“Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta.”
(Oscar Wilde)

Stupore, ammirazione, incanto,… Chiamala, se vuoi, meraviglia.

La meraviglia è la mia meditazione preferita: non puoi meravigliarti se non sei nel qui e ora, non puoi sentire la poesia del mondo se non sei centrato in te e metti a tacere la mente, non puoi vedere la bellezza che ti toglie il fiato se non c’è pace in te.

fare progetti

Certo, la meraviglia è sfuggente, dura solo un’istante, ma nello stesso tempo è eternità.

Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte solo un secondo.”

Ed è difficile parlare di meraviglia, descrivere ciò che ti fa rimanere senza voce, perché fa parte del misterioso trittico della vita, dove si posiziona tra l’amore e la morte, o forse le contiene tutte e due, chissà?

Ciò che è certo, è che se non c’è, la vita diventa un lungo percorso tetro e noioso, un inferno di cui ci si libera solo una volta arrivati al termine; tanto vale imparare a raccogliere quegli attimi d’infinito: pare che sia l’unica cosa che potremo portarci nell’aldilà.

Non sarebbe bello pagare il buon vecchio Caronte con tramonti e cieli stellati?

Imparare a meravigliarsi significa andare oltre il proprio Ego

Nell’istante stesso in cui provi stupore, accadde un miracolo: sparisci, la tua personalità si disintegra, la tua identità si dissolve, il tuo ego esplode gioiosamente in mille pezzi e si unisce al mondo, diventi Uno e Tutto nello stesso tempo.

emozioni

Per un’istante, tutto torna al suo posto e senti che in qualche modo il mondo ti nutre, ti accoglie, ti svela la sua magnificenza. Per un’istante diventi parte di qualcosa di molto più grande, e allora chi sei? L’orizzonte che accoglie il sole che tramonta, il cielo che si sposa col mare, sei il vento, sei le stelle, sei il canto delle foglie, il profumo dei pini in mezzo alla foresta, sei il cuore che ti esplode di una gioia senza nome in mezzo al petto, sei le lacrime di felicità che ti scivolano sulle guance…

Dopotutto, meravigliarsi è un po’ come fare l’amore con L’universo: è un’esplosione di gioia, è estasi. È un’esperienza mistica.

Per imparare a meravigliarsi, bisogna guardare il mondo con gli occhi di un bambino

bambina col suo albero

E dove si nasconde la meraviglia se non nelle cose semplici? Osserva i bambini piccoli, si stupiscono di tutto: la rugiada diventa dei piccoli diamanti che la notte ha lasciato cadere sull’erba, le nuvole sono delle pecore magiche che si trasformano in continuazione, il vento parla di storie fantastiche; si incantano con la bellezza del mondo, provano dei piaceri semplici: girare il cuscino dal lato più fresco, sentire l’acqua che scorre tra le dita, accarezzare l’erba.

È importante non perdere l’abilità di guardare il mondo con gli occhi dei bambini, perché sono loro i custodi della meraviglia. Il loro segreto per meravigliarsi è nell’attenzione: sono talmente assorti in ciò che fanno che il mondo intorno a loro non esiste più, l’oggetto del loro stupore diventa una porta verso altri mondi.

“La capacità di provare ancora stupore è essenziale nel processo della creatività.”
(Donald Winnicott)

Ma col tempo, la meraviglia è diventata quasi sinonimo di infantile, immaturo; ci siamo disincantati per provare a noi stessi di essere cresciuti, ma siamo solo diventati dei bambini feriti che hanno perso il contatto col mondo: il problema è che ora “giochiamo” alla guerra con delle armi vere, ci comportiamo da irresponsabili verso un pianeta che usiamo come pattumiera, lasciando in giro per i prati e in mezzo al mare, i nostri “giocattoli”, ora molto più costosi (televisori, biciclette rotte, rifiuti vari…), ecc.

Siamo forse diventati più maturi rinunciando alla meraviglia, rifiutando di provare piacere nello stare al mondo, nel farne parte, o siamo solo diventati più tristi?

“Lo stupore, piuttosto che il dubbio, è la fonte della conoscenza.”
(Franklin Pierce Adams)

Cosa ti succederà se imparerai a meravigliarti?

In uno studio scientifico condotto nel 2003 dagli psicologi Dacher Keltner e Jonathan Haidt, per la New York University, intitolato Approaching Awe, A Moral, Spiritual And Aesthetic Emotion è emerso che la meraviglia ha degli importanti effetti benefici su di noi: oltre a dilatare il tempo, ci aiuterebbe a ridurre lo stress e a dare un senso più ampio alla nostra vita.

Ma nello specifico, ci sono almeno 4 motivi per i quali è importante accogliere il senso di meraviglia nella tua vita.

accogliere la meraviglia

1. La tua percezione del tempo cambierà

Quando provi stupore, è come se il tempo si fermasse, si potrebbe dire che per un’istante, quella dimensione si dilata, si allarga, è come se tu riempissi il tuo tempo di vita. In quegli attimi sfuggenti, crei dei punti luminosi sulla tua linea temporale, dei piccoli attimi di infinito che ti danno la sensazione di avere più tempo a disposizione.

2. Diventerai più creativo

Il senso di meraviglia espande il tuo pensiero, facendoti toccare con mano una dimensione extra-ordinaria da dove attingere idee nuove, creative, a volte visionarie. È il pane degli artisti, il nutrimento primario dell’Arte.

“L’artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno.”
(Pablo Picasso)

3. Ti aiuterà ad avere più fiducia nella vita

I momenti di meraviglia ti ricordano quanto la vita sia preziosa ed unica, sono la luce in fondo al tunnel, ciò che ti aiuta a non mollare e andare avanti. Ti aiuta a capire che c’è qualcosa di molto più grande, lì fuori. Questo senso di fiducia verso la vita tranquillizza e rasserena. Ti aiuta a dare un significato più ampio alla tua vita.

4. Ti riconnetterà con la natura

La natura è madre della meraviglia: è nel canto degli uccelli, nella brezza del vento, nei fulmini, nelle stelle, nei colori dei fiori che fanno arrossire i prati, nei tramonti, che troverai la bellezza del mondo. È lì che rimarrai col fiato sospeso e che capirai che le parole non possono descrivere ciò che conta davvero.

“La vera arte di vivere consiste nel vedere il meraviglioso nella vita quotidiana.”
(Pearl S. Buck)

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it