Quante aspettative culliamo dolcemente già dall’infanzia e finiscono per frantumarsi a terra, come delle sfere di cristallo nelle quali avevamo sognato un futuro che non si sarebbe poi realizzato? Questo è ciò che fanno le aspettative: ci accarezzano di illusioni facendoci credere di essere la chiave della felicità, fino al brusco e crudele risveglio. Aspettarsi che qualcosa segua i nostri piani o che qualcuno si comporti come lo immaginiamo nella nostra mente significa credere di essere padroni dell’infinito ventaglio di possibilità di cui la vita è custode; ed è questa illusione che ci allontana dalla felicità e non l’aspettativa frantumata ai nostri piedi. L’aspettativa è una prigione mentale di cui è importante liberarsi se vogliamo vivere più serenamente.

L’aspettativa è una strategia disfunzionale per fuggire dal dolore

Creiamo le aspettative sulla base delle esperienze che abbiamo fatto in passato, durante la nostra infanzia, per esempio; e più queste sono dolorose e pregne di difficoltà e più tenderemo a chiuderci in un copione prestabilito in base alle nostre speranza per evitare un’eventuale ripetizione degli eventi che ci hanno marchiato a fuoco. L’aspettativa è in fine dei conti un tentativo, comprensibile anche se poco funzionale, di fuggire dal dolore.

Nel tentativo di non ripetere un evento doloroso, teniamo tutto sotto controllo: la vita deve fluire secondo i nostri piani, e ci aspettiamo che le persone recitino il copione che abbiamo immaginato nella nostra mente; e se ciò non si verifica, ci sentiamo traditi, feriti. In realtà questa sensazione di tradimento nasconde altro: ciò che sentiamo è l’infrangersi dell’illusione che ci eravamo costruiti e nel quale vivevamo, ma che di fatto non corrispondeva alla realtà. Quando la vita incontra un’aspettativa, la fa esplodere in mille pezzi. E lo fa per il nostro bene.

I tempi dell’aspettativa: dal passato imperfetto al futuro più che perfetto

Nel crearci delle aspettative contempliamo due tempi: il passato e il futuro, saltando bellamente l’unico tempo realmente importante, il presente. In base al passato imperfetto che abbiamo esperito e che vogliamo evitare, ci costruiamo un piano per un futuro perfetto che, secondo i nostri calcoli, dovrebbe portarci dritto verso la realizzazione, possibilmente senza deviazioni.

Costruiamo questo progetto per il futuro dimenticando un fattore importante che non mancherà di metterci i bastoni tra le ruote (perché è così che lo percepiremo quando succederà), ovvero che la vita fluisce liberamente senza chiedercene il permesso.

Nel tentativo di imbrigliare la realtà nella nostra strategia perfetta, ci dimentichiamo di vivere il presente con ciò che ci offre la vita, rimaniamo chiusi nella nostra bolla ostinandoci a chiedere sempre la stessa cosa, inconsapevoli se alla fine dei conti ciò che chiediamo è realmente ciò di cui abbiamo bisogno per realizzarci. Non contenti di impuntarci su una richiesta, esigiamo pure dal mondo che segua le modalità che abbiamo minuziosamente panificate, senza omettere il minimo dettaglio; ma la vita è creativa, è artista, e non può accettare delle regole così rigide; ecco perché fa saltare in aria gioiosamente tutti i nostri piani: non ci sta, si ribella, e a darle man forte c’è anche una parte di noi, quella che custodisce il nostro potenziale e vuole farlo emergere.

Gli effetti collaterali dell’avere aspettative

Potremmo pensare che il risveglio dell’illusione sia l’effetto collaterale peggiore del serbare aspettative per il futuro e invece ci sono altri aspetti da tenere in considerazione e che spesso non notiamo. Sono spesso questi effetti collaterali che ci rendono la vita più difficile di quella che è; ecco cosa fanno le aspettative:

Ci rendono fragili emotivamente: la richiesta di controllo costante porta ad un considerevole livello di stress e tensione interiore. In poche parole, ci vuole poco per scatenare in noi delle reazioni emotive eccessive.
Ci limitano nel considerare alternative per giungere alla nostra realizzazione: visto che abbiamo pianificato assolutamente tutto, ciò che non è contemplato nel nostro piano non è degno di uno sguardo e non viene minimamente preso in considerazione. L’aspettativa lentamente si trasforma in dogma.
Inaspriscono i rapporti con gli altri: spesso, serbiamo aspettative nei confronti degli altri, dimenticandoci che ogni persona è un mondo in evoluzione, tutto da scoprire, e che non possiamo imbrigliarle in un ruolo che rispondi alle nostre esigenze. L’aspettativa nega lentamente l’identità degli altri fino a considerarli come meri servi dei nostri piani.

È possibile vivere senza aspettative per essere più sereni

C’è un’unica grande cosa che continua a rovinarci la vita: l’aspettativa.
Riguardo a persone, eventi, progetti, lavori. Ci aspettiamo sempre qualcosa, sempre troppo. Dagli altri e da noi stessi. E quando quella persona non fa quello che ci aspettiamo o quel progetto non va secondo le nostre previsioni o accade l’inaspettato ci sentiamo disorientati, feriti, colpiti nell’anima. Tutte le nostre forze sono indirizzate all’aspettativa.

Il nostro tempo, i nostri pensieri, le nostre energie sono risucchiate in questo vortice infernale, ancorati ad un passato che ci obbliga a vivere nell’attesa di quel futuro sperato. La soluzione per liberarci da questa prigionia quotidiana è tanto semplice quanto complessa: smettiamola di avere aspettative. Attenzione non sto parlando di sogni, ma di aspettative.

I sogni sono il nutrimento della nostra anima, sono i fari che illuminano il nostro cammino, sono il fuoco della nostra esistenza. Dobbiamo alimentarli, mutarli, renderli vivi, esaudirli. L’aspettativa è attendere che quella cosa accada e investire tempo ed energia vitale in quest’attesa. È un vero e proprio ladro della nostra vitalità. Se quella persona non si comporta come noi ci aspettiamo ci sentiamo feriti, se quel progetto non si realizza ci sentiamo persi. È sano provare emozioni di disagio se qualcosa non va secondo i nostri piani ma fissarsi in questo ci rende sterili di vita. Dobbiamo invece drizzare le antenne della nostra anima, spalancare gli occhi della nostra comprensione e soprattutto aver fiducia nella Vita. Una completa e rilassata fiducia nella Vita.

Lei sa che certe cose ci devono o non ci devono accadere per insegnarci grandi lezioni. Lasciate quindi le redini delle vostre convinzioni, apritevi al nuovo, al diverso, a ciò che non conoscete, all’inaspettato e divertitevi ad interpretare il disegno della vostra vita. Finalmente godendovi con gusto il vostro meraviglioso presente. Dite addio all’aspettativa.

Ora potete proseguire il vostro cammino con un bagaglio più leggero e gioioso! Buon viaggio rivoluzionario!”
(Elena Bernabé)

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
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