importante sebbene non sia una cosa automatica. In tal senso può essere utile lavorare anche sul cosiddetto lato oscuro o ombra. Difatti l’obiettivo è riconoscere i talenti autentici, quelli che ci appartengono davvero, dai talenti presunti, quelli che crediamo erroneamente nostri. La differenza la fa sempre l’amore, il piacere nel fare qualcosa. Un piacere che non va confuso col senso del dovere.

La terapeuta americana “Debbie Ford” nel suo “Illumina il tuo lato oscuro” riporta il caso di un imprenditore di successo che non si sentiva mai completamente soddisfatto dei traguardi raggiunti, ossessionato dall’idea di dover fare di più. Finché non comprese che la sua ambizione sfrenata era in realtà un falso desiderio motivato da condizionamenti familiari. Accorgendosene e lavorandoci sopra, l’imprenditore riuscì a riconoscere che il suo autentico desiderio era avere una famiglia e un lavoro appagante, tuttavia meno soffocante. Si trattava quindi di falsa ambizione, che aveva preso il sopravvento perché l’imprenditore non si era concesso di individuare il proprio desiderio più autentico.

Per concludere, basandomi sulla mia esperienza, credo che quando individuiamo il nostro autentico talento, sempre che sia il momento giusto per farlo sbocciare, i risultati arrivino più facilmente. Ovvero si innesca un meccanismo che ci permette di attirare le occasioni giuste, sebbene stia a noi coglierle. Quando al contrario inseguiamo falsi desideri, i risultati arrivano con doppia fatica. E tu che esperienza hai con i falsi desideri e come hai imparato a riconoscerli e a distinguerli dai talenti veri?

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it