Significati Simbolici

L’ equinozio d’autunno: l’eterna danza tra luce e ombra

Di Sandra Saporito - 22 Settembre 2025

L’equinozio d’autunno è un tempo sacro,  liminale ricco di significati che s’intrecciano in una trama misteriosa e variopinta tra astronomia, significati spirituali e folcloristici tramandati per millenni. La sua posizione nella ruota dell’anno lo vede come ponte tra due stagioni e punto focale di equilibrio tra giorno e notte, luce e ombra. Da questa posizione privilegiata, ci offre un’importante insegnamento.

Equinozio d’autunno, il momento dell’equilibrio perfetto

Il termine “equinozio” deriva dal latino aequinoctium, da aequa (“uguale”) e nox (“notte”). La sua etimologia ci parla quindi di equilibrio, bilanciamento, tema che ritroviamo nel segno della Bilancia che inizia proprio il giorno dell’equinozio e segna l’inizio dell’autunno, che oscilla generalmente tra il 21 e il 24 settembre. Quest’anno cadrà lunedì 22 settembre alle ore 20:19.

Da un punto di vista strettamente astronomico, l’equinozio è il momento in cui il Sole si posiziona esattamente sopra l’equatore, illuminando in modo quasi uniforme entrambi gli emisferi nord e sud, portando il giorno e la notte ad avere una durata simile in ogni punto del globo, ad eccezione dei poli. L’equilibrio tra gli opposti si palesa quindi sia al livello temporale (giorno-notte) che spaziale (nord-sud).

“Dall’altra parte della terra il Sole che qui si cela dietro l’orizzonte, là emerge dalla notte. Così l’autunno ha un suo corrispondente in una lontana primavera.”
(Adriana Zarri)

Questo tempo di transizione ed allineamento cosmico è stato percepito dalle antiche civiltà e correnti spirituali non solo come un’importante transizione stagionale che invitava al raccolto e a celebrare la generosità della terra, ma anche come un tempo sacro, dalla valenza profondamente spirituale e introspettiva.

→ Leggi anche: Il significato spirituale dell’equinozio d’autunno, la rinascita dei sogni

Una donna saluta il sole all'alba

Fonte: Pexels.com

Il tempo del passaggio della luce verso l’ombra

Il perfetto bilanciamento tra giorno e notte all’equinozio d’autunno offre una rappresentazione dell’integrazione degli opposti dentro di noi. La danza tra Luce e Ombra agisce come un catalizzatore che attiva nel nostro inconscio collettivo un’immagine archetipica universale che ritroviamo nei miti di morte e rinascita.

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In molti miti vi è una discesa negli inferi, il viaggio di un’entità numinosa invitata ad addentrarsi nell’oscurità della terra. Un esempio classico è il mito greco di Demetra e Persefone, celebrato nei Misteri Eleusini, che offre una lettura simbolica della ciclicità del tempo come immagine dell’immortalità dell’anima.

Questa discesa della Luce numinosa nell’oscurità della terra è magnificamente rappresentata anche nei santuari e templi antichi di tutto il mondo dove si celebra da millenni l’equinozio d’autunno.

Importanza dell’equinozio d’autunno nelle antiche culture

La profonda conoscenza astronomica delle antiche civiltà era intimamente connessa alla loro spiritualità e cosmologia. Gli allineamenti celesti erano percepiti come un modo per connettersi con il divino, per comprendere ed accogliere il ritmo sacro e misterioso tra la vita e la morte.

I Maya per esempio, grandi osservatori dei moti celesti, hanno lasciato la loro testimonianza scolpita nella pietra a Chichen Itza, nel tempio di El Castillo dedicato al dio Kukulcan, il serpente piumato, dio del vento, della pioggia e delle tempeste, strettamente associato alla creazione del mondo e alla natura ciclica del tempo. Al tramonto dei due equinozi, i raggi del Sole giocano con i gradini dell’imponente scalinata del tempio, creando un suggestivo gioco di ombre che forma l’immagine di un gigantesco serpente che sembra scendere dalla sommità della piramide, unendo simbolicamente il cielo e la terra.

In tutto il mondo, antichi monumenti mostrano un legame profondo con l’equinozio. A Stonehenge, druidi e pagani si riuniscono ancora oggi per assistere all’alba dell’equinozio. Sebbene l’allineamento principale sia con i solstizi, il Sole crea un allineamento suggestivo con alcuni elementi del cerchio di pietre nel momento di passaggio tra la stagione calda e quella fredda.

