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La Fiaba della Nascita dei Papaveri

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Il papavero lo vediamo in primavera spuntare timoroso in mezzo alle spighe di grano, come un fermaglio rosso tra i capelli di una principessa bionda, sui bordi di strade e ferrovie oppure nei prati verdi puntinati di mille colori, ma lui spicca con la sua conformazione esile e con il suo colore acceso.

Simbolo di pigrizia, il papavero rosso è da sempre conosciuto per le sue proprietà sedative e antispasmodiche, si narra che una volta gli amanti usassero prendere in mano un petalo di papavero e che se stretto nel pugno scrocchiava allora era segno di fedeltà verso il partner.

A Londra la prima piscina senza cloro [Foto e Video]

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Il cloro usato per depurare l’acqua delle piscine è nocivo?

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Le acque delle piscine pubbliche vengono depurate grazie al cloro. Vi siete mai chiesti però cos’è questo agente disinfettante?

Su Wikipedia si legge che il cloro è “È un potente agente ossidante, sbiancante e disinfettante. Sotto forma di anione cloruro Cl- è un componente del comune sale da cucina (o cloruro di sodio) e di molti altri composti, è molto abbondante in natura e necessario a quasi tutte le forme di vita, compreso l’organismo umano (il sangue umano contiene infatti una discreta quantità di anionecloruro)”.

Carlo Cignozzi, l’uomo che sussurra alle vigne

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”L’uomo che sussurra alle vigne” è un libro molto, molto particolare: è la storia autobiografica di Carlo Cignozzi, ex avvocato che dal 2006 ha iniziato una esperienza entusiasmante.

Proprietario di un appezzamento agricolo in Toscana, un bel giorno ha deciso di impiantarvi un vigneto dove l’uva cresce al suono della musica classica, in particolare quella di Mozart. L’idea gli era venuta dopo che aveva appreso degli esperimenti che provavano la sensibilità delle piante alle vibrazioni acustiche. D’accordo con gli esperti delle Università di Pisa e Firenze, Cignozzi ha quindi collocato nel suo vigneto quattrodici casse acustiche speciali, che gli sono state donate apposta da una notissima casa costruttrice di casse acustiche iper professionali. I risultati, monitorati dalle due Università, sono veramente stupefacenti: le piante di Sangiovese coltivate con le note di Vivaldi e Mozart sono cresciute il 50 per cento in più del normale, sono maturate in anticipo e non hanno sofferto di attacchi da parte di fastidiosi parassiti.

7 idee originali per arredare casa con le piante grasse

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Succulente, invitanti, versatili, buffe, le piante grasse sono ormai entrate a far parte della nostra quotidianità, specialmente per chi è sprovvisto di pollice verde. Perché si sa, una pianta richiede cure, amore e pazienza, come un bambino che va seguito giorno per giorno. Ma le piante grasse, rispetto ai loro simili, sono capaci di badare a se stesse, inaspettatamente autonome, fiere e un tantino inquietanti. E’ sufficiente seguire alcuni semplici accorgimenti per farle durare nel tempo, in perfetta forma. Temperatura intorno ai 20 gradi, terriccio drenante, esposizione alla luce del sole (almeno in alcune ore del giorno), sono questi gli elementi più importanti per assicurare loro lunga vita. Ma al di là degli aspetti pratici, come utilizzarle dal punto di vista decorativo? Ecco 7 idee originali per arredare casa con le piante grasse.

Come creare una serra fai-da-te in modo gratuito!

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Creare una serra fai-da-te per proteggere le proprie piante e i propri ortaggi

Il giardinaggio, per molti, è un hobby rilassante e molto gratificante. Prendersi cure delle piante e coltivare il proprio orticello, sempre ricco di ortaggi freschi ma sopratutto genuini, è un obiettivo davvero importante da raggiungere per chi ama dedicarsi a quest’attività.

