L’origine dell’albero di Melo si può far risalire a Valilov, un territorio che comprende il Kazakistan al confine con la Cina, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Tagikistan, il Kirgizistan, ma alcuni ritrovamenti archeologici lo fanno risalire a periodi preistorici.

Ora è coltivato in tutto il mondo grazie alla diffusa coltivazione che ne fecero gli Egiziani, Greci e Romani; ad oggi sono conosciute circa 7.000 varietà di questa pianta.

albero di melo
Foto: Valeria Bonora ©2015

E’ risaputo che la mela è un frutto conosciuto da sempre, già Adamo ed Eva ebbero a che fare con questo frutto nel paradiso terrestre, conoscete tutti la storia del frutto proibito e del serpente, ma troviamo la mela anche nell’antica Grecia, prima della famosa guerra di Troia, quando Era, Atena ed Afrodite, le tre dee dell’Olimpo, incaricarono Paride di giudicare chi tra loro fosse la più bella, per decidere a chi assegnare il possesso di una mela d’oro.

Altra storia legata alla mela è quella di Guglielmo Tell, che colpì una mela sulla testa di suo figlio con una freccia, per dare prova della sua bravura.

Ma non è solo la mela ad entrare nella storia, anche l’albero di Melo ha diverse leggende legate a se, soprattutto nella cultura celtica, dove è simbolo di fertilità e di immortalità, e il suo legno veniva usato per forgiare le bacchette magiche dei Druidi.

Addirittura il nome della mitica Avalon, isola britannica legata alla leggenda di Re Artù, sembra derivi dal  fatto che fosse ricca di alberi di melo, da qui il nome che significa Isola delle Mele – Insula Pomorum.

albero di melo

Poi c’è una splendida leggenda che riguarda una tragica storia d’amore, quella di Ailinn.

Due amanti, Ailinn e Baile, dovevano incontrarsi ma uno spirito avvisò entrambi della morte dell’altro e Ailinn morì dal dolore nel sapere che Baile era morto e anche Baile morì di dolore nell’apprendere della morte della donna. Che tragico destino.

Una volta sepolti gli amanti, sulla tomba della donna nacque un albero di melo le cui fronde avevano l’aspetto del viso di Aillinn e su quella di Baile crebbe un tasso con le sembianze del suo volto.

“Non era destino che si incontrassero e che si amassero in vita”

Dopo sette anni i druidi tagliarono il tasso e il melo cresciuti sulle tombe per ricavarne delle tavolette, sulle tavolette di tasso i poeti dell’Ulaid scrissero versi mirabili d’amore, mentre i poeti del Lagin le scrissero su quelle di melo. In occasione del giorno di Samhain, tutti i poeti di Eriu si riunirono per i festeggiamenti indetti dal Re Cormac portando con sé le loro tavolette; quando queste furono una di fronte all’altra, volarono per incontrarsi: “congiungendosi come l’edera che si avvolge attorno ad un ramo”…e non fu mai più possibile disgiungerle.

Anche in Nordamerica esistono leggende legate all’albero di melo, la storia è quella di  Johnny “seme di mela” (Johnny Appleseed), il suo vero nome era Jonh Chapman nato nel 1774 vicino a Boston, in Massachusetts, egli iniziò la produzione di alberi di melo tra gli stati di New York e Pennsylvania e nel 1800 iniziò a piantarli anche nella zona dei grandi laghi.

Si narra che fu un angelo ad affidargli il compito di piantare i meli in tutta l’America, per questo motivo Johnny partì per un “pellegrinaggio” che lo portò, nell’arco di cinquanta anni, ad attraversare Ohio, Michigan, Indiana, ed Illinois.

albero di melo

Egli costruì in ogni posto in cui si fermava, un vivaio per vendere le piante ai coloni, spesso barattandole con altri prodotti.

Era un uomo semplice, viaggiava a piedi ed era amico e stimato da indiani e coloni. Profondamente religioso, vestiva con tela di sacco o abiti usati e aveva una pentola come copricapo che, assieme ad una bibbia ed ai semi di melo, costituiva il suo unico corredo da viaggio.

Ancora oggi Johnny Appleseed è commemorato con feste e manifestazioni e la sua effige è stata riprodotta su francobolli.

 Valeria Bonora