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“Se non capisci è colpa mia”: quando l’insegnante educa con le parole

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bambina appoggiata adl banco
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Ci sono parole in grado di stravolgere il modo di pensare, di alleggerire, di far aprire il cuore. Quando un insegnante rivolgendosi ai suoi alunni dice: “se non capite chiedetemi anche mille volte perché vuol dire che non sono riuscito a spiegare bene: non siete voi ad essere incapaci di apprendere ma io che non sono stato in grado di trasmettervi nel modo adeguato la lezione“, compie un meraviglioso atto educativo.

Se non imparo nel modo in cui tu insegni, insegnami nel modo in cui imparo.
(Anonimo)

Le parole che avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola

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classe con un maestro
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Il primo giorno di scuola è un appuntamento importante, spesso sottovalutato da docenti e genitori. Questo appuntamento annuale ha un potere motivazionale, sociale ed emotivo formidabile. Purtroppo però capita spesso che questo potere venga perso e non utilizzato lasciando un vuoto incolmabile per tutto l’anno scolastico.

Eh sì perché ciò che viene detto, fatto, vissuto il primo giorno di scuola fa breccia nel cuore di tutti. Non si può riproporre in un altro momento: la magia del primo giorno vive solo durante quella particolare mattina. Anche se venissero riproposte le stesse attività e le stesse parole i giorni seguenti non avrebbero lo stesso valore e la stessa energia.

Grazie Agli Insegnanti Che Hanno Dovuto Reinventarsi Per Amore Dei Propri Alunni

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“Mi mancano i “ miei” bambini! Mi mancano terribilmente.”

Sono queste le parole che sento dentro e intorno a me. Parole di amore e di sconforto. Parole di insegnanti che amano i loro bambini, che tentano la sfida della didattica online pur di non abbandonare i loro alunni. E ce la mettono tutta. Passano ore e ore sul pc per preparare un video con fumetti, immagini ricercate, testi. Scelgono con cura le parole, il font, i colori e le immagini da usare. Cercano modi semplici, immediati, per tentare di arrivare a tutti i loro studenti. Perché non tutti hanno una famiglia alle spalle che li può supportare. Quindi il lavoro dell’insegnante viene calibrato sulle capacità dei suoi studenti.

Auguri di Passione per il Primo Giorno di Scuola

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Un nuovo anno scolastico si accinge alla partenza. C’è chi inizia un nuovo percorso, chi continua quello intrapreso. Negli occhi la speranza e la paura, entrambi sentimenti che descrivono l’ignoto.

Cosa mi aspetterà dietro quella porta?

Si sperano tanti sorrisi, abbracci, sorprese, insegnamenti, confronto, amicizie. Si temono insegnanti, inimicizie, ritmi, studio.
Tutti i percorsi saranno segnati da esperienze positive e non, ma partire con il fiato corto ad una corsa non fa mai bene.

Respiriamo, chiudiamo gli occhi, rilassiamoci e partiamo.

Sconfiggere l’ansia dei primi giorni

PER GLI STUDENTI

A Scuola Senza Zaino: le Maestre Regalano Una Sacca di Jeans

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Scuola Senza Zaino

Sta diventando sempre più reale il fatto che i bambini abbiano degli zaini più pesanti di loro quando vanno a scuola, e in effetti in qualsiasi cartella si guardi ci sono davvero tanti libri, quaderni, astucci tanto da arrivare ad avere dei pesi considerevoli; è per questo motivo che un’altra scuola si aggiunge alla lista di quelle “Senza Zaino”, un modello di scuola nato in Toscana all’inizio degli anni 2000, la primaria Don Caustico di Grugliasco che oltre ad aderire all’iniziativa ha anche fornito agli alunni una borsa in jeans fatta dalle maestre per portare lo stretto necessario da casa a scuola e viceversa.

Scuola: consigli per una scelta consapevole

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back to school

Tempo di preparativi, le porte delle scuole si sono aperte a pulizie, organizzazione degli spazi, aria di progetti da approvare, da abbracciare e portare avanti per un anno intero. E ci sono i bambini… Quelle persone meravigliose, basse, che camminano un po’ incerte tra i corridoi, con due occhioni pieni di gioia e speranza.

bimbi

Gli ultimi fatti di cronaca mi spingono a fare un appello ai genitori.

La scuola pubblica non è solo quella statale

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scuola-waldorf

I miei bambini frequentano la scuola steineriana. Spesso mi sento rivolgere commenti del tipo “è una scuola privata… io sono contraria alle scuole private, preferisco le scuole pubbliche”.

Spesso però si tende a confondere il termine “pubblico” con il termine “statale”. Per scuola statale s’intende una scuola amministrata dallo Stato quindi la maggioranza delle scuole italiane. Le scuole “pubbliche”, per definizione, dovrebbero avere una funzione pubblica.

“Per funzione pubblica s’intende, in diritto e nel significato più generale del termine, l’attività svolta da un soggetto non nel proprio interesse ma nell’interesse della collettività (interesse pubblico)” Wikipedia

Il misterioso senso dell’ordine nei bambini: Maria Montessori ci spiega il perchè!

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ordine-montessori

“Quando si parla di sviluppo, di crescenza, si parla di un fatto constatabile esteriormente, ma che è stato da ben poco tempo penetrato in qualche particolare del suo meccanismo interno. Negli studi moderni vi sono due contributi per penetrare tale conoscenza: uno è lo studio delle glandole a secrezione interna, che riguardano la crescenza fisica e si sono rese subito popolari per la immensa influenza che hanno avuto sulla cura dei bambini. L’altro è quello dei periodi sensitivi, che apre nuove possibilità di comprendere la crescenza psichica.

Scuola finlandese: Ecco Perché è la Migliore

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Scuola finlandese

Negli anni che vanno dal 2008 al 2012 circa si è molto perlato della scuola Finlandese come la migliore, questo perché dai test Pisa (Programme for international study assessment) che servono a valutare la preparazione degli studenti, è emerso che i finlandesi sono gli studenti migliori, i più preparati in lingua, matematica e scienze, mentre gli italiani si sono posizionati decisamente più in basso mostrando dati pressoché allarmanti: uno studente su quattro non capisce ciò che legge e ad uno studente su due mancano le nozioni base di matematica. Parliamo di uno studio condotto su 400mila studenti sui 15 anni di 57 paesi differenti.

Scuola: i comportamenti indisciplinati rubano un’ora di lezione al giorno

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Un rapporto redatto da Ofsted ci mostra il disagio delle scuole secondarie inglesi

Mormorii continui, insulti, commenti e schiamazzi per attirare l’attenzione, utilizzo di telefoni cellulari e smartphone, posture pericolose sulle sedie, scambio di biglietti e oggetti. Sono solo alcuni dei comportamenti fastidiosi e importuni che, ogni giorno, vivono all’interno delle scuole secondarie inglesi.

Oltre ad essere molto spiacevole e pesante per l’insegnante, tali atteggiamenti rubano ogni giorno, nel complesso, un’ora di lezione, che viene dunque sottratta all’apprendimento e all’insegnamento. Per un totale di 38 giorni l’anno.