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Osteopatia Pediatrica all’Ospedale di Brescia: Ottimi i Risultati Ottenuti

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Osteopatia pediatrica

L’osteopatia che deriva da“osteon” -osso, e “pathia” -malattia, sofferenza, è definita una medicina alternativa che riesce a ristabilire l’equilibrio generale del corpo, delle sue funzioni e del suo benessere, attraverso specifiche tecniche di manipolazione.

Osteopatiaì

Questa medicina alternativa nacque con il dottor Andrew Taylor Still nel 1828 negli Stati Uniti, ma la pratica dell’osteopatia iniziò realmente nel 1874.

Ci sono 7 principi fondamentali accettati all’interno della comunità osteopatica:

  1. Il corpo è una unità.
  2. La struttura e la funzione sono reciprocamente inter-correlate.
  3. Il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione e autoguarigione (omeostasi).
  4. Quando la normale adattabilità è interrotta, o quando dei cambiamenti ambientali superano la capacità del corpo di ripararsi da sé, può risultarne la malattia.

La “Teddybärkrankenhaus”: la clinica dei peluche per avvicinare i bambini al mondo sanitario

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Una delle gite che si fanno ogni anno al Kindergarten (asilo) di mia figlia è la visita alla “Teddybärkrankenhaus”, la clinica dei peluches, una sezione all’interno dell’ospedale di Innsbruck gestita dagli studenti di medicina.

I bambini sono stati invitati a portare a scuola un peluche “malato”, lo hanno infilato nello zainetto, hanno preso l’autobus e sono andati all’ospedale. Lì sono stati accolti dagli studenti in camice bianco, che hanno condotto i bambini a visitare gli ambienti ospedalieri, per poi farli sedere col loro animaletto malato al tavolo del pronto soccorso dei peluches.

Teddybärkrankenhaus

All’ospedale Gemelli di Roma il Vero Patch Adams

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Si è svolto ieri un incontro magico al Policlinico Gemelli di Roma.

Hunter Doherty è un’uomo il cui nome a molti dice poco ma che dice molto ai bimbi ricoverati, ha tenuto una conferenza all’ospedale. Hunter è l’uomo che ha inventato una cosa meravigliosa, un qualcosa per allietare le giornate di ricovero dei bambini: la Clownterapia.

Chi non ricorda il film di Robin Williams del 1998, Patch Adams?

Hunter è un uomo che inizia a studiare medicina dopo aver toccato il fondo, dopo essere uscito da un ospedale psichiatrico, dopo aver “capito” di voler cambiare il mondo.

Happy in Oncologia Pediatrica a Napoli, un Ballo di Speranza e Vittorie [Video]

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E’ on-line da qualche giorno il nuovo video che opera principalmente al reparto di Oncologia Pediatrica del Primo Policlinico di Napoli ma attiva anche sul territorio per problemi di pubblica utilità,  loro unico obiettivo: dare una mano.

Il video girato sulle note di “Happy” di Pharrell Williams incita a donare sangue e midollo osseo per salvare la vita a qualcuno, è un video esplosivo, meraviglioso coinvolgente e tremendamente allegro nonostante la sua tristezza. Bambini, giovani ragazzi costretti in ospedale da una malattia più grande di loro, piccoli guerrieri che ce l’hanno fatta, grandi cuori che sperano che lottano.

L’abbraccio di una mamma che salva la vita. Uno spot che fa battere il cuore!

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Questo video che voglio condividere con voi, è uno spot pubblicitario “pro istinto materno“, ma la cosa che lo rende tanto emozionante, oltre ad esserlo già di suo, è che è tratto da una storia vera.

Una madre che riesce a resuscitare il proprio figlio a dispetto di quello che dicevano i medici, sembra forse più una favola, ma a volte le favole si avverano. E’ accaduto a Sidney in Australia il 27 Agosto del 2011.

