Psicologia

“Coraline” dei Maneskin: la lettura psicologica

Di Sandra Saporito - 29 Marzo 2022

Esistono temi delicati, difficili da affrontare ma il pericolo del silenzio è quello di farli scivolare nell’ombra, appesantiti dal peso di una vergogna che non dovrebbe esistere ma che piano piano si insinua e crea incomprensioni, sofferenza, solitudine. Per fortuna, capita che l’arte si faccia avanti lì dove le parole semplici si fermano e si ricopra di una funzione sociale esponendo con delicatezza un messaggio forte, facendosi portavoce di una verità troppo spesso ignorata o denigrata: è il caso di Coraline dei Maneskin.

Damiano David, cantante del gruppo romano, non è riuscito a trattenere le lacrime mentre portava Coraline sul placo che ha consacrato i Maneskin come vincitori dell’edizione 2021 di Sanremo ed è comprensibile: Coraline è una canzone che lascia il segno, o meglio, una cicatrice, perché si fa balsamo su una ferita portata a volte per anni e permette a quelle parole troppo spesso soffocate nel cuore della notte di essere finalmente ascoltate, anche da chi, quel dolore, non lo conosce ma ora lo può sentire.

Chi sono i Maneskin

I Maneskin sono un gruppo Glam rock originario di Roma formatosi nel 2015 e composto da Damiano David (voce), Victoria De Angelis (basso), Thomas Raggi (chitarra) ed Ethan Torchio (batteria). La band italiana vincitrice di numerosi premi musicali tra cui l’Eurovision 2021 e una candidatura al Premio Amnesty col brano Stato di natura (con Francesca Michielin), si è esibita in un Tour mondiale che ha conquistato il cuore di molti, sia per la sua incredibile presenza scenica che per il significato profondo dei loro testi.

La storia vera (e la battaglia) che ha ispirato Coraline

Coraline, il secondo estratto dell’album Teatro d’ira – Vol. I, è un brano che parla di forza e vulnerabilità al femminile, dell’impotenza di fronte al dolore della donna che si ama. All’origine della canzone, c’è la battaglia della fidanzata di Damiano dei Maneskin, Giorgia Soleri, modella e attivista per i diritti delle donne, che lotta per il riconoscimento delle “malattie invisibili”: “Chiediamo allo Stato e al Servizio Sanitario Nazionale di riconoscere come malattie croniche e invalidanti vulvodinia, neuropatia del pudendo e fibromialgia, e di garantire maggiori tutele a chi soffre di endometriosi.” scrive in un suo appello su Instagram. (Qui trovi il testo integrale)

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© Pexels

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Il significato della canzone si ispira a lei, Giorgia Soleri, ad una “Guerriera dal cuore zelante” che combatte per fare riconoscere il dolore delle tante donne che soffrono di endometriosi, adenomiosi, vulvodinia e di patologie ancora misconosciute che colpiscono l’apparato genitale femminile. Giorgia Soleri ha confessato la sua sofferenza su Instagram (“Se senti campane cantare / Vedrai Coraline che piange”) ed è diventata la portaparola del dolore di molte donne incomprese (“prende il dolore degli altri / E poi lo porta dentro lei”).

Tra le righe di Coraline dei Maneskin

Questa favola cantata non racconta soltanto il dolore fisico, spesso insostenibile di una “Coraline” che cresce con un male invisibile: “È una bambina però sente / Come un peso e prima o poi si spezzerà”, ma testimonia la violenza che si può provare quando il proprio dolore non viene riconosciuto: “E ogni parola è un’ascia / Un taglio sulla schiena”. Coraline vive in un corpo di cui non riesce a comprendere il messaggio. Dall’esterno tutto sembra normale, ma lei dentro vive un inferno. La sua verità non viene ascoltata e su di lei pesa il giudizio di chi non comprende ciò che in silenzio sta sopportando.

