Franca Viola, un nome che dovrebbe far saltare sulla sedia chiunque lo senta, eppure non tutti sanno chi sia questa donna che alla giovane età di diciassette anni cambiò la storia delle donne.

Franca Viola

Quando si nomina Franca Viola non si può non pensare all’emancipazione femminile del dopoguerra, lei ne fu il simbolo, lei fu la prima donna che rifiutò il matrimonio riparatore e mise fine alle ingiustizie, disse “no” all’abuso di potere dell’uomo e diede un nuovo significato alla parola “svergognata”.

Fu grazie a Franca che lo stupro divenne, purtroppo solo nel 1996, un reato contro la persona e non solo un reato contro la morale.

Franca Viola nasce ad Alcamo, in provincia di Trapani, il 9 gennaio del 1947, lei è figlia di contadini, molto bella coi capelli scuri e un’aria dolce ed innocente, a 15 anni Franca si fidanza con Filippo Melodia, nipote del mafioso Vincenzo Rimi e membro di una delle famiglie più ricche della zona, lei non è felice di questa unione e lascia Filippo, ma la reazione del fidanzato respinto è delle più terribili, da fuoco al vigneto ed il casolare e minaccia il padre Bernardo con una pistola, per il quale però il bene della figlia viene prima di ogni altra cosa. Filippo viene arrestato ma quando esce di prigione ha un unico pensiero in testa: riprendersi Franca.

Il 26 dicembre del 1965 con l’aiuto di dodici amici Filippo irrompe nella casa dei Viola, distrugge tutto ciò che gli capita a tiro e rapisce Franca ed il suo fratellino di 8 anni, Mariano, che si aggrappa alla sorella con quanta forza ha in corpo. Il piccolo viene subito liberato, mentre la ragazza sparisce nel nulla. Franca viene sequestrata per otto giorni, prima in un casolare fuori Alcamo poi in paese, dalla sorella di Filippo. In otto giorni Franca subì di tutto dalle violenze verbali, alle violenze fisiche, e infine alle violenze sessuali.

Franca Viola

Era il primo gennaio del 1966 quando Filippo contatta il padre di Franca per un incontro tra le famiglie che serve per mettere tutti di fronte al fatto compiuto e far accettare ai Viola le nozze tra i due.

Ci fu un escamotage, un imbroglio, la famiglia accettò il matrimonio solo per far uscire allo scoperto Filippo e Franca e poterla salvare e far arrestare lui, il quale è tranquillo perchè sa che non gli accadrà nulla, il matrimonio “s’ha da fare”.

Era la morale del tempo a volere il matrimonio riparatore per chi usciva da una simile storia; una ragazza ormai non più vergine non avrebbe potuto sposare nessun altro se non il suo aguzzino, per poter salvare il suo “onore” e quello della sua famiglia, in caso contrario sarebbe rimasta zitella e additata come “donna svergognata“.

C’era anche una legge a riguardo: l’articolo 544 del codice penale, in Italia fino al 1981, allorché un uomo commetteva, nei confronti di una donna nubile ed illibata, stupro o violenza carnale punibile con la pena prevista dall’art. 519 e segg. del codice penale, onde evitare il processo o al fine di far cessare la pena detentiva inflitta, poteva offrire alla ragazza il matrimonio riparatore facendo così cessare ogni effetto penale e sociale del suo delitto (art. 544 cod. pen., ora abrogato).

Ma Franca no, lei non accettò e lui finì in carcere.

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Il processo non fu semplice, lei venne denigrata, accusata, spogliata della sua dignità, ma rimase forte, salda sui suoi principi, e accanto a lei sempre suo padre Bernardo che per lei combatté contro la stampa, in tribunale, contro gli avvocati e contro la legge, contro il suo paese e contro l’Italia intera.

Nella vita di Franca Viola si affacciò poi Giuseppe Ruisi, un suo amico d’infanzia che, mentre il mondo guarda la ragazza con disonore, lui la guarda con gli occhi dell’amore, chiedendola in moglie e sposandola nel 1968.

A congratularsi per le nozze anche il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, e Papa Paolo VI dal quale vengono ricevuti in udienza privata, e poi il regalo dell’allora Ministro dei Trasporti Oscar Luigi Scalfaro: un viaggio di nozze, un biglietto per viaggiare su qualsiasi tratta ferroviaria per un mese.

Franca Viola

Franca e Giuseppe hanno due figli, e vivono ancora oggi in Sicilia, proprio ad Alcamo e l’8 marzo 2014, in occasione della Festa della Donna, Franca è stata insignita al Quirinale dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

« Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l’ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori » ~ (Franca Viola intervistata da Riccardo Vescovo)

Valeria Bonora