Palindromo è un termine che deriverebbe dal greco antico il cui significato letterale è “che può essere percorso in entrambi i sensi”. Si tratta di una sequenza di caratteri, sia parole, frasi che numeri, che letta al contrario rimane invariata.

Nell’antichità è sempre stato un termine legato al simbolo del divino. Qualche esempio: “Ne-ro-ne” oppure “1991”, “2002”. In parole povere che li si legga da sinistra a destra o da destra a sinistra, rimangono invariati. L’inventore sarebbe stato il poeta greco Sotade, che visse ad Alessandria d’Egitto nel III secolo, ma le fonti sono incerte.

Sembrerebbero esserci 9 numeri palindromi di due cifre, 9 numeri palindromi di 1 cifra (dallo 0 al 9), 90 numeri palindromi di 3 cifre e 90 con 4 cifre e via dicendo.

Si ritiene inoltre che se si prende un numero, si invertono le sue cifre, si somma a quello iniziale il numero così ottenuto, si ottiene prima o poi un palindromo. Il più piccolo numero che sottoposto a questo procedimento non diventa palindromo sarebbe il 196.

Il palindromo, per la sua natura bifronte, include in sé i poli opposti: maschile e femminile, luce e buio, bianco e nero, destra e sinistra e così via, ribadendo la validità della formula, “così in alto così in basso”, di Trismegisto.

Il palindromo più famoso degli ultimi anni

L’11 novembre 2011, alle 11:11 e 11 secondi si è verificato uno dei palindromi numerici più lunghi legati al numero 1. Difatti la sequenza, letta al contrario, rimane immutata. In quella data, come spesso accade quando di mezzo ci sono i palindromi, fu tutto un fiorire di teorie apocalittiche: si parlò di inizio della fine, di giorno del giudizio, sbarco di alieni imminente e molto altro ancora. La presenza del numero 11, che ricorreva tre volte, “peggiorò” la situazione visto che si tratta di un numero importante, a quanto pare portatore di sventure e questo perché lo si riscontra in situazioni, parole, avvenimenti scomodi. Per esempio si dice siano 11 le lettere dell’espressione “Ultima Cena”, e che lo stesso termine Apocalypsis sia formato da 11 lettere, e così via. In realtà la simbologia dell’11 è molto più complessa ma si sa, basta qualche esempio negativo, o all’inverso positivo, per manipolare a seconda delle esigenze la numerologia e così tante altre discipline.

Parole bifronti o palindromi“, leggiamo su ccsg.it, “trovano un’applicazione rituale anche nel mondo della stregoneria moderna. Il cantrip, ad esempio, «è una formula magica ufficiale che si legge allo stesso modo partendo dall’inizio o dalla fine. Si dice che essa sia molto potente.” Difatti il motivo per cui i palindromi, numerici e non solo, suscitano tanto fascino in ambito new age è proprio dovuto ai loro impieghi magici. Qui tuttavia non è mia intenzione confermare o meno la loro validità, mi interessa semplicemente offrire una panoramica sui loro impieghi e le loro origini.

Palindromi nell’enigmistica

L’utilizzo dei palindromi sotto forma di parole o frasi è molto frequente in enigmistica, dove essi vengono però distinti dai bifronti, la cui lettura inversa produce parole sensate ma non uguali alla parola originaria.

Laura De Rosa
yinyangtherapy.it