Anche in Asia, questo evento astronomico costituivo un tempo sacro. In effetti, all’alba dell’equinozio d’autunno, il Sole si allinea perfettamente con la torre centrale del tempio di Angkor Wat  in Cambogia, riflettendo la maestria architettonica e precisione astronomica degli antichi Khmer che “hanno plasmato la progettazione e la struttura di Angkor Wat. L’orientamento del tempio, la disposizione del terreno e l’allineamento strutturale […] meticolosamente pianificati sulla base dei movimenti celesti, delle credenze religiose e dei fenomeni naturali”. [Fonte: Royal Embassy of Cambodia in Berlin]

Il tempio di Angkor Wat, in Cambogia

Fonte: Pexels.com

Secondo gli studiosi, anche il tempio di Mnajdra, a Malta potrebbe essere servito per l’osservazione delle stelle o per scandire il tempo. All’alba dell’equinozio d’autunno, è infatti possibile ammirare la luce del mattino filtrare attraverso l’ingresso principale del tempio portandoci letteralmente sulla soglia di un tempo sacro dove cielo e terra, tempo e spazio, si uniscono.

Alcuni esercizi e rituali per celebrare l’equinozio d’autunno

L’equinozio d’autunno è un momento sacro che può guidarci verso una comprensione più profonda e piena della nostra essenza e dei cicli della vita. Ci porta al discernimento, al lasciar andare, al rinnovamento che passeggia lentamente al fianco della saggezza. L’energia che ne scaturisce è perfetta per aiutarci ad integrare i suoi significati spirituali nella nostra vita quotidiana attraverso esercizi e piccoli rituali ispirati ad antiche pratiche.

Salutare il Sole

Tra i rituali ai quali possiamo ispirarci per accogliere il messaggio dell’equinozio d’autunno, la contemplazione del sorgere del Sole, così come osservata da antiche civiltà è un modo per riconnetterci ad una saggezza ancestrale condivisa nel mondo. La spiritualità dell’equinozio si può manifestare tanto in un tempio antico quanto sul proprio balcone di casa in quanto ciò che rende sacro questo momento è il proprio intento di sintonizzarsi con la natura che danza di fronte ai nostri occhi. Questo gesto diventa così un atto sacro che ci unisce, al di là del tempo e dello spazio, ad un rituale millenario universale.

La passeggiata selvaggia per accogliere il cambiamento e lasciar andare

La camminata selvaggia nei boschi per celebrare l'equinozio d'autunno

Fonte: Pexels.com

Una pratica semplice ma profondamente rivelatrice sul nostro mondo interiore e come i ritmi della natura influiscono su di noi è la passeggiata selvaggia. Consiste nel camminare in natura, con consapevolezza, senza fretta, ma assaporando il momento osservando i cambiamenti del paesaggio, raccogliendo foglie colorate, semi e frutti, e i messaggi intuitivi che ci giungono spontaneamente, ringraziando per l’abbondanza che la terra offre e lasciando andare ciò che non ci serve più grazie alla danza delle foglie che cadono.

Quando torneremo a casa, avremo l’impressione di aver lasciato dietro di noi una parte che ha fatto il suo tempo. Potremo allora assaporare la leggerezza e un dolce senso di vacuità, preludio di una nuova rinascita.

Un banchetto per ringraziare

In autunno, raccogliamo spesso ciò che abbiamo seminato in primavera: idee, sogni, progetti. Per onorare i nostri raccolti e manifestare la nostra gratitudine, madre di tutte le virtù, possiamo preparare e condividere con le persone a noi care piatti con cibi autunnali come zucca, mele, mais e uva per celebrare la prosperità e la gratitudine per quanto ricevuto. È possibile onorare il lasciar andare restituendo tutti i semi alla terra, sia per sostenere il suo potere fecondo che per propiziare i raccolti futuri.

Cibi autunnali

Fonte: Pexels.com

“L’autunno è miglioramento eterno. È maturazione ed è colore, è la stagione della maturità, ma è anche larghezza, profondità, distanza.”
(Hal borland)

L’equinozio d’autunno ci invita a compiere un viaggio dentro di noi. