Significati Simbolici

Equinozio di primavera: l’equilibrio tra ciò che lasciamo andare e ciò che accogliamo

Di Sandra Saporito - 19 Marzo 2026

L’equinozio di primavera è un momento di passaggio straordinario che accoglie nel suo abbraccio due tempi completamente opposti: è l’incontro tra la notte e il giorno, il caldo e il freddo, l’inverno che ci saluta fino all’anno prossimo e lascia spazio alla primavera.

Lei, spirito libero vestito di petali, ci scompiglia i pensieri con la sua energia frizzante e allegra che soffia giocosamente su tutti i castelli di carta che abbiamo costruito sotto le coperte, e ci trascina per la manica mentre abbiamo le braccia ancora cariche di progetti e sogni forse ancora abbozzati, perché è giunto il tempo di seminare. E allora usciamo con lei a seminare ravanelli, lattughe e qualche sogno sparso che si spera germoglierà presto.

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
(Khalil Gibran)

Il significato simbolico dell’equinozio di primavera

Questo 20 marzo 2026, l’equinozio dà il colpo d’avvio alla splendida primavera, la cui etimologia deriva dal latino: prima, “inizio”, e ver-, “bella stagione”, che origina a sua volta da una radice indoeuropea vas- col significato di “ardente”, “splendente”. Termini che si addicono a meraviglia a questa stagione luminosa. Infatti, l’equinozio è un giorno che porta in sé l’immagine dell’equilibrio, dell’armonia tra forze che siamo soliti porre in contrasto ma che nella loro danza permettono il fluire della vita e delle stagioni.

Montagne innevate e fiori, simbolo del passaggio tra stagioni dell'equinozio di primavera

Fonte: Pexels.com

Il termine “equinozio” deriva dal latino aequa nox col significato di “notte uguale (al giorno)”. Dal punto di vista astronomico, l’equinozio si verifica quando il Sole attraversa l’equatore celeste, rendendo la durata del giorno e della notte quasi uguale in tutto il pianeta, con una differenza sostanziale: quando noi festeggiamo l’arrivo della primavera, l’emisfero australe accoglie il primo giorno d’autunno, per ricordarci, ad un livello planetario e non più temporale, che gli opposti non lottano, ma coesistono.

Questo nuovo giorno di primavera che sorge è per definizione più splendente, sia nella luce che cresce, che nei colori e nella vitalità che emerge da ogni dove. Quella qualità focosa e ardente che emerge dalla radice stessa del nome della stagione si manifesta nell’elemento del segno zodiacale che accoglie il Sole in questo giorno particolare.

L’Ariete, primo segno dello zodiaco, è portatore di un Fuoco esplosivo, scoppiettante, che smuove, mette in moto ciò che sonnecchia ancora. È sua l’esplosione dei fiori sugli alberi e degli amori che danno luogo a canti e danze fra animali. Marte, suo governatore e dio al quale è dedicato il mese di marzo, era infatti anche una divinità della natura e non solo della guerra.

→ Leggi anche: La Missione Dei Nati Sotto Il Segno Dell’Ariete, I Pionieri Dello Zodiaco

La natura stessa quindi, con un linguaggio semplice porta il nostro sguardo sulla capacità di dare dignità alle diverse forze che ci abitano senza giudicarle, dando inizio, anzi, a qualcosa di nuovo, di inaspettato e follemente creativo, come il primo fiore di primavera che, aprendosi, sfida il grigio del mondo con coraggio come un guerriero impavido, invitando il cielo a fare altrettanto.

L’equinozio di primavera è pertanto una soglia verso gli insegnamenti di Madre Natura, verso noi stessi, verso il mondo a volte. Ma sempre verso la vita che si espande e si moltiplica.

Luce e Ombra in armonia

In molte tradizioni, i miti legati alla primavera sono connessi a storie di morte e rinascita e a culti misterici che parlano dell’immortalità dell’anima: il più famoso nella nostra cultura di matrice greco-romana è certamente il mito di Persefone e Demetra, pilastro dei Misteri Eleusini. La primavera segna secondo il mito il ritorno di Persefone, rapita da Ade, il re degli Inferi, portando sua madre Demetra, dea delle messi e dell’agricoltura, a ricoprire il mondo di bellezza, colori e profumi, per celebrare il suo tanto atteso ritorno.

Fiori all'alba dell'inizio della primavera

Fonte: Pexels.com

Il mito di Adone, anch’esso fulcro di un culto misterico antichissimo di probabile origine mesopotamica, simboleggia una dinamica analoga. Secondo il racconto dello Pseudo-Apollodoro, Adone era nato da un’unione incestuosa tra Mirra e suo padre, re di Cipro, durante la celebrazione della festa di Demetra. Alla sua nascita, Afrodite lo diede in affidamento a Persefone, regina degli Inferi, per salvarlo dalla follia omicida di suo padre. Secondo il mito, anche lui ogni anno fa ritorno su Terra per la gioia della dea dell’amore che rimase incantata dalla sua bellezza.

