La coccinella è uno dei pochi insetti, assieme a farfalle e api, a godere di buona reputazione e simpatia quasi universale. Quel grazioso piccolo coleottero rosso e nero è anche una determinata protettrice dell’orto e per questo motivo è molto amata dagli ortolani. La coccinella viene infatti chiamata da secoli con nomi che velano a malapena la stima che le viene riservata: gallina o cavallo di Maria, bestiolina del paradiso, maggiolino di Maria, piccola Maria… evocando ovunque sentimenti di gioia, protezione e fortuna. Per molte culture rappresenta una connessione diretta con il cielo e le sue benedizioni, ecco perché si trovano ancora oggi numerose formulette magiche che si recitano come filastrocche quando si avvistano. Il simbolismo della coccinella è ricco di significati e ci aiuta a capire il messaggio di cui è portatrice quando, per caso, si posa su di noi.
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La coccinella, un alleato prezioso
Per comprendere la radice del simbolismo della coccinella, è fondamentale comprendere come la sua vita s’intreccia con la nostra. La coccinella comune europea (Coccinella septempunctata) ha un ruolo fondamentale nell’ecosistema e nella protezione delle colture, ed è questo suo ruolo a renderla particolarmente apprezzata. È infatti una formidabile predatrice di afidi, insetti tra i più temuti in agricoltura per la loro voracità e rapida diffusione, in grado di annientare intere coltivazioni. È in grado di divorarne un centinaio al giorno.
È questa relazione benefica e reciproca tra insetto e uomo ad esserle valsa i numerosi appellativi legati al divino, al cielo e al paradiso. Sfatiamo però il mito secondo il quale i puntini svelano l’età della coccinella: l’europea è, geneticamente, sempre rossa con sette puntini, ecco perché è definita “septempunctata” (dal latino septem, “sette” e punctata, “punteggiata”).
Le coccinelle che hanno più di sette puntini sono diverse dalla coccinella comune e si dividono tra:
• La coccinella gialla con 21 punti (Psyllobora vigintiduopunctata): diffusa in Europa e parte dell’Asia, molto utile negli orti. Si nutre di funghi parassiti come l’oidio, la muffetta bianca che ricopre le foglie delle orticole.
• La coccinella arlecchino asiatica (Harmonia axyridis): può somigliare alla coccinella comune e gialla, ma può anche essere di colore arancione o nero con puntini rossi, gialli o arancioni di numero variabile; può essere facilmente riconosciuta dalla classica “M” che porta sul dorso della testa (il pronoto). Questa coccinella è pericolosamente opportunista: se non trova afidi a sufficienza, può nutrirsi di altre coccinelle.

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Sapendo quanto la nostra vita sia dipendente dall’agricoltura, non sorprende che la coccinella comune si sia attirata sin da subito la simpatia dei coltivatori, che l’hanno accolta come un aiuto divino e una benedizione!
Il simbolismo della coccinella nelle diverse culture
La coccinella affascina l’immaginario collettivo da secoli e il suo simbolismo attraversa i continenti, assumendo significati simbolici legati alla positività e alla sacralità.
La tradizione d’amore nel Nord Europa
Prima della cristianizzazione, i popoli nordici associavano la coccinella a Freyja, la dea dell’amore, della bellezza e della fertilità nella mitologia norrena, assimilabile alla dea Afrodite, facendone un simbolo d’amore, fertilità e rinnovamento legato ai cicli della natura e alla primavera.
Era chiamata Freyjuhæna (la “gallinella di Freyja”). Ancora oggi, in Svezia e in Norvegia, se una coccinella si posa sulla mano di una giovane donna, si dice che stia prendendo le misure per i guanti da matrimonio, annunciando un amore imminente; mentre in Francia, Germania e Belgio è usanza oracolare interrogare la coccinella sul matrimonio futuro e interpretare il responso a seconda della direzione del suo volo.
In Provenza, dove la coccinella è chiamata anche Catharinetto, si dice ancora oggi: Catharinetto, digo-mai, mounte passarai quand mi madarai? (“Catharinetto dimmi dove passerò quando mi mariterò”).