Ma affinchè ciò avvenga, bisogna essere provvisti anche di una serra che protegga queste piante quando le condizioni climatiche possono essere un problema: in autunno e in inverno, infatti, le ripara da quelle temperature molto basse e gelide, mentre in primavera ne ritarda l’eventuale germinazione precoce e le ripara dalle gelate tardive, assicurando una temperatura più omogenea.

Bonsai: come prendersene cura in 4 mosse

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Il Bonsai è un’opera d’arte vivente, un amico silenzioso che ci accompagna nelle nostre giornate, che ci osserva, silente, proprio come fanno gli alberi in natura, con la stessa calma e la stessa antica saggezza, di chi ascolta sapendo già quale sarà il finale.

Per sapere come prendersene cura, la prima cosa da chiarire è che questi piccoli alberi in vaso (bonsai significa proprio piantato in un piccolo contenitore) non hanno subito e non subiscono nessuna mutazione genetica e che non sono una specie di pianta nana.

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Tronchetto della felicità: pianta dalle mille virtù!

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Dracaena- tronchetto della felicità

Dracaena- tronchetto della felicità

Il tronchetto della felicità conosciuto anche col nome di Dracaena o Dracena, è una pianta d’appartamento appartenente alla famiglia delle Liliaceae, è una pianta molto semplice da mantenere ed è anche molto ornamentale.

La Dracaena è una pianta originaria dell’Africa tropicale e dell’Asia, e ci sono molteplici specie tra cui le più conosciute sono:

La Dracaena deremensis originaria di Derema, nell’Africa orientale, rimane più piccola rispetto alle altre specie e le sue foglie hanno delle bande bianche ai lati o al centro delle foglie.

La Dracaena Draco è originaria delle Canarie, viene molto grande, con foglie carnose e di un verde scuro.

