Settembre ha la grazia del cambiamento che sfuma lentamente, del ritmo che rallenta, di libri nuovi e agende con pagine immacolate. Sa di nuovi inizi discreti ma curati, che maturano come le mele sugli alberi. È un mese che invita a ricominciare, ma seguendo il ritmo del proprio passo, con più maturità. I progetti seminati sotto la sua protezione hanno un alone di maturità che deriva direttamente dalla posizione interiore dalla quale nascono: un desiderio maturo, ponderato, di cambiamento, più legato alla scelta che alla frenesia di dare una svolta alla propria vita.
Settembre non ci parla di rivoluzioni, di mollare tutto per ricominciare da zero, ma di piccole tappe che creano un viaggio autentico verso il proprio orizzonte.
Quando rincorrere non deriva da una scelta
I nuovi inizi sono spesso influenzati da aspettative sociali: gli obiettivi da raggiungere riguardano più la forma fisica che la salute, più il fatturato e la riprova sociale che la soddisfazione e l’entusiasmo che si prova nel proprio operato. Gli obiettivi da raggiungere si accumulano, stonano spesso con l’imperativo interiore e fanno nascere inutili sensi di colpa per il tempo sprecato e per il bisogno di dimostrare a sé stessi o agli altri di essere capaci di cambiare, di raggiungere i traguardi sussurrati dall’esterno. Questo ricominciare nasce da una reazione al senso di colpa per essere diversi da ciò che la società si aspetta da noi, e dal senso di inadeguatezza che ne deriva.
→ Leggi anche: Le Aspettative Ti Impediscono Di Realizzarti Nella Vita
Cerchiamo di cambiare per allinearci al mondo, e non perché scegliamo noi stessi, ed è forse questo uno dei motivi per i quali numerosi buoni propositi nati il 1° gennaio non arrivano a metà mese.
Anche la posizione dalla quale nasce il sogno del traguardo è importante. Quando si radica nell’aspettativa, il nuovo proposito o progetto si porta dietro l’energia dell’ansia, del timore di non farcela, e poi, alle prime difficoltà, si sgonfia, traballa, cade. E spesso non ha nemmeno la forza di rialzarsi.
Quello che nasce dalla scelta ha una struttura diversa. Si basa sulla riflessione, l’ascolto e l’allineamento a ciò che siamo. Accusa spesso meglio i colpi avversi e, se e quando cade, si ferma, fa un bilancio ponderato e riparte. Somiglia più all’avanzata sicura anche se lenta della tartaruga che compete con la lepre della famosa fiaba, ed è proprio questo che le permette di attraversare gli ostacoli, tutti i micro-fallimenti che possono rivelarsi ottimi maestri.
La differenza deriva quindi dalla capacità di fermarsi prima di agire, di chiedersi non solo “cosa dovrei fare” ma “cosa ha davvero senso per me, ora”. È un movimento che nasce dall’interno, non dall’esterno.
Settembre, la stagione che invita a ponderare

