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Scrivere Aiuta le Vittime della Violenza

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Vittime della Violenza

Pippa Biddle

Ci sono cose che sarebbe meglio non affrontare mai, lo stupro è una di queste, e a farne le conseguenze di solito sono giovani donne, vittime della violenza, che un po’ per paura e un po’ per vergogna non ne parlano con chi potrebbe aiutarle a superare il trauma e a punire il colpevole.

Ma c’è una giovane donna che ha deciso di rompere il silenzio e scrivere una lettera alle sorelle per rivelare loro il fatto di essere stata vittima di abusi.

Pippa Biddle, 22 anni, della contea di Westchester, vicino a New York, ha concesso a The Post Internazionale un’intervista e la possibilità di tradurre la sua lettera.

Festival della fotografia etica: quando l’immagine fa riflettere…

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Quanto etica, comunicazione e fotografia si incontrano…

E’ attualmente in corso a Lodi la nuova edizione del Festival della fotografia etica, che ogni anno ha l’obiettivo di esplorare la relazione tra etica, comunicazione e fotografia.

Tra i temi trattati in questa quinta edizione del Festival ci sono la violenza sulle donne, il dramma dei ragazzi soldato, i diritti negati dei bambini e la fuga dei profughi siriani dalla guerra che ha sconvolto il loro Paese.

Stereotipi femminili: le illustrazioni di Carol Rossetti

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Carol Rossetti è una donna, una designer illustratrice che con questo suo progetto vuole mostrare alle donne che gli stereotipi femminili non sono altro che parole al vento, nulla della quale una donna deve preoccuparsi.

Con una serie di cartoline illustrate, alcune anche tradotte in italiano, russo, arabo e spagnolo vuole raccontare delle donne e delle loro scelte, a volte viste con occhi sospettosi, maligni, convenzionali; ma le donne devono sapere che la loro vita appartiene solo a loro e non devono rientrare in stereotipi femminili che ne abbattano la loro dignità, la loro forza e il loro coraggio.

Donne sfregiate con l’acido, donne senza volto

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Il numero delle donne sfregiate con l’acido sta crescendo invece di diminuire. Pakistan, Bangladesh e i paesi del Medi Oriente sono al centro di questa tragedia che trasforma le sue vittime in martiri senza volto, deturpate testimoni del connubio tra violenza maschile e dinamiche sociali.

Quando si parla di discriminazione e violenza sembra sempre che l’argomento che si sta trattando sia peggiore degli altri della stessa tragica sorte, e al tempo stesso la necessaria brevità dei contesti giornalistici impone di riassumere la riflessione, circostanziandola al fatto, al momento, sacrificando inevitabilmente la discussione etica che sarebbe controversa e inesauribile.

Capelli Bianchi: La Libertà Di Diventare Grigie

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Credit foto © Pixabay

Arriva un momento nella vita di una donna che guardandosi allo specchio si intravedono i primi capelli bianchi, sono fili argentei in mezzo alla capigliatura, di solito ai lati del viso, sulle tempie, a volte solo uno o due fili, a volte intere ciocche fino ad andare a sostituire interamente i capelli colorati, ovviamente passando prima per un bel “grigio” che poi grigio non è, perché in realtà è solo l’effetto ottico che danno i capelli bianchi mischiati a quelli scuri, il classico “sale&pepe“.

Refusenik: i pacifisti israeliani

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refusenik israeliani

Sono 16 mila i riservisti che Israele ha richiamato nell’esercito; devono stare pronti ad entrare in guerra contro Hamas, sono obbligati a stare pronti a combattere, perché il servizio militare è obbligatorio e ai 186.500 soldati che compongono l’esercito.

A questi se ne possono aggiungere altri 445mila, sono i riservisti richiamati in servizio quando ci sono emergenze, emergenze di guerra.

Guerra in Palestina

I giovani non possono sottrarsi al servizio militare, sia che siano uomini sia che siano donne, due anni per quest’ultime e tre per i ragazzi. Sono esclusi solo gli arabi israeliani, chi è affetto da malattia mentale o incompatibilità fisica e gli ebrei ultraortodossi che devono studiare religione. Gli altri devono servire il loro paese e andar in guerra quando vengono chiamati al servizio, pena il carcere e l’interdizione dai pubblici uffici e l’accusa infamante di essere un “traditore”.

Mamma dai mille volti, ecco com’erano una volta

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Ken Heyman

Mamma. Una parola che a volte spaventa, a volte riempie il cuore, a volte fa tremare le gambe a volte fa scendere una lacrima. La “mamma” è la persona più importante della vita, è una responsabilità è una vittoria, ma a volte è dolore, paura. Una volta erano diverse le mamme? No le mamme sono sempre amore incondizionato verso i figli, solo che oggi dimostrarlo è forse un po’ più difficile.

Vita di paese: cosa abbiamo perso?

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Foto di Rosario Romano Marco

vita di paese

La vita di paese non è uguale a quella della città, abbiamo perso molto ma sappiamo quanto? Tutti i giorni di corsa, avanti e indietro, prendi i bambini, porta i bambini, prepara pranzo, prepara la cena, il tutto mentre il “via vai” scorre frenetico intorno a noi.

Appartamenti, anche grandi ma freddi e innaturali, manca un contatto con la natura, un qualcosa che rallenti il ritmo, che lo scandisca meglio, che lo armonizzi.

Pubblicità e donna oggetto: l’Italia ancora troppo sessista

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Siamo nel 2014 e la donna è ancora legata al suo ruolo di madre, amante e casalinga, donna isterica e fragile, donna oggetto sessuale e di piacere. Questo è quello che traspare osservando quello che passano i media, televisione, stampa… ovunque stereotipi di donne immortalate in atteggiamenti conformisti e definiti dalla società. Una pubblicità pressante sul ruolo delle donne, sul loro essere inferiori, sul loro essere oggetti e sul loro potete circoscritto alla sfera del sesso.

Pubblicità donna

John Peter Berger un critico d’artescrittore e pittore inglese dice a proposito della pubblicità:

Bellezza Naturale: un Video per Piacersi

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bellezza naturale
bellezza naturale

Le donne cercano sempre di apparire al meglio, sempre perfette, sempre truccate, la bellezza naturale è difficile da trovare, da accettare.

bellezza naturale
Colbie Caillat

“Truccati, fatti le unghie, arricciati i capelli, corri per un miglio, diventa magra cosi gli piacerai, gli piaci? “

Così comincia la canzone Try” di Colbie Caillat, un’artista statunitense che con questo video vuole sfatare il mito della bellezza ad ogni costo, della bellezza stereotipata, della bellezza da copertina, e vuole rilanciare la bellezza naturale come punto di partenza e punto di arrivo.