L’anno civile inizia a gennaio, ma sin da piccoli siamo abituati a un tempo diverso, scandito dalla prima campanella che inaugura l’anno scolastico, il capodanno che molti di noi percepiscono anche nel cambio stagionale. L’inizio della stagione autunnale fa eco a un sentire interiore che segue la danza delle foglie e un nuovo grande inizio.
Per chi vive settembre come un nuovo inizio, agosto ha il sapore dei preparativi, quelli veri, fatti con calma, consapevolezza e presenza, e non sulla scia di una moda quasi imposta fatta di liste e buoni propositi. No, agosto ci parla di progetti che maturano con i loro tempi, come i frutti sugli alberi, perché è il mese delle pause, dei ritmi che si allentano, dei luoghi diversi da quelli di sempre.
Agosto è il mese dei tempi più lenti, dello svago, dell’ozio così fecondo e utile al nostro benessere interiore; nel silenzio di un pomeriggio d’estate, lontano dalla routine, spesso arrivano le intuizioni più chiare su chi vogliamo diventare e cosa vogliamo portare nel mondo.
Ognuno di noi segue il suo calendario emotivo personale
Personalmente, non ho mai sentito gennaio come il mese dei nuovi inizi. In quel periodo preferisco restare al calduccio, nascosta dal mondo, e aspettare il ritorno della primavera come fanno gli orsi, perché non ho l’energia necessaria per progetti nuovi. A lungo mi sono sentita “fuori fase”, fino a quando ho capito che viviamo secondo più calendari contemporaneamente, ognuno secondo i propri tempi interiori.
C’è il calendario civile, che inizia a gennaio; quello scolastico, che per molti di noi resta impresso nella memoria come il vero “capodanno” del cambiamento, con settembre che profuma di quaderni nuovi. E poi c’è un terzo calendario, meno visibile: quello emotivo, quello che segue il nostro bisogno personale di trasformazione.

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A volte quest’ultimo calendario coincide con uno dei primi due, altre volte no, in quanto si attiva secondo i nostri cicli personali, quando siamo pronti o quando ne abbiamo bisogno. E agosto, con le vacanze, i viaggi, i tempi sospesi, è il momento in cui possiamo ascoltare con maggiore presenza ciò che si muove dentro di noi, osservare il nostro spazio mentale e ciò che lo abita: riflessioni, decisioni rimandate a lungo, la forza di volontà per aprire quel cassetto polveroso nel quale molti progetti stanno invecchiando senza aver mai visto la luce del sole.
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Agosto, con le sue giornate più lunghe e libere dagli impegni e dalle preoccupazioni lavorative, ci restituisce non solo il tempo per assaporare la nostra vita, ma quello spazio interiore per un po’ sgombro dalle cianfrusaglie imposte dagli obblighi quotidiani. Qui il respiro si fa più profondo e la mente più libera. La luce di agosto fa chiarezza su ciò che per noi era talmente importante da prendere la polvere, solo perché non avevamo il coraggio di buttarlo via.
Creare i propri tempi di soglia per ripartire
Aspettare gennaio (così come il lunedì, d’altronde) per iniziare qualcosa può essere un modo elegante ma controproducente per rimandare. E lo facciamo perché mentalmente abbiamo bisogno di una soglia, di ancorarci a un punto di partenza che abbia un significato condiviso, di un tempo simbolico. Ma scordiamo che i simboli possono essere anche personali.
Ogni giorno può essere un piccolo capodanno, se scegliamo di trattarlo come tale. Ogni momento può essere il preludio di un nuovo grande inizio se dentro di noi lo sentiamo con forza. È sufficiente un “Ora basta!” o una comprensione che non si può più ignorare. Agosto ha però un vantaggio in più rispetto a un qualsiasi martedì pomeriggio dell’anno: offre naturalmente le condizioni che favoriscono la riflessione grazie al tempo delle vacanze.

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Il ritmo diverso delle giornate facilita l’ascolto di quella voce interiore che, nella confusione del tran tran quotidiano, fatichiamo a sentire.
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E quando riusciamo a individuare un bisogno reale, impellente, che non riusciamo più a chiudere nel cassetto, è più efficace seguire quel calendario emotivo che le convenzioni sociali.
Come trasformare agosto in un vero punto di partenza
Se agosto ci sta offrendo uno spazio di calma, di svago, di viaggio fuori dalla consuetudine, possiamo cogliere ciò che in questo periodo finalmente riesce a venire alla luce del sole per coltivarlo veramente, dargli senso e rispondere alle nostre necessità profonde.
I nuovi inizi che vedono la luce alla fine dell’estate hanno il passo più lento e maturo, ma hanno alle spalle settimane di riflessioni condotte con consapevolezza e ascolto. Non saranno probabilmente inizi esplosivi, ma saranno più sviluppati, completi, integri. E sappiamo che chi va lento va lontano.
Possiamo quindi concederci tempo per riflettere senza la fretta di agire. Lasciamo decantare lentamente le intuizioni. Possiamo scriverle, osservarle con calma nei giorni successivi, prima di capire quali meritano davvero di diventare progetti concreti. Cosa risuona con noi, cos’è fattibile, quali passi compiere.
Ma soprattutto, quando rallentiamo è utile osservare cosa emerge dentro di noi. Quali pensieri riaffiorano durante le nostre passeggiate, nei momenti di silenzio, quali necessità si fanno strada quando siamo in viaggio? Sono spesso indizi preziosi su ciò che davvero desideriamo. E sarà più facile rispondere a una necessità che forzarsi a seguire una lista di buoni propositi.

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E se, al ritorno dalle vacanze, portassimo con noi un pezzo del viaggio, un’esperienza, un’abitudine, un modo di approcciare la vita che ci faccia sentire bene, invece di un souvenir?
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Il vero nuovo inizio comincia quando lo decidiamo noi
Gennaio resta, culturalmente, il mese dei propositi, certo. Ma la vita reale, quella fatta di stanchezza, entusiasmo, pause e ripartenze, non segue sempre il calendario che ci è stato insegnato. Agosto, con il suo tempo dilatato e i suoi viaggi, spesso ci aiuta a capire cosa vogliamo, cosa ci fa sentire bene e chi vogliamo diventare.
“Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia.”
(Goethe)
Sandra Saporito
Autrice e divulgatrice, operatrice in DBN