Fonte: Pexels.com
L’estate si ritira e l’autunno avanza, un colore alla volta. Percepiamo il cambio di stagione non soltanto in natura ma spesso anche dentro di noi: se restiamo in ascolto delle nostre sensazioni corporee e dei nostri pensieri, noteremo cambiamenti anche negli stati mentali e nei processi cognitivi.
L’autunno, in particolare, è simbolicamente associato al raccoglimento. È la stagione in cui la natura stessa rallenta, concentra le energie, lascia cadere ciò che non serve più per proteggere ciò che è essenziale. Questo movimento naturale trova un’eco profonda nella psiche umana: settembre ci invita, quasi per analogia, a fare lo stesso. A chiederci cosa, nella nostra vita, è come una foglia che possiamo lasciare andare, e cosa invece merita di essere protetto e coltivato nei mesi bui.
Carl Gustav Jung ha dedicato gran parte della sua opera a questo tipo di movimento interiore, che chiamava “individuazione”: il processo attraverso cui una persona diventa più consapevole, autentica, integrando le parti di sé che erano rimaste nell’Ombra.
→ Leggi anche: L’ombra interiore, perché accogliere il buio può far emergere la luce
Paragonò anche le fasi della vita psichica alle stagioni: l’autunno, secondo lui, non era un mero declino, ma un tempo di raccolta e di bilancio, in cui si imparava a distinguere ciò che aveva davvero valore da ciò che era meglio salutare.
È il momento in cui l’energia, invece di disperdersi in mille direzioni come può accadere in primavera o in estate, si concentra su ciò che conta davvero: progetti a lungo termine, relazioni significative, percorsi che richiedono tempo per maturare.
→ Potrebbe interessarti: L’autunno Non È Una Stagione, Ma Uno Stato D’animo
Rallentare, osservare e tagliare il superfluo per far spazio

Fonte: Pexels.com
Settembre ci introduce gradualmente alla stagione più buia e ci ricorda di risparmiare energie. Dopo l’estate, il corpo e la mente chiedono un ritmo diverso, complice il ritorno alle attività lavorative: meno impegni superflui, perdite di tempo che drenano l’energia, una routine più sana, capace di sostenerci senza imprigionarci in regole rigide.
L’ascolto dei nostri veri bisogni può diventare una bussola preziosa. Invece di aggiungere nuovi obiettivi alla lista, come l’ennesimo corso, l’ennesima abitudine da costruire da zero, settembre può essere il mese dell’alleggerimento consapevole, dell’ottimizzazione delle nostre risorse interiori.
Impariamo a togliere prima ancora di aggiungere. È quindi un’etica del ricominciare che passa dalla sottrazione: capire cosa ci ha stancato negli ultimi mesi, cosa abbiamo portato avanti solo per inerzia o per paura di deludere qualcuno e trovare il coraggio di lasciarlo andare.
Cosa di preciso? I progetti nati da aspettative altrui, per esempio, oppure le abitudini che hanno tolto energia, tutti i “dovrei, ma…” che fanno venire il bruciore di stomaco…
Cosa nella nostra vita somiglia a una foglia pronta per la sua ultima danza?
→ Potrebbe interessarti anche: Per Vivere Bene Bisogna Tagliare I Rami Secchi
Come ricordava Jung, la consapevolezza è un processo in divenire: emerge nel tempo, spesso proprio nei momenti di pausa che ci concediamo di rado.
Ricominciare a settembre con misura

Fonte: Pexels.com
C’è una maturità, spesso sottovalutata, nello scegliere di procedere con misura, di dare tempo ai progetti importanti invece di pretendere risultati rapidi. Ricordiamo il vecchio adagio: “chi va piano va sano e lontano”. Settembre, con il suo ritmo che rallenta insieme alla luce che si accorcia, sembra fatto apposta per ricominciare, certo, in modo meno spettacolare e rumoroso di quello di gennaio, ma probabilmente più autentico, maturo e consapevole.
Settembre non ci chiede di essere la migliore versione di noi stessi. Ci chiede di essere noi stessi, semplicemente, senza affanni, senza aspettative illusorie, senza traguardi ingannevoli. Ci chiede l’onestà di osservare il nostro orizzonte personale mentre il sole colora il mondo di bronzo, oro e rame, e di scegliere cosa vogliamo davvero portare con noi nella stagione che viene.
Sandra Saporito
Autrice e divulgatrice, operatrice in DBN
www.risorsedellanima.it
Fonti e approfondimenti:
• C.G. Jung, Ricordi, sogni, riflessioni, Rizzoli, Milano, 1998.
• C.G. Jung, L’uomo e i suoi simboli, TEA, Milano, 2025.
• James Hillman, Il codice dell’anima, Carattere, vocazione, destino, Adelphi, Milano, 2009.




