Ballare fa bene. Ma alcune persone credono di “non essere portate” per la danza; niente di più sbagliato! Non si intende necessariamente il ballo come sport o performance artistica. Muovere il corpo al ritmo di musica è un’attività connaturata ai nostri meccanismi psicofisiologici.
Ballare fa bene alla salute ed è un’attività spontanea del nostro corpo. I benefici psicologici della danza sono molti. Vediamo allora alcuni buoni motivi per ballare!
Dio ti rispetta quando lavori ma ti ama quando danzi.
(Massima Sufi)
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Ballare fa bene anche se non sai come farlo!

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Ballare fa bene e non è solo un’attività fisica o un’esibizione artistica. Non è soltanto un mezzo di comunicazione non verbale. Si può ballare senza alcun intento comunicativo o esibizionistico, senza alcun obiettivo di performance e senza seguire alcuna tecnica specifica.
Basti pensare che ci sono addirittura alcune tecniche di meditazione che consistono proprio in una danza libera. Sono le meditazioni attive di Osho, molte di esse invitano a lasciarsi andare col corpo, ad occhi chiusi, al sentire della musica senza controllare o programmare alcun movimento specifico.
Questo abbandonarsi al ritmo spontaneo del corpo, a come naturalmente esso segue la musica, senza intenzionalità né giudizi, ci porta in contatto con il nostro essere più autentico. Ci permette di sperimentare non già che cosa significhi “avere” un corpo, ma “essere” nel corpo…
“Hai mai guardato una persona che danza? Cosa accade? Ti sei mai osservato mentre balli? Cosa accade? La danza sembra essere uno dei metodi più profondi per entrare in armonia con sé stessi; mentre danzi, corpo, mente e anima sono in armonia. La danza è una delle cose più spirituali che esistono. Se danzi davvero non puoi pensare; se danzi davvero il corpo viene usato in maniera così profonda che tutta la tua energia diventa fluida.”
(Osho Rajneesh)
Mentre ascoltiamo musica stiamo già danzando…
I benefici psicologici della musica sono noti e facilmente intuibili anche ad un pubblico non specialistico. La musica in quanto tale bypassa la nostra sfera cognitiva e sollecita direttamente la nostra emozionalità suscitando espressioni e reazioni viscerali e autentiche al di là di qualsiasi sovrastruttura. Non per nulla la musica viene ritenuta di beneficio per coadiuvare anche diversi processi fisiologici anche non umani, come la crescita delle piante. Per non parlare degli effetti su bambini e neonati.
Ma nel senso comune si associa spesso tutto questo ad una fruizione “passiva” del medium musicale, senza una partecipazione corporea o canora del ricevente. La danza, invece, viene vista al contrario come una diretta attivazione implicazione del corpo dove il gesto e il movimento accompagnano le note musicali.
Eppure il confine fra semplice ascolto della musica e danza è più sfumato di quanto non si potrebbe pensare. Anche distesi ad occhi chiusi, mentre ascoltiamo la musica stiamo sempre, a qualche livello, danzando. È questo il motivo per il quale ballare fa bene: è un’attività più naturale di quanto non crediate.
“Sono nata in riva al mare. La prima idea del movimento e della danza mi è venuta di sicuro dal ritmo delle onde.”
(Isadora Duncan)
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La musica nel corpo

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Il corpo è musica. Tutti i nostri processi fisiologici possono essere assimilati ad una musica, con un suo ritmo, delle sue pause e una sua melodia. Pensiamo ad esempio alla respirazione, alla contrazione/distensione dei muscoli volontari che ci permettono il movimento. Ma anche all’alternanza dei segnali elettrici del nostro sistema nervoso. Da questo punto di vista potremmo pensare al nostro corpo come ad una grande orchestra dove processi che funzionano a ritmi diversi devono accordarsi fra loro affinché la melodia finale risulti armonica. E se pensate che questa sia solo una metafora suggestiva inventata dagli psicofisiologi vi sbagliate. Prova ne è quello che accade nel nostro corpo, a livello subliminale, quando ascoltiamo della musica.
Anche se ci percepiamo fermi, passivi, in realtà il nostro corpo sta risuonando, sta letteralmente “vibrando” con il suono che arriva alle nostre orecchie. Nel nostro corpo avvengono infatti piccolissime variazioni di tensione muscolare di cui soggettivamente non ci accorgiamo. Ma i muscoli delle nostre braccia, delle nostre gambe o della schiena si stanno già attivando, possiamo dire che ad un livello subliminale stanno… danzando (Ruggeri, 1997; 2011)! Fare danza fa bene ed è qualcosa di connaturato al funzionamento psicofisiologico del nostro corpo!
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Perché ballare fa bene
Diversi studi confermano i molteplici benefici della danza per mente e corpo. Si tratta di un’attività complessa multisensoriale in grado di apportare dei benefici a più livelli (Bonaviri, 1984).
A livello fisico ballare aiuta a mantenere il corpo in attività, migliora la postura e la coordinazione. Ed è qualcosa che può essere praticato anche in tarda età. Ma non solo, promuove anche una migliore consapevolezza dei confini corporei, delle singole parti e del movimento del corpo nello spazio.
Da un punto di vista neurocognitivo, la danza favorisce il potenziamento di memoria, concentrazione e attenzione. Imparare dei passi di danza migliora queste facoltà e promuove un parziale recupero di quegli automatismi corporei intaccati da malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson.
A livello psicologico ballare fa bene perché promuove un’espressività integrata mente-corpo che riporta la mente sul qui e ora dell’esperienza sensoriale contrastando ansia e stress e promuovendo una migliore conoscenza di sé. Da diversi anni, ad esempio, viene praticata la tangoterapia sia a scopo di crescita e viluppo personale, che riabilitativo.
Il vostro corpo sa già ballare, anzi in qualche modo lo sta già facendo, non vi resta che… lasciarvi andare!
“Non lasciare che i cattivi pensieri paralizzino la tua mente. Insegna loro danza.” (Proverbio Indiano)
Giornata Internazionale della Danza

Per celebrare le molteplici virtù del ballare è stata istituita la Giornata Internazionale della Danza che cade il 29 aprile di ogni anno. Decisa nel 1982 dal Comitato Internazionale della Danza del CID-UNESCO per onorare Jean-Georges Noverre, nato proprio il 29 aprile e considerato il fondatore del balletto moderno. L’iniziativa risponde all’obiettivo di sostenere la danza come patrimonio culturale immateriale e mezzo di dialogo interculturale.
Ogni anno la celebrazione della danza coinvolge diverse realtà come artisti, scuole, istituzioni e appassionati in tutto il mondo.
Cristina Rubano
Psicologa, specialista in Psicologia della Salute e Psicoterapeuta
Bibliografia
Bonaviri G. (1984), La Danzaterapia. Roma, Kappa.
Fiori, M. (2007), Il Corpo è Musica, la Musica è Corpo. (Un’analisi psico-fisiologica), Notiziario dell’Associazione Culturale “Anton Rubinstein” di Roma, Anno IV n. 3.
Ruggieri, V. (2001), L’Identità in Psicologia e nel Teatro. Ed. Scient. Ma.Gi. Roma.
Ruggieri, V. (1997), L’Esperienza Estetica. Armando Editore.
Articolo aggiornato il 29-04-2026