→ Leggi anche: Afrodite, chi è la dea dell’amore e della bellezza

Questi due miti, sorprendentemente intrecciati dall’inizio alla fine, mostrano quanto la dimensione nascosta, l’Ombra, sia qui vista come un luogo di custodia, così come la terra custodisce in sé i semi prima di restituirli alla luce, al mondo. L’Equinozio di primavera è in questa ottica il tempo di passaggio dall’Ombra alla Luce, dalla dimensione nascosta a quella manifesta, dall’introspezione all’azione. E questo passaggio, in ogni tempo, è celebrato con gioia e sacralità.

Lasciare andare il passato

L’invito della primavera alla rinascita è un processo che implica di lasciar andare ciò che eravamo, di lasciar andare il passato. Non è sempre un’operazione semplice, anzi, ma è proprio questa “pulizia di primavera” interiore e talvolta esteriore, che ci permette di rendere più leggero il cammino, ma anche il pensiero e il cuore.

L’equinozio di primavera è un momento significativo perché è un attraversamento naturale, concreto, ma anche simbolico e interiore. Simboleggia una soglia, un limine, un luogo di passaggio tra uno stato e l’altro. È la transizione tra l’inverno interiore caratterizzato spesso da un maggiore ripiego su di sé, dialogo interiore, introspezione, e uno stato più aperto alla possibilità.

Un sentiero fiorito nel bosco, luogo di passaggio, limine simbolico

Fonte: Pexels.com

Come i semi che sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna della primavera. Fidatevi dei sogni, poiché in essi è nascosta la porta dell’eternità.
(Khalil Gibran)

Ma per accogliere la novità, occorre creare uno spazio vuoto. C’è forse una versione di noi, che dobbiamo lasciare andare come il seme lascia andare il guscio? Quale spazio possiamo liberare in noi, quali dubbi, quali sentieri hanno fatto il loro tempo?

Accogliere il nuovo con consapevolezza (e un poco di brio)

L’equinozio di primavera è il giorno in cui il mondo ci invita con una brezza gentile e qualche petalo di ciliegio ad uscire dal grigiore con un sospiro per prepararci a volgere di nuovo lo sguardo verso il mondo, forte della maturazione invernale dei sogni covati al caldo, dei pensieri dal passo lento che hanno avuto il tempo di comprendere come crescere in progetti reali da trapiantare nel quotidiano. Perché c’è un tempo per tutto, e l’equinozio di primavera è qui per ricordarci che c’è un fuoco che arde dentro di noi per un motivo: può chiamarsi passione, entusiasmo, volontà, creatività, … Sono tutti i nomi di una voglia di mettersi in gioco.

Infatti, la primavera è una scommessa basata sulla fiducia, è un rito di crescita che affonda nella consapevolezza e nella sacralità del gioco, spesso ritualizzato nei tempi antichi, e dimenticato nei tempi odierni. Eppure il gioco non è solo svago, ma anche cura di parti dimenticate di sé, necessità del corpo e della mente. Funge da boccata d’aria fresca e pizzico di follia che allontana le nuvole delle preoccupazioni e regala respiro. Grazie alla leggerezza che il gioco porta con sé, il sistema nervoso può finalmente abbassare la guardia e ricaricare le batterie grazie a dopamina e endorfine, gli ormoni del buonumore.

Una ragazza in un campo di dente di leone soffia un fiore al vento

Fonte: Pexels.com

Quindi, è il tempo ideale per chiederci: cosa ci entusiasma in questo periodo? C’è forse qualcosa che da bambino ci piaceva fare e poi, per qualche ragione, abbiamo messo da parte anche se ci dava gioia? Quale sogno sta chiamando da dentro un cassetto polveroso?

Già porci queste domande e rispondervi senza filtri né aspettative è un atto di fiducia verso di sé.

L’equinozio di primavera è una danza sotto una pioggia di petali colorati tra chi eravamo e chi ci apprestiamo a svelare (o scoprire) di noi, tra la nostra notte interiore e i giorni più spensierati. È la storia eterna di una rinascita che ognuno di noi vive dentro di sé, talvolta anche senza rendersene conto.

→ Prosegui la lettura: Equinozio di primavera, cos’è e alcuni rituali per festeggiare la stagione dei nuovi inizi

Fonti e approfondimenti:

• Károly Kerényi, Gli dei e gli eroi della Grecia. Il racconto del mito, la nascita delle civiltà, Il Saggiatore, 2015.
• Paolo Quagliarella , Astrologia e Mito – Il Segno dell’Ariete e Marte, Independly published, 2020.

Sandra Saporito





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