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Violenza sulle donne: voi sareste intervenuti?

Di Valeria Bonora - 24 Novembre 2014

53 persone e solo una si interessa a fermare la violenza sulle donne.

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

53 persone tra uomini, donne, ragazzi e ragazze, nessuno si degna di intervenire a favore di una ragazza malmenata e maltrattata da un uomo, solo una donna minaccia di chiamare la polizia se lui toccherà nuovamente la donna… ma per fortuna si tratta di un esperimento sociale e la donna non era veramente in pericolo.

La coppia è in ascensore, lui la insulta, le mette le mani addosso, le dice parole pesanti: “Tu mi devi ascoltare, io ti ammazzo”.

L’esperimento è stato svolto dall’organizzazione svedese Sthlm per capire quante persone interverrebbero se vedessero due persone litigare e una di esse in netta difficoltà. La risposta è stata agghiacciante, solo una persona dopo 53 che non hanno mosso un dito, ha avuto il coraggio di affrontare l’uomo e interrompere la violenza sulla donna.

E’ l’ultimo rapporto dell’Eures (l’istituto di statistica europeo) riguardo l’omicidio volontario del 2013 che lancia l’allarme sul femminicidio, solo l’anno scorso sono 179 le donne morte, e 51 di loro sono morte per percosse, per strangolamento o per soffocamento, un metodo brutale, definito “a mani nude”, ed è il “più alto grado di violenza e rancore”.

179 donne morte, una ogni due giorni, è terribile, ed è ancora peggio sapere che 7 donne su 10 subiscono violenza all’interno della famiglia; altri dati allarmanti sono i numeri delle vittime di armi da fuoco, 49 donne, o di armi da tagli, 45 donne, e per cosa? Di solito il movente è lareazione dell’uomo alla decisione della donna di interrompere un legame“, ma ci sono alla base anche litigi banali che si sviluppano nel quotidiano vivere insieme.

Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in tutte le città ci saranno manifestazioni, dibattiti, incontri per dar voce alle donne, perché tacere una violenza è come subirla due volte, perché non intervenire è come essere complici, perché la violenza sulle donne o la violenza sugli uomini non deve esistere.

Valeria Bonora

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