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I Tre Gradi Di Obbedienza Secondo Maria Montessori

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Noi parliamo di “volontà” come di qualcosa che implichi uno scopo da raggiungere e difficoltà da superare. Questo principio però lo applichiamo solo per gli adulti. Di certo non considereremmo “volontarie” le azioni di un adulto guidato dall’ira. Quando si tratta dei bambini invece, si pensa che le loro azioni disordinate e violente siano atti di volontà. Un bambino che morde, che spinge, che picchia, lo fa apposta. Un adulto no. Questo, posso pensare che derivi dal fatto che si crede nella mente cosciente dell’adulto, mentre il fanciullo viene guidato da una mente ancora incosciente, ma “la realtà dei fatti è che la volontà non porta al disordine e alla violenza; questi sono segni di deviazione e di sofferenza. La volontà nel suo campo naturale è una forza che spinge ad azioni benefiche alla vita.”

I Bambini Devono Ritornare A Lavorare Con Le Mani

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“Il lavoro delle mani

Non Paragonate Un Bambino Ad Un Altro: Ogni Individuo E’ Unico

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I paragoni e le aspettative sono uno dei problemi maggiori quando si parla di educazione.

Per lo più si diventa tutti esperti in campo pedagogico e si mettono sotto pressione i bambini se non rispettano certi tempi. Ma di chi sono poi questi tempi? Chi li detta? Le tabelle? Slogan pubblicitari che sbandierano l’unicità del singolo essere umano, il diritto ad essere se stessi, ma poi si etichetta un bambino come “pigro” se non cammina entro i 12 mesi o “indietro” se non rispetta i parametri che la società della fretta ci impone.

“Non Piangere!” : Ecco Perché Non Dirlo Al Bambino

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Le persone emotive sanno bene che ci sono tantissime emozioni che entrano in contatto con il nostro essere più profondo. A volte ce ne sono alcune di cui non conosciamo nemmeno il nome. Ci sentiamo in balia di alcune sensazioni che non riusciamo a catalogare in una singola emozione e dunque ci sembra di essere persi. Siamo confusi, poco lucidi, per nulla razionali.

La Concentrazione Del Bambino E’ Il Nutrimento Della Sua Anima

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“La concentrazione su un interesse porta il bambino a essere qui e ora in una dimensione meditativa.” Elena Balsamo “Libertà e amore”

Obiettivo base del metodo Montessori è favorire la concentrazione del bambino perché da essa deriva il nutrimento necessario alla sua anima per emergere e svilupparsi. La concentrazione viene definita uno “sballo sano”, una forma di meditazione in cui il bambino riposa, si alimenta ed esce pieno di gioia e felicità .

“Aiutami A Fare Da Solo”: l’Educazione Secondo la Pedagogia Montessori

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“AIUTAMI A FARE DA SOLO”

Questa frase che la Montessori utilizza spesso può essere mal interpretata se la si legge dividendola in più parti. “Aiutami” per l’adulto significa due cose :” sostituiscimi” o “dammi la soluzione”. Del verbo “aiutare” sul dizionario leggo anche “facilitare, collaborare, assistere, cooperare “quindi temo già che ci sia un fraintendimento. La frase poi prosegue con “a fare”. “Aiutami a fare” , quindi nonfai tu per me”. “Da solo” : anche qui emerge la volontà di chi sta facendo l’esclamazione.

“I bambini imparano quello che vivono”: un libro guida per ogni genitore!

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I bambini imparano quello che vivono.

Una frase, una poesia, il titolo di un libro, un mantra da ripetersi ogni giorno. L’autrice è Dorothy Law Notle, consulente familiare e direttrice pedagogica di una scuola dell’infanzia.
La prima pubblicazione della poesia risale al 1954 su una rubrica settimanale per famiglie in California. Divenne poi un classico conosciuto in tutto il mondo. Nel 2013 arriva il libro scritto a quattro mani con Rachel Harris, psicoterapeuta specializzata in terapia della famiglia.
Un testo semplice, con parole che arrivano a tutti e che hanno nella loro semplicità la capacità di emozionare e di far carpire l’importanza delle stesse.

Pazienza: come ritrovarla in 2 minuti grazie a 7 tecniche

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Ogni giorno veniamo messi a dura prova. In particolar modo ciò che ci viene richiesto più spesso è di portare pazienza.

E cosa vuol dire?

Significa in realtà tantissime cose: saper attendere, non arrabbiarsi, controllare le proprie reazioni, dare poco peso alle cose anche se sono per noi importanti.

Un bel compitino ricco di insidie mi pare…una pretesa a volte troppo ardita. Perché se già nell’ambiente lavorativo dobbiamo attuare diverse strategie per non esaurire la dose quotidiana di “pazienza”, in famiglia dovremmo sentirci più liberi e meno “obbligati a controllarci”. Ma si sa che quando si hanno dei figli, cambia tutto.

I papà di figlie femmine hanno un compito meraviglioso da svolgere!

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Quando si parla di educazione, di pedagogia, di bambini, si parla sempre alle mamme e con le mamme. Oggi vorrei parlare invece del ruolo che hanno i papà ed in particolar modo i papà di figlie femmine. Perché se biologicamente siamo diversi, emotivamente questa figura apparentemente estranea al mondo femminile, ricopre un ruolo cruciale.

Le piccole bimbe che nascono diventeranno donne in un batter di ciglia e il papà ha dei compiti che solo lui può ricoprire:

1) essere il loro compagno di giochi (sono spassosi, fantasiosi, creativi, spericolati, interpretano il ruolo che gli viene assegnato e si divertono pure!;-) )

Essere Genitori Consapevoli è un Atto di Coraggio: Maria Montessori insegna!

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Noi genitori ci interroghiamo spesso su ciò che trasmettiamo ai nostri figli. Ci impegniamo affinché vengano tirati fuori da loro valori come l’onestà, la generosità, il coraggio. Ecco, è su questo che oggi mi voglio soffermare.
Dal dizionario leggo:

Coraggio: 

1.Forza d’animo connaturata, o confortata dall’altrui esempio, che permette di affrontare, dominare, subire situazioni scabrose, difficili, avvilenti e anche la morte senza rinunciare alla  dimostrazione dei più nobili attributi della natura umana. 

Avere il coraggio delle proprie azioni od opinioni, sostenerle e difenderle. 

E tanto altro ancora.