Ciò che vive le porta a mille rinunce, tra ciò che vorrebbe e ciò che le crea dolore (“Però lei sa la verità / Non è per tutti andare avanti / Con il cuore che è diviso in due metà”), e ad altre patologie tra cui l’anoressia e la depressione: “Ma Coraline non vuole mangiare no / Sì Coraline vorrebbe sparire / E Coraline piange / Coraline ha l’ansia”. Per colpa della malattia, perderà molti sogni e speranze, “il frutto del suo ventre”, e penserà di mollare ma c’è chi al suo fianco la sostiene: “Sarò vessillo, scudo / O la tua spada d’argento”. L’amore non abdica di fronte alla malattia.

Non c’è un vero lieto fine a questa favola così realistica, ma una barlume di speranza che si profila all’orizzonte, come “ un castello / Con mura talmente potenti / Che se ci vai a vivere dentro / Non potrà colpirti più niente”: il viaggio di Coraline continua quindi, verso un sogno di guarigione che forse un giorno diventerà realtà.

Forse lo diverrà davvero per le molte “Coraline” che dopo anni trascorsi nell’ombra, e grazie alla battaglia portata avanti da Giorgia Soleri, potranno finalmente chiamare il loro dolore per nome e trovare una cura.

Il testo integrale di Coraline

La canzone Coraline è stata integralmente scritta da Thomas Raggi, Ethan Torchio, Victoria De Angelis e Damiano David. Ecco il testo:

Ma dimmi le tue verità
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline Coraline

Coraline bella come il sole
Guerriera dal cuore zelante
Capelli come rose rosse
Preziosi quei fili di rame amore portali da me
Se senti campane cantare
Vedrai Coraline che piange
Che prende il dolore degli altri
E poi lo porta dentro lei

Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline

Però lei sa la verità
Non è per tutti andare avanti
Con il cuore che è diviso in due metà
È freddo già
È una bambina però sente
Come un peso e prima o poi si spezzerà
La gente dirà: “Non vale niente”
Non riesce neanche a uscire da una misera porta
Ma un giorno, una volta lei ci riuscirà

E ho detto a Coraline che può crescere
Prendere le sue cose e poi partire
Ma sente un mostro che la tiene in gabbia
Che le ricopre la strada di mine
E ho detto a Coraline che può crescere
Prendere le sue cose e poi partire
Ma Coraline non vuole mangiare no
Sì Coraline vorrebbe sparire
E Coraline piange
Coraline ha l’ansia

Coraline vuole il mare ma ha paura dell’acqua
E forse il mare è dentro di lei
E ogni parola è un’ascia
Un taglio sulla schiena
Come una zattera che naviga
In un fiume in piena
E forse il fiume è dentro di lei, di lei

Sarò il fuoco ed il freddo
Riparo d’inverno
Sarò ciò che respiri
Capirò cosa hai dentro
E sarò l’acqua da bere
Il significato del bene
Sarò anche un soldato
O la luce di sera
E in cambio non chiedo niente
Soltanto un sorriso
Ogni tua piccola lacrima è oceano sopra al mio viso
E in cambio non chiedo niente

Solo un po’ di tempo
Sarò vessillo, scudo
O la tua spada d’argento

E Coraline piange
Coraline ha l’ansia
Coraline vuole il mare
Ma ha paura dell’acqua
E forse il mare è dentro di lei
E ogni parola è un’ascia
Un taglio sulla schiena
Come una zattera che naviga
In un fiume in piena
E forse il fiume è dentro di lei, di lei
E dimmi le tue verità

Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline

Coraline, bella come il sole
Ha perso il frutto del suo ventre
Non ha conosciuto l’amore
Ma un padre che di padre è niente
Le han detto in città c’è un castello
Con mura talmente potenti
Che se ci vai a vivere dentro
Non potrà colpirti più niente
Non potrà colpirti più niente

Fonti:

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in Discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it





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