Kate Ogg ha partorito due gemelli prematuri, di 27 settimane, la femminuccia stava bene, mentre il maschietto era stato dichiarato morto dai medici, dopo i vani sforzi per cercare di rianimarlo.

Diane è stata salvata perchè il suo cane le ha fiutato il tumore

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Diane Papazian è una donna di New York di 57 anni.

Grazie al suo cane, un bellissimo dobermann chiamato Troy, ha scoperto di avere un tumore ed è riuscita così a curarsi e a guarire.

La donna ha infatti dichiarato che Troy si comportava in modo alquanto strano con lei: si strofinava di continuo al suo petto. Diane poi iniziò ad avere un forte prurito al seno e decise di indagare la sua condizione fisica. Scoprì di avere un nodulo al seno maligno: aveva un tumore.

19-year-old therapy dog: un video che fa riflettere su alcune forme di Pet Therapy

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Il video che segue ha girato il web ed è presentato come un momento dolce di condivisione tra un cane eroe che ha dedicato al sua vita alla “pet therapy” ed un’anziana signora purtroppo costretta in ospedale. Il dettaglio però che mi porta ad una riflessione più accurata che si addentra inevitabilmente nei termini della bioetica animale, è il fatto che il cane, di 19 anni, è paralizzato anche lui come la paziente che beneficia della sua presenza.

L’immagine è sicuramente tenera ad un primo sguardo, ma si contravviene in realtà al principio che fa, anzi dovrebbe fare, della Pet Therapy, una terapia che rispetta in toto le esigenze e l’individualità dell’animale coinvolto come co-terapeuta.

La toccante lettera di Chiara, la dodicenne in attesa di un cuore nuovo

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Ha solo dodici anni Chiara, fa solo la seconda media Chiara… Eppure è già in un ospedale, in quello di Monaldi di Napoli in attesa di un trapianto di cuore.

Queste storie non dovremmo mai sentirle, eppure accade. Accade che una bambina, con ancora tutta la vita danti si debba mettere in coda in ospedale e sperare che qualcuno le doni un cuore.

E così Chiara non si lascia prendere dallo sconforto e scrive una lettera aperta sull’importanza delle donazioni:

Boston: Martin muore a 8 anni per abbracciare il papà

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Si può morire a 8 anni cercando di andare ad abbracciare il papà? A Boston si. E’ la storia del piccolo Martin Richard figlio di un maratoneta, William Richard che vedendo il papà avvicinarsi al traguardo gli è corso incontro per abbracciarlo.

Poi il boato, il fumo, le macerie, le urla e la sua morte.

Insieme a lui sono state ferite la mamma e la sorellina Denise che ha perso una gambina. Una giornata di festa trasformata in tragedia, da chi ancora non si sa.

L’atra sorellina di Martin per fortuna è rimasta illesa, insieme al resto della famiglia che si era messa in prima linea per aspettare il papà.

La Tangoterapia arriva in ospedale

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Il Tango Argentino è stato definito dall’UNESCO “Un Bene Culturale Immateriale”. Ora questo ballo così ricco di valore diventa anche una vera e propria cura per la mente e per il corpo.

Sono stati, infatti, condotti diversi studi riguardo alle proprietà terapeutiche del tango argentino ed è dimostrato che questo ballo migliora la salute psicofisica di chi lo pratica.

E proprio per questo motivo il Reparto di Riabilitazione Specialistica dell’Ospedale San Giuseppe di Milano ha deciso di introdurre la “tangoterapia” nella riabilitazione di alcune malattie come la Malattia di Parkinson, la sclerosi multipla, le fatiche scaturite da un ictus, i disturbi dell’equilibrio neurogeni e anche le patologie croniche respiratorie. In questo reparto a far ballare i pazienti vi è Marilena Patuzzo, Coordinatrice Infermieristica della Riabilitazione Specialistica Neurologica e della Neurologia e anche  Maestra di ballo professionista.