I giudizi e le critiche degli altri possono fare molto male ma quelli che feriscono di più sono quelli che esprimiamo nei nostri confronti, perché sappiamo essere crudeli e spietati verso di noi, sappiamo dove colpire per infierire. Il dolore che ci creiamo incoscientemente, quasi per abitudine, ci impedisce di essere contenti dei nostri piccoli traguardi, di esprimere liberamente le nostre opinioni, di far prendere alla nostra vita il corso che più ci rispecchia; in poche parole, il giudicarci ci blocca nell’essere noi stessi perché una piccola voce maligna continua a ripeterci che quello che siamo non basta.

Quando si parla di non-giudizio, siamo abituati a pensare che sia un attitudine da tenere soprattutto verso gli altri ma non ha senso se, mentre ci alleniamo ad essere più compassionevoli verso gli altri, siamo crudeli verso noi stessi: presto o tardi ricadremo nella trappola del giudizio, ecco perché è meglio fare un passo alla volta e cominciare da noi.

La voce della critica interiore e il piccolo bullo mentale

Quella voce malefica la sentiamo da quando siamo piccoli. All’inizio era la voce dei nostri genitori, dei maestri di scuola o dei compagni di classe; e man mano che il tempo passava, somigliava sempre di più alla nostra. Ci hanno ripetuto così talmente tante che volte che eravamo sbagliati, cattivi, brutti, incapaci che una parte di noi ci ha creduto.

guardare la propria rabbia

Forse sarebbe bastato sostituire il verbo “essere” con “fare” per evitarci di identificarci con tutte quelle parole e farle nostre; perché è più facile cambiare un comportamento che un’identità. Col tempo e la ripetizione, una parte di noi ha registrato tutte quelle piccole frasi assassine e ce li ripete da allora come un disco rotto, e noi le ascoltiamo come quando eravamo bambini, e ci crediamo.

Il problema è che di fronte a questa voce che ci giudica sempre, ci comportiamo come se di fronte avessimo chi sa quale figura autoritaria quando, in realtà, è solo un piccolo frammento della nostra mente che fa la voce grossa: è solo un piccolo bullo mentale.

Come comportarti col tuo piccolo bullo mentale

Quando ti accorgi di giudicarti, fai un piccolo passo indietro e non rispondere alla provocazione del tuo piccolo bullo mentale: lui cerca solo di farti reagire emotivamente, perché questo ti porta sul suo terreno di gioco preferito. Ma ora sei un adulto e se vuoi evitare che quel bullo ti rovini l’esistenza, non devi lottare contro di lui, devi solo osservarlo con compassione: dopotutto è sempre una parte di te.

Perché? Dietro a quell’aspetto di te che ti spinge a giudicarti in continuazione, c’è il tuo bambino interiore che non sa come disfarsi dalle ferite emotive ricevute in passato. Per tutte le cose ingiuste che gli sono state dette, non si sente amato, valorizzato, riconosciuto; e tutti i colpi che ha ricevuto, li vuole rendere, perché quella violenza è la realtà che lui conosce.

Se risponderai alle sue provocazioni, lo incentiverai a fare di peggio; se invece lo osserverai con benevolenza, se ti comporterai nei suoi confronti come un adulto gentile e maturo che non lo giudicherà per le sue fragilità ed insicurezze, allora lui smetterà di agire con violenza nei tuoi confronti. Non lotterà più contro di te perché si sentirà accolto e benvoluto.

Pensaci. Come ti avrebbe fatto sentire se, nel momento in cui ti sentivi un totale incapace da bambino, un adulto ti avesse abbracciato e ti avesse detto: “Ciò che fai non toglie valore a ciò che tu sei per me; ti voglio bene anche se sbagli. Non c’è bisogno di essere perfetto nella vita”?

Smettere di giudicarti così duramente (e credere nel mito della perfezione) ti aiuterà a vivere meglio con te stesso e anche ad aprirti al mondo, a giudicare meno gli altri. Il tuo non-giudizio interiore si rispecchierà progressivamente anche fuori.

Impara ad essere gentile verso di te invece di giudicarti

Non siamo abituati ad essere gentili nei nostri confronti, a volerci bene, a vederci con benevolenza, ad accogliere le nostre mancanze come aspetti che possiamo migliorare nel tempo; ecco perché è importante allenarci ad essere compassionevole verso di noi. Se vogliamo cominciare a vivere bene, dobbiamo smettere di farci violenza e pensare che per essere amati bisogna essere i migliori.

L’amore non è una medaglia al valore perciò anche se la tua vita non è come la vorresti, anche se hai fallito all’esame, anche se non fai il lavoro dei tuoi sogni e arranchi per arrivare a fine mese, anche se nella tua vita hai commesso errori, osservati con comprensione. Tu sei degno d’amore dal momento in cui sei stato concepito.

Allenati ad essere paziente verso di te, a rispettare i tuoi ritmi, a non pretendere sempre il massimo o a spingerti al limite: abbastanza può bastare, non devi farti violenza. Accogli con benevolenza i diversi aspetti di te, anche quelli che non ti piacciono, perché fanno parte del tuo essere: impara a conoscerli, a capire qual è il loro dono, la loro lezione. Magari ciò che giudichi così duramente potrebbe nascondere sotto la sua corazza un piccolo diamante.

Prova a cambiare atteggiamento verso di te e la tua vita seguirà

Potremmo allenarci alla gentilezza, alla tenerezza, al rispetto verso di noi; potremmo cominciare a comportarci con più rispetto verso i nostri sentimenti, verso il nostro corpo; potremmo imparare ad essere più pazienti e comprensivi, più consapevoli che le nostre azioni e i nostri pensieri possono ferirci o guarirci.

Potremmo metterci la mano sul cuore ogni tanto e perdonarci per tutte quelle volte in cui ci siamo fatti del male e non ci siamo rispettati, per tutte le parole crudeli che ci siamo detti davanti allo specchio, per il dolore che ci siamo inflitto, per tutte le bugie dette e nelle quali abbiamo creduto.

Potremmo perdonarci per tutto questo e sentire sotto la nostra mano quel battito che ci accompagna da così tanto tempo e dirci che sì, tutto sommato, quel cuoricino che abbiano nel petto merita di essere felice, di sentirsi protetto e amato, di essere in salute, di vivere bene.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it