Il Gelsomino: Una Pianta dai Mille Segreti

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❝La leggenda del gelsomino di M. Tibaldi
La notte in cui il Bambino nacque a Betlemme, nevicava e faceva un freddo terribile. Il divino Fanciullo si era addormentato di un sonno soave.
Ad un tratto, una raffica di vento impetuoso investì la capanna e la porta mal connessa, si spalancò
d’improvviso. Una folata d’arai gelida e di neve entrò nella stalla…. subito San Giuseppe corse a richiudere la porta. Ma un fiocco di neve si era posatosulla fronte del Bambino Gesù. 
Temendo che Egli si destasse la Madonna si chinò su di lui e, con un dolce bacio, tolse dalla fronte il bianco fiocco.
Miracolo! Esso non si disciolse al calore delle labbra ma si trasformò in un piccolo fiore dal profumo intenso e dai petali candidi. 
Il gelsomino era sbocciato dal bacio della Madonna sulla fronte del Bambino Gesù.❞
Questa pianta rampicante dal profumo inebriante ha anche diverse qualità che possono tornare utili al nostro corpo. La pianta è di facile coltivazione, cresce addirittura spontanea in Sicilia e resiste anche alle basse temperature, fino a -5 gradi non ha bisogno di venire coperta, ama il sole ma non sopporta il vento.
Ci sono molte specie di gelsomino, e fioriscono in diversi periodi, alcune anche in inverno, ma la maggior parte fiorisce dall’inizio della primavera ad autunno inoltrato.
Una leggenda narra che il gelsomino fu importato in Italia da Cosimo I De Medici detto “Gran Diavolo”, nel 1500; si dice che lui fosse innamorato di questo fiore al punto di voler essere l’unico possessore, e così ordinò ai suoi giardinieri di non regalarne a nessuno e di riprodurlo in molti esemplari. I giardinieri eseguirono l’ordine del loro signore fino a quando uno di loro regalò un rametto alla sua fidanzata, che volendolo fare durare di più, lo mise in piena terra; il rametto rimase verde a lungo, e la primavera dopo vegetò e mise nuovi fiori.
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I fiori di questa pianta hanno svariate proprietà, infatti vengono usati come sedativo, agiscono sull’attività celebrale e psichica, rendono il carattere più fermo e costruttivo, antidepressivo, afrodisiaco, rilassante, sedativo, cicatrizzante, antispastico e tonico uterino. Infatti il profumo di gelsomino si dice sia euforizzante e stimoli direttamente l’ipotalamo a produrre l’enkefalina, una sostanza che inibisce il dolore e procura uno stato di benessere e di felicità. Viene anche usato per facilitare il parto e nei casi di confusione mentale e shock.
Il gelsomino bianco significa amabilità e sensualità, mentre il gelsomino giallo è segno di felicità e si regala dopo una notte d’amore.
Se volete provare a farvi in casa un oleolito di gelsomino da spalmare sulla pelle secca potete riempire un vaso di vetro o ceramica con i fiori bianchi appena raccolti, facendo attenzione che non si ossidino e diventino scuri. poi vanno pressati leggermente e ricoperti di olio vegetale, meglio un olio leggero come olio di girasole o di vinacciolo.
Mettetene fino a coprire interamente i fiori e chiudete bene. Lasciate macerare per un paio di settimane, magari aggiungendo dei fiori nuovi ogni tanto e togliendone un po’ di quelli vecchi.
Finito il tempo di macerazione filtrate l’olio schiacciando bene i fiori attraverso un colino a trama fine. l’olio va conservato al buio e ben chiuso, meglio al fresco facendo attenzione che non diventi rancido. Usato sulla pelle le donerà morbidezza e una profumazione inebriante.
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Potete provare anche a fare uno sciroppo per la tosse che può essere anche allungato per farne delle bevande dissetanti.
In una pentola fate bollire 4 parti di acqua e 3 di zucchero in modo da avere uno sciroppo, lasciate raffreddare e unite 3 parti di fiori di gelsomino appena raccolti, prima che si scuriscano. far cuocere per almeno mezz’ora a fuoco basso, senza mai far sobbollire.
Dopo di ché spegnere e lasciare riposare per una notte.
Al mattino filtrare bene il tutto e spremere i fiori attraverso un filtro di garza. Conservare in un vasetto chiuso e in frigo.
Famoso è anche il tè al gelsomino, diffuso in Cina già migliaia di anni fa. La tecnica di produzione consiste nell’aggiungere al tè già essiccato dei boccioli di gelsomino freschi durante la notte, così che ne assorba l’aroma. Il processo deve essere ripetuto diverse volte, in seguito il tè deve essere essiccato nuovamente per rimuovere l’umidità raccolta dai boccioli freschi, i quali si possono togliere o lasciare per conferire un aspetto particolare. Questo tè è buono così, senza dolcificanti, latte o limone.

Quando la natura diventa arte: l’Eucalipto Arcobaleno, l’albero più colorato al mondo [Foto]

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Si chiama Eucalipto Arcobaleno (Eucalyptus deglupta), soprannominato “Rainbow Eucalipto“, e sorge nella foresta pluviale di Maui, nelle Hawaii.

Il nome, di certo, non è casuale: da come si può dedurre, infatti, si tratta dell’albero più colorato al mondo, e può assumere sfumature di verde, giallo, arancione e viola.

Sembra verniciato con appositi colori e pennelli, quasi come fosse un’opera d’arte realizzata da un pittore professionista, e invece no: non c’è in gioco alcuna vernice e l’unica artista, in questo caso, è la natura.

Alcune piante sono in grado di prendere delle complesse decisioni, ecco quali

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Le piante come sappiamo sono anch’esse degli esseri viventi, ma vi siete mai chiesti se hanno una memoria?

Ebbene sì, lo conferma un gruppo di scienziati dell’Helmholtz Centre For Environmental Research che ha fatto una sorprendente scoperta: anche le piante sono in grado di prendere delle complesse decisioni.

Gli studiosi insieme ai colleghi dell’Università di Gottingen, Germania, hanno difatti riscontrato che il Berberis (genere di piante della famiglia delle Berberidaceae, con una forma arbustiva e composte da fiori appariscenti, foglie pennate e a volte anche spine), sarebbe in grado di abortire i propri semi con l’obiettivo di prevenire l’infestazione dei parassiti.