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I miei bambini frequentano la scuola steineriana. Spesso mi sento rivolgere commenti del tipo “è una scuola privata… io sono contraria alle scuole private, preferisco le scuole pubbliche”.

Spesso però si tende a confondere il termine “pubblico” con il termine “statale”. Per scuola statale s’intende una scuola amministrata dallo Stato quindi la maggioranza delle scuole italiane. Le scuole “pubbliche”, per definizione, dovrebbero avere una funzione pubblica.

“Per funzione pubblica s’intende, in diritto e nel significato più generale del termine, l’attività svolta da un soggetto non nel proprio interesse ma nell’interesse della collettività (interesse pubblico)” Wikipedia

La scuola steineriana, in questo senso, è una scuola pubblica non statale. Ogni genitore che iscrive proprio figlio in una scuola Waldorf si assume il compito e l’onore di agire nel benessere della collettività: dona parte del suo tempo (chi più chi meno) per svolgere attività di volontariato, le più svariate, all’interno della scuola.

C’è chi pulisce la scuola ogni settimana, chi si occupa del giardino, chi costruisce i giochi e i vari materiali per le attività scolastiche, chi cuce tende, tovaglie e grembiuli, chi si occupa della mensa, chi aiuta la segreteria, chi la vendita dei libri e tantissimo altro ancora… un vero e proprio formicaio di genitori e insegnanti attivi a 360 gradi.

Esistono tanti gruppi di persone volontarie che decidono di partecipare alle attività della scuola.

C’è il gruppo dei lavori manuali all’interno del quale i genitori (soprattutto mamme) si ritrovano per creare oggetti e giochi fatti a mano con tecniche della tradizione Waldorf. Questi lavori servono per le attività della scuola, per abbellirla durante le 4 stagioni e per raccogliere fondi durante i vari mercatini annuali.

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Vi è poi il gruppo falegnameria. Anche qua i genitori (soprattutto papà) si ritrovano per creare cavalli a dondolo, macchinine, giochi e oggetti della tradizione Waldorf e aiutano nella creazione di tavoli, seggiole, mensole e tutto l’occorrente per la scuola.

Esiste un gruppo comunicazione che si occupa di volantini, eventi, invio settimanale del bollettino scolastico ecc.

Il gruppo giardino è fondamentale per l’ordine di tutto lo spazio esterno, dalla potatura delle siepi al taglio del giardino e via dicendo.

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Esiste poi un gruppo mensa che si occupa di tutto ciò che ha a che fare con il momento del pasto (menù, distribuzione, pulizia finale ecc.), un gruppo buffet che è responsabile di organizzare le varie feste dell’anno e tanti altri ancora.

Senza questo fondamentale aiuto di ciascuno la scuola non potrebbe esistere: è il famoso Bilancio Sociale Steineriano.

Ogni anno la scuola presenta a tutti il bilancio economico ma anche quello sociale. Viene tramutato in valore economico il volontariato di tutti e la cifra che ne esce è qualcosa di incredibile (centinaia di migliaia di euro): senza questo tempo donato alla collettività la scuola chiuderebbe all’istante.

Ecco questo è il mio ideale di scuola pubblica dove sono le persone stesse che si attivano ogni giorno per creare una scuola migliore, dove il genitore non è attore passivo ma protagonista attivo e responsabile del processo formativo di suo figlio, dove la struttura scuola non è un edificio sconosciuto, estraneo ma un luogo accogliente, conosciuto anche negli angoli più remoti, imperniato dell’amore e della dedizione di chi la frequenta ogni giorno, alunno, insegnante o genitore che sia.

La scuola statale quasi mai purtroppo è scuola pubblica inteso in questo modo. Se i genitori e gli insegnanti di tutte le scuole statali si riunissero a formare una piccola comunità scolastica per abbellire, costruire, rinnovare, pulire l’edificio scuola i soldi risparmiati sarebbero tantissimi e ancora più importante sarebbe il legame instaurato: non più insegnanti da additare, non più genitori da colpevolizzare ma adulti in collaborazione.

Come famiglia abbiamo scelto una vera scuola pubblica.

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Elena Bernabè