E anche la bella stagione giunge alla sua fine! Ma prima di lasciarti tra le braccia dell’autunno con le sue giornate uggiose, le tisane alla cannella e le copertine sulle ginocchia, l’estate ti regala un ultimo spettacolo: la Luna del Raccolto, con le sue lezioni profonde e quel potere mistico in grado di influire sui tuoi sogni.

Se pensi che la Luna abbia effetti solo sulle maree, ti invito a fare un piccolo esperimento: osserva come il tempo atmosferico cambia in prossimità del novilunio e del plenilunio; ti potrebbe riservare alcune sorprese (e grandi comprensioni).

Inoltre, il calendario lunare è estremamente importante per l’orto per sapere quando seminare o quando mettere a dimora le piantine: prova che la Luna ha un effetto alquanto curioso sulla crescita in generale, informazione che potresti sfruttare a tuo favore, a patto di sapere come fare.

Quindi, se vuoi cominciare a sperimentare l’influenza della Luna, ti do appuntamento per il plenilunio la notte tra sabato e domenica, anche se l’ora esatta del suo massimo splendore sarà alle 13:58 di domenica 26 agosto (sul nostro territorio).

La storia della Luna del Raccolto: impareremo mai la lezione?

Siccome poesia e magia camminano sempre a braccetto e sono forse le uniche porte in grado di aprirsi sul mondo della meraviglia e dell’inconscio, governati dalla Luna, pensavo che spiegarti il potere di questo plenilunio cominciando con una storiella era il modo migliore per piombarti nell’atmosfera giusta per risvegliare il tuo intuito e la tua sensibilità.

Esiste una storia che illustra a meraviglia la lezione della Luna del Raccolto e che sicuramente ti riporterà in memoria alcuni ricordi d’infanzia: è la storia della Cicala e della Formica, scritta da Esopo e ripresa e divulgata da Jean de La Fontaine. Te la riporto nella sua integralità nel caso non te la ricordassi:

La Cicala che imprudente
tutto estate al sol cantò,
provveduta di niente
nell’inverno si trovò,
senza più un granello e senza
una mosca in la credenza.

Affamata e piagnolosa
va a cercar della Formica
e le chiede qualche cosa,
qualche cosa in cortesia,
per poter fino alla prossima
primavera tirar via:
promettendo per l’agosto,
in coscienza d’animale,
interessi e capitale.

La Formica che ha il difetto
di prestar malvolentieri,
le dimanda chiaro e netto:
– Che hai tu fatto fino a ieri?
– Cara amica, a dire il giusto
non ho fatto che cantare
tutto il tempo. – Brava ho gusto;
balla adesso, se ti pare.

Severa ma giusta.

Cosa insegna questa storia? Che la vita, in un modo o nell’altro, ti dà il resto delle tue azioni, con gli interessi maturati.

Dal frutto si riconosce l’albero” dicevano i nostri vecchi e avevano ragione; ecco perché questo periodo dell’anno è così tanto importante: ti aiuta a fare il punto della situazione in base a ciò che stai raccogliendo, così non puoi illuderti di essere una formica se tutto ciò che ti ritrovi tra le mani è un pugno di mosche.

Fatti le domande giuste

Il tuo raccolto parla di ciò che hai seminato realmente, perché la natura non inganna: ciò che semini, crescerà. Se i frutti del tuo lavoro non sono quelli che speravi, allora devi farti un paio di domande:

1. Cosa ho seminato realmente per raccogliere tutto ciò?

In base ai frutti, riconosci l’albero. Osserva bene ciò che ti sta tornando indietro ora e valutalo bene in modo da capire da dove proviene. Questo esercizio ti aiuterà a capire la natura dei tuoi semi, perché se semini vento, sai bene come sarà il raccolto.

Ovviamente, ci vuole una buona dose di obiettività per fare questo esercizio, e soprattutto di sincerità (e umiltà) verso te stesso/a perché il nemico n°1 che ti depisterà in questo lavoro introspettivo è la paura di sbagliare, di esserti in qualche modo macchiato in modo indelebile.

