Il primo giorno di scuola è un appuntamento importante, spesso sottovalutato da docenti e genitori. Questo appuntamento annuale ha un potere motivazionale, sociale ed emotivo formidabile. Purtroppo però capita spesso che questo potere venga perso e non utilizzato lasciando un vuoto incolmabile per tutto l’anno scolastico.

Eh sì perché ciò che viene detto, fatto, vissuto il primo giorno di scuola fa breccia nel cuore di tutti. Non si può riproporre in un altro momento: la magia del primo giorno vive solo durante quella particolare mattina. Anche se venissero riproposte le stesse attività e le stesse parole i giorni seguenti non avrebbero lo stesso valore e la stessa energia.

La mia infanzia, nella sua semplicità, è stata accompagnata da un’assoluta certezza: il primo giorno di ottobre iniziava la scuola.
Una data, sempre quella, fissa come Natale o ferragosto. Sembra cosa di poco conto, eppure ha rappresentato per anni un punto di riferimento fermo e sicuro. Un punto intorno al quale girava il tempo, che allora pareva più vasto, lento e disponibile a seguire i miei ritmi.

(Letizia Nucciotti)

Leggi anche —> Auguri di passione per il primo giorno di scuola

Primo giorno di scuola: un giorno educativo

classe con un maestro
Credit foto
© Pexels

Quest’anno più che mai l’attenzione indirizzata a rendere la scuola un luogo sicuro per il controllo della pandemia sembra oscurare l’attenzione per l’alunno. L’uso di mascherine, la disposizione dei banchi, la gestione delle possibili quarantene all’interno della scuola e il timore per la didattica a distanza sono le tematiche più discusse in questi giorni. Se questi argomenti sono necessari è però importante avere ben presente che la scuola è il luogo dell’educazione e che è fondamentale, prima di ogni altra cosa, mettere al centro l’alunno, le sue emozioni, i suoi pensieri, le sue domande, il suo mondo interiore.

Il primo giorno di scuola è come una rinascita, è l’inizio di una nuova avventura, è un momento in cui i ragazzi e i bambini hanno più sete di entusiasmo, di riflessioni, di sorrisi, di emozioni… Iniziare subito con il programma scolastico, con l’elenco del materiale da portare, con informazioni tecniche e organizzative è come spegnere l’entusiasmo sul nascere.

C’è bisogno invece, prima di riprendere il tran tran scolastico e soprattutto dopo questi lunghi mesi di pandemia, di chiedere fiducia ai ragazzi, di creare cerimonie di inizio d’anno, di spendere del tempo prezioso per la formazione di un buon gruppo classe, di trovare strategie per creare un clima sereno, costruttivo, entusiasmante, di guardare ognuno negli occhi e far capire loro che ogni docente è lì per educare ciascun alunno e per conoscerlo nella sua individualità, senza volerlo assolutamente cambiare.

Sono semi educativi da interrare il primo giorno e da coltivare con cura e pazienza per tutto l’anno scolastico.

Il termine educare è un termine dal valore strepitoso. Per creare una scuola di alta qualità basterebbe ricordarci il suo significato più autentico e considerarlo una guida da seguire in ogni situazione educativa. Educare deriva dal termine latino e-ducere che significa “portare fuori”. Ogni educatore ha quindi il meraviglioso ed impegnativo compito di aiutare ogni alunno a liberare i propri talenti nascosti.

Leggi anche —> Per educare un bambino bisogna prima educare se stessi

Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente? Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. Devi studiare? Sarà difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No, no grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall’orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo quest’anno scolastico. Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.

(Alessandro D’Avenia)

Le parole che avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola

Ci sono parole che pronunciate il primo giorno di scuola hanno il potere di toccare i cuori degli alunni, di destarli, di smuovere la loro interiorità. Questo è il discorso che vorrei dedicare ad ognuno di loro.

“Cari ragazzi e ragazze,

oggi inizia un altro passo importante del vostro cammino. Siamo felici di riavervi a scuola e di poter crescere ed imparare insieme a voi. In questi ultimi mesi abbiamo tutti capito quanto è importante non perdere tempo prezioso e che nulla, nemmeno la scuola, deve essere dato per scontato. Quest’anno siamo pronti a rendere ogni singolo giorno prezioso, ci impegneremo seriamente per donarvi la nostra piccola parte di amore per l’insegnamento, vi ascolteremo attentamente, vi guarderemo negli occhi e vi riconosceremo per l’immenso valore che siete, ognuno di voi alla stessa misura. Siamo onorati di poter entrare nelle vostre vite e di ricamare il ricordo di noi come insegnanti, speriamo di essere all’altezza di un compito tanto meraviglioso quanto impegnativo. Siamo qui per trasmettervi la passione per la conoscenza, per la domanda, per la vita. E che tutto abbia inizio!”

Elena Bernabè