La vita è costellata da vari cambiamenti interiori. Sono soglie, oltrepassate le quali non siamo più le stesse persone di prima. Spesso sono mutamenti intimi, che non hanno un riscontro nel mondo esterno. Non vengono celebrati, riconosciuti, condivisi con gli altri. Rimangono segreti tra noi e la nostra vita emotiva.
Pensate a quando ci si libera da una paura, si cambia casa, ci si trasferisce in una nuova città, si lascia un lavoro o si abbandona un modo di pensare. Oppure ritornate con la mente ad saluto di una parte di voi che è rimasta nel passato, un addio a un sintomo. Sono tante le soglie che attraversiamo nella vita. Alcune siamo abituati a celebrarle in modo evidente e condiviso: un matrimonio, una laurea, un compleanno, un funerale. Altre non vengono nemmeno considerate degne di un piccolo festeggiamento, passano silenziosamente senza essere considerate importanti. Sembrano non lasciare nessun segno, ma non è così.
Questi movimenti interiori silenziosi vanno riconosciuti. Hanno bisogno di un loro spazio esistenziale, di attenzione da parte nostra. Solo così possono divenire passaggi di vita in grado di trasformarci. Altrimenti rimangono eventi sospesi, rilevanti per la nostra interiorità ma non in grado di toccarci nel profondo. Per riconoscerli basta un semplice rito, un’azione consapevole, un intento del cuore.
“I riti sono importanti, scandiscono il tempo, placano la paura. Danno disciplina al dolore.”
Nicoletta Verna
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Le grandi celebrazioni e i cambiamenti invisibili

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Ogni cambiamento avrebbe bisogno di attenzione, di tempo per omaggiarlo, di riti per accoglierlo. Un matrimonio, il superamento di un esame importante, l’inizio di una nuova vita sono alcune delle porte che ci catapultano in un mondo nuovo, diverso da quello vissuto fino a quel momento. Le grandi celebrazioni le abbiamo riservate per i cambiamenti più evidenti, quelli socialmente visibili. Per tutti gli altri spesso non impieghiamo tempo, energie, azioni mirate. Ma così facendo perdiamo il senso autentico di queste soglie invisibili che sono passi del nostro cammino capaci di ampliare la nostra prospettiva sull’esistenza.
Non serve compiere chissà quale azione per omaggiare questi mutamenti intimi, è necessaria solo la presenza a ciò che si sta vivendo. Afferrare l’importanza dell’evento e non lasciarsela sfuggire. Un movimento interiore non sempre facile da attuare.
Quali sono le trasformazioni interiori da celebrare
Dentro di noi avvengono continui cambiamenti. Eventi e percorsi particolari ci portano a togliere maschere, ruoli e identità che hanno accompagnato da sempre la nostra vita. Diventare adulti vuol dire spogliarci man mano di parti di noi che sentiamo non appartenerci più: ogni volta che lasciamo andare questo pezzo del nostro passato facciamo emergere una nuova versione di noi stessi. Siamo in continuo movimento e ogni passo va celebrato per poter andare avanti con più consapevolezza.
I lutti, le morti interiori, le relazioni d’amicizia e d’amore finite, quelle nuove che avanzano, le decisioni prese, i no detti con fermezza, i sì pronunciati con il cuore. Quante soglie viviamo ogni giorno!
I cambiamenti, visibili e invisibili, sono tutti quei moti interiori che ci donano una visuale nuova sull’esistenza, che trasformano il pensiero e abbattono i castelli di convinzioni. Sono occasioni di salto intimo verso una nuova versione di noi stessi, più autentica, originale, costruttiva.
Cambiare significa iniziare a guardare le stesse cose con occhi nuovi.
(Bronnie Ware)
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Imparare a riconoscere i propri passaggi