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La leggenda cristiana della coccinella, legata alla Vergine Maria
La coccinella è intimamente legata alla figura della Vergine Maria. Una leggenda medievale narra che durante un’invasione di insetti (che nelle campagne evocavano la punizione divina), i contadini pregarono la Vergine affinché salvasse i loro campi. In risposta, la Vergine avrebbe mandato milioni di coccinelle che fecero piazza pulita dei parassiti.
Da quel momento, il guscio rosso tinto di nero rappresentò il mantello rosso della Vergine, maggiormente rappresentato in Oriente, e i sette punti neri vennero associati ai Sette Dolori e alle Sette Gioie di Maria.
Ecco spiegato perché il nome della coccinella s’ispira alla madre di Gesù in molte lingue europee. Infatti, in inglese viene chiamata Ladybird o Ladybug (dove “Lady” si riferisce alla Madonna); in tedesco è Marienkäfer (“Maggiolino di Maria”); in spagnolo è Mariquita (piccola Maria); in alcune zone della Francia è la petite vache de Marie (piccola vacca di Maria).
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Il miracolo conferì al piccolo insetto un significato beneaugurante ed estremamente positivo destinato a durare nei secoli. Divenne un portafortuna, simbolo di protezione celeste e gioia, rinascita e vittoria. Ancora oggi è considerata come la piccola messaggera di Maria e spesso le vengono sussurrate le preghiere del cuore prima di liberarla in volo, con la speranza che possa intercedere presso la madre di Dio.
Il simbolismo della coccinella in Giappone: il ponte verso il cielo
In Giappone, la coccinella è chiamata Tentomushi, “insetto del percorso celeste” o “insetto del Sole”. Questo nome deriva dal fatto che la coccinella cerca sempre di raggiungere la cima di un ramo o del dito prima di spiccare il volo verso il cielo.
È associata alla dea del Sole Amaterasu e simboleggia la rettitudine, la perseveranza e la connessione spirituale con gli antenati. Anche qui, si ritiene che le coccinelle portino le preghiere degli uomini direttamente agli dei.
Le credenze popolari sulle coccinelle
Tra le numerose credenze popolari che gravitano intorno al piccolo insetto-portafortuna, c’è quella secondo cui contare i puntini sulla sua schiena equivalga ai mesi (o agli anni) di fortuna che porta con sé. Invece, scacciare una coccinella significa mandare via la buona fortuna; mentre ucciderla porterebbe sfortuna per 7 anni.
Secondo la tradizione, se una coccinella si posa su di noi, porta con sé protezione e fortuna. In Francia, questo comportamento è osservato con grande attenzione. Infatti, si narra che un giorno una coccinella si posò ripetutamente sulla guancia di un condannato mentre veniva portato al patibolo. Questo strano evento fu letto come un segno divino da parte del re, che graziò il condannato. Da quel giorno, alla coccinella viene riconosciuto un potere protettivo immenso.
Secondo una credenza italiana, se si posa sulla mano, annuncia un guadagno o un lavoro imminente; sulla testa, indica un chiarimento di idee o un superamento di un blocco mentale; vicino al cuore, l’arrivo di un grande amore o la guarigione da una ferita emotiva.
Il significato spirituale della coccinella: qual è il suo messaggio?

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La coccinella è un insetto a metamorfosi completa, che attraversa diversi stadi: uovo, larva, pupa e infine insetto adulto grazioso e assai simpatico. La larva di coccinella è spesso considerata brutta, scura e spinosa, e per questo motivo non si riconosce quale meravigliosa creatura diventerà.
Ci ricorda che l’evoluzione non è un percorso lineare o facile. È una trasformazione interiore continua che può non essere riconosciuta al suo giusto valore dal mondo esterno. Per questo motivo, la coccinella ci insegna la pazienza e la fiducia nel proprio processo evolutivo, soprattutto nei periodi più difficili e impegnativi, che richiedono da noi una dose di protezione aggiuntiva per far fronte alle difficoltà della vita. Sono fasi da attraversare che ci cambiano profondamente. E anche se non riconosciamo la bellezza che ci abita in quei momenti, ciò non significa che non vi sarà, ma che è in corso un processo di trasformazione profonda che necessita di tempo, cura, attenzione e perseveranza.
Dopotutto, anche le coccinelle hanno un guscio rigido che protegge le loro ali delicate. Si proteggono. Ma questa protezione non diventa motivo di chiusura, anzi. Quando è ora di spiccare il volo, lasciano andare le difese e si aprono al mondo.
Ed è così che diffondono il meraviglioso messaggio di cui sono portatrici.
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Fonti e approfondimenti:
• Éloïse Mozzani, Le Livre des superstitions. Mythes, croyances et légendes, Éditions Robert Laffont, 2019.
• Marie-Charlotte Delmas, Dictionnaire de la France mystérieuse. Croyances populaires, superstitions, sorcellerie, rites magiques, Éditions Omnibus, 2016.