Errare è umano ed è un tuo diritto sbagliare, ma è anche un tuo dovere imparare dai tuoi errori e rimediare; quindi non temere di guardare in faccia la realtà: quella è l’unica via se vuoi cambiare le cose.

2. Ero consapevole di ciò che stavo facendo?

Questo è un punto dolente perché a volte arriviamo a pensare, ingenuamente, che la vita ci capita; vuoi perché pensiamo che siamo in qualche modo predestinati a ciò che ci accadde, di non avere potere sulla nostra vita.

Se così fosse che ne sarebbe del libero arbitrio, della facoltà di pensare con la propria testa? Il vivere la propria vita in modo passivo è una scelta, non una fatalità. Il problema è che pensare che le cose siano predestinate ci deresponsabilizza, e questo è gravissimo perché in questo caso rimettiamo nelle mani di qualcun altro il potere di guidare la nostra esistenza.

Questa domanda va quindi ad approfondire la prima sulla natura dei tuoi semi, perché se tu hai seminato su indicazioni di altri e ciò che ne raccogli ti danneggia, non è solo di consapevolezza di cui hai bisogno, ma anche di coraggio: quello di riprendere la tua vita in mano e di separare il grano dalla gramigna.

campo di grano

Ma la domanda più importante da farti in questo momento è…

Cosa voglio fare di questo raccolto?

Perché quest’ultima luna dell’estate ti parla di raccogliere i tuoi frutti ma anche di valutare cosa farne. Ogni frutto è infatti custode di innumerevoli semi e quindi di alberi in potenza. Se non sei soddisfatto/a di ciò che hai raccolto, è inutile ripetere gli stessi errori sperando che il risultato cambi.

Se continui a piantare rovi, non pensare di raccogliere rose.

Sono domande semplici ma se sarai in grado di dedicarci il tempo necessario, potrebbero davvero cambiare il tuo modo di approcciarti alla vita e spero che accoglierai questa opportunità, perché c’è qualcos’altro di cui vorrei parlarti, qualcosa che mi sta a cuore.

Abbiamo parlato di ciò che ognuno di noi può fare nella sua vita quotidiana per rettificare il tiro, ma l’essere umano è anche un essere sociale, che si raggruppa secondo la sua natura e i suoi interessi, e c’è un macro-gruppo al quale apparteniamo tutti: siamo abitanti della Terra, e come comunità globale, stiamo raccogliendo i nostri frutti, proprio in questo mese, e devo dire che sono amari…

Earth Overshoot day: globalmente siamo tutti delle cicale!

L’Earth Overshoot Day, avvenuto il 1 agosto, è stato il giorno in cui abbiamo esaurito le risorse naturali che ci servivano per tutto il 2018 (il nostro consumo di risorse è più veloce delle capacità rigenerative della Terra), ciò significa che abbiamo già esaurito la nostra eredità e che stiamo vivendo “in prestito”, sulle spalle delle future generazioni: da un mese abbiamo già cominciato a bruciare le risorse del 2019.

Perciò, quando parliamo di raccolto, dobbiamo allargare lo sguardo a ciò che siamo: non siamo semplici giardinieri nella nostra vita che tentano di fare un buon raccolto strappando via le erbacce, ma siamo noi stessi frutto e albero: il frutto delle generazioni passate e l’albero che permetterà alle generazioni future di svilupparsi e maturare.

Abbiamo un grande compito da portar a termine: fruttificare bene, lasciare a chi verrà dopo di noi la possibilità di vivere su questo bel pianeta, la nostra casa, senza lasciare a loro l’onere di rimettere insieme i cocci. È una questione di responsabilità, di maturità, dobbiamo farci carico del nostro raccolto.

Abbiamo cantato per decenni, pensando che l’estate non sarebbe mai terminato, ma l’inverno sta arrivando.

Ora c’è un’ultima domanda che devi farti, la più importante di tutte, quella che avrà più conseguenze sulla tua vita come essere umano:

Vuoi essere come la formica o come la cicala?

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it