Fermarsi a dare importanza a queste trasformazioni intime vuol dire dare valore alla nostra interiorità. Significa volgere lo sguardo verso un mondo invisibile, fatto di emozioni, ricordi, intuizioni, idee nuove. Questo moto interiore ci costringe a rallentare, a respirare con più consapevolezza, a dare importanza al sentire intimo, proprio e altrui.
Imparare a riconoscere e celebrare i passaggi interiori è una rivoluzione culturale, un modo di ribellarsi alla superficialità del mondo, una via per prendersi cura di noi stessi, delle ferite, dei non detti. Un tempo prezioso, per guardarsi dentro e conoscersi meglio.
Perché dare un nome alle proprie rinascite interiori
Le nostre rinascite, piccole o grandi che siano, hanno bisogno di un nome. Quando si nomina qualcosa o qualcuno gli si sta dando valore, attenzione, riconoscimento. Un bambino, per crescere sano e forte, ha bisogno di questo cibo interiore. Anche l’adulto matura grazie a queste tappe evolutive viste e celebrate.
Nominare ciò che stiamo affrontando vuol dire renderlo vivo e, come tale, permettergli di esistere. Quando invece passiamo oltre ai vissuti senza riconoscerli rubiamo il loro diritto ad esserci, tratteniamo emozioni, rifiutiamo la vita.
È importante vedere come la gente sceglie i nomi. Morire e dare nomi – non si fa altro di sincero, probabilmente, per tutto il tempo che si campa.
(Alessandro Baricco)
Come celebrare le soglie interiori

Il nome permette di dedicare uno spazio vitale alla trasformazione interiore che stiamo vivendo. Basta pensarlo, scriverlo, renderlo musica, dipingerlo. Dargli forma attraverso un gesto creativo gli rende onore.
Per celebrare le soglie interiori è importante scegliere la via che sentiamo più affine a noi. A volte basta una candela accesa e una preghiera del cuore nominando ciò che si sta vivendo, altre volte è necessaria una vera e propria cerimonia con gli amici più intimi, in altri casi un tempo solitario e prolungato per rendere omaggio in modo autentico alla trasformazione che stiamo vivendo.
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Un esercizio di scrittura
Quando state vivendo una soglia, un periodo della vostra vita che vi fa chiudere con il passato, prendete tutto il tempo necessario per viverlo appieno. Spesso servono mesi per oltrepassare questa apertura trasformativa. Non abbiate fretta, solo fiducia che il tempo e lo sguardo interiore hanno bisogno del loro corso per nutrirvi come individui.
Quando percepite dentro di voi la necessità di elaborare i vostri vissuti prendete un foglio o, meglio, un diario personale che non è una modalità comunicativa adatta solo all’adolescenza, ma consigliata per tutte le fasi della vita.
Scrivete la data del giorno e date un titolo alla vostra soglia. Poi salutate la vostra identità di prima, ringraziandola per ciò che vi ha donato e dirigete lo sguardo verso ciò che vi è accaduto. Narratelo con le vostre parole, seguendo il flusso dei pensieri. Rimanete in questo gesto creativo per tutto il tempo necessario. Quando percepite di aver svuotato tutto il vostro vissuto interiore rivolgete l’attenzione a ciò che è cambiato in voi, a come vi sentite con questa veste nuova, a quali nuovi sogni, intenti e progetti sono germogliati nella vostra interiorità. Complimentatevi con voi stessi per questa attenzione del cuore che vi siete concessi.
Il momento di celebrazione scritta vi renderà più leggeri, più consapevoli di ciò che è accaduto, con la forza interiore necessaria per andare oltre. Pronti a vivere altre soglie, altri momenti di crescita, altri cammini di nutriente sguardo interiore.
Celebrare è far vivere, ricordare, aprire una porta, liberare, togliere i pesi; è andare avanti, con la direzione del cuore.
Articolo di Elena Bernabè
Scrittrice di elogi funebri, storie di guarigione, dialoghi introspettivi, meditazioni, lettere
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