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“Luce”, la poesia che fece conoscere al mondo Alda Merini

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Credit foto ©Pexels

La poesia esprime i moti dell’anima al di là dello stile e della ritmica delle parole e molti poeti condividono un passato travagliato, tormentato, che ebbe per effetto collaterale quello di avvicinarli al mistero che alberga nel cuore umano. Non fece eccezione una delle più grandi poetesse del Novecento: Alda Merini, scrittrice dalla piuma prolifica e variegata che seppe toccare il cuore a volte in maniera delicata e gentile, altre volte con fare incisivo e brutale, come a testimoniare della sua ricca vita interiore, fatta di luci ed ombre.

X agosto, la poesia di Giovanni Pascoli sulla notte di San Lorenzo

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La notte di San Lorenzo è una delle notti più attese dell’anno; complice la bella stagione e il cielo terso che caratterizzano di solito l’estate, è possibile osservare lo spettacolo mozzafiato del cielo stellato che prende vita sotto ai nostri occhi; la notte di San Lorenzo è conosciuta come la notte delle stelle cadenti, o “lacrime di San Lorenzo” in onore del Santo martire.

Ad accendere la notte e gli occhi dei sognatori è in realtà lo sciame delle Perseidi che prendono il loro nome da Perseo, una costellazione settentrionale che ospita il radiante dello sciame meteorico.

Calligrafia e lettering, rinascere grazie alla scrittura

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mano che si dedica alla cura della scrittura
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Nel Medioevo, molto prima dell’invenzione della stampa, fu particolarmente fiorente l’arte di cosiddetti monaci amanuensi, coloro che per professione ricopiavano testi e manoscritti per i libri. La loro grafia era particolarmente curata, sono note e tutti le immagini delle prime pagine dei loro testi dove spicca la prima lettera in maiuscolo, visivamente più grande e colorata di tutte le altre, che andava a costituire, in incipit del testo, una vera e propria forma d’arte.

La Vera Ribellione Stupisce Ed Emoziona. Non Aggredisce

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E’ facile alzare i toni e farsi travolgere dalla propria rabbia. Ma questa risposta alle nostre emozioni non è una sana ribellione. E’ solo uno sfogo poco utile di ciò che abbiamo dentro.

Quando siamo di fronte ad una situazione che riteniamo ingiusta è buona cosa fermarsi, osservare le sensazioni che nascono in noi e trovare soluzioni creative. Che sono le uniche vie in grado di far arrivare dei cambiamenti.

Quando Gandhi parlava di “rivoluzione pacifica” si riferiva proprio a questo uso coraggioso della creatività. Ad un modo di far sentire la propria voce senza ricorrere ad urla, aggressività e violenza.

L’Uomo E’ Nato Per Essere Creativo: La Creatività E’ La Soluzione Di Ogni Problema

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Cento anni fa chi avrebbe mai pensato che toccando un vetro grande quanto il palmo di una mano avremo avuto la possibilità di conversare con qualcuno dall’altra parte del mondo, ascoltare musica, leggere centinaia di libri, guardare un film? Forse solo i folli, i visionari. Oggi tutto questo è realtà grazie alla capacità immaginativa di chi è riuscito a pensare fuori dagli schemi, ha creduto nei suoi sogni e ha lavorato duro per realizzarli. Ma tutto ciò è partito da un processo importante purtroppo molto snobbato: l’immaginazione, la creatività.

Hermann Hesse: Cosa Ci Insegna La Sua Vita

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Foto: LaPresse

Hermann Hesse, artista e Premio Nobel per la letteratura, nacque il 2 luglio 1877 in Germania, in una famiglia pietista che gli impartì un’educazione assai rigida, dove l’arte non aveva il suo posto ed era considerata come superficiale.

Hermann Hesse un giorno scrisse in proposito alla sorella Adelaide: “Accadeva spesso che mamma e papà esprimessero approvazione per una poesia o un componimento musicale, aggiungendo però subito che tutto ciò, naturalmente, era solamente atmosfera, solamente vuota bellezza, solamente arte, senza mai attingere un valore elevato come la morale, la volontà, il carattere, ecc. Questa teoria mi ha rovinato l’esistenza e da essa mi sono distaccato senza possibilità di ritorno“.

Come Liberarti Dalle Emozioni Represse Trattenute Troppo A Lungo

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liberare emozioni ripresse

Le emozioni sono un po’ ciò che colora la tua vita: possono aggiungere degli schizzi vivaci ed allegri ad una giornata oppure dare una sfumatura tetra ad un periodo della tua vita, ma sicuramente avrai già sperimentato un’intera palette di emozioni, a volte anche senza volerlo, senza averne il controllo.

“Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che obbediamo a loro senza saperlo.”
— Vincent Van Gogh

Le 7 mostre d’arte del 2018 da non lasciarsi sfuggire

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Visitare una mostra d’arte fa bene agli occhi, alla mente e al cuore perché a dispetto delle apparenze è un’esperienza multisensoriale. Un’opera d’arte è infatti in grado di suscitare emozioni intense, si può persino percepirne la voce, a volte delicata, altre acuta o profonda. Oppure odorarne il profumo. Ci avete mai fatto caso all’odore delle mostre? Se la risposta è no, il 2018 vi offre l’opportunità di provarci, l’anno in corso pullula infatti di esposizioni mozzafiato, inaugurazioni e vernissage, dal nord al sud d’Italia. Ecco allora le 7 mostre d’arte del 2018 da non lasciarsi sfuggire.

Giardino delle Cascate: dopo 56 Anni Riapre il Gioiello dell’Eur

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Giardino delle Cascate

Dopo ben 56 anni riapre al pubblico lo spettacolare Giardino delle Cascate dell’Eur, un gioiello di architettura paesaggistica realizzato nel 1961 su progetto di Raffaele De Vico. Esempio di moderno giardino di paesaggio ispirato alla tradizione italiana, si fa apprezzare per la sua simmetria e regolarità e colpisce il visitatore con giochi d’acqua, fontane zampillanti, scogliere, pietre naturali e numerose piante di varie specie. Un momento di pace e relax, in barba al caos e allo stressante traffico cittadino quotidiano.

Quartiere Coppedè: un angolo da fiaba della Capitale

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Suggestivo, fantasioso, eclettico e sfarzoso: con questi quattro aggettivi potremmo definire il quartiere Coppedè a Roma, un angolo elegante e pittoresco della Capitale, meno conosciuto rispetto alle principali attrazioni della Città Eterna.

Creazione artistico-architettonica tra le più innovative di inizio Novecento, è un luogo incantevole che sorge nel quartiere Trieste-Salario, tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento. Si tratta di un complesso di sette fabbricati, dieci palazzine e 18 villini con fulcro centrale in piazza Mincio, progettato dall’architetto, scultore e decoratore fiorentino Gino Coppedè (1866-1927), su commissione della Società Anonima Edilizia Moderna. Il risultato? Un insediamento di circa 30mila mq caratterizzato da un incredibile mescolanza di stili architettonici, dal Liberty all’Art Déco, al neogotico, al barocco, al manierismo fino all’arte greca (non a caso riconducibile alla corrente del Neoeclettismo), che vide la luce negli anni dal 1915 al 1927 e ancora oggi immerge i visitatori in un’atmosfera fiabesca e surreale, tra archi, fontane, torri, loggiati, vetrate, balconi, stucchi, fregi e un’infinita serie di decorazioni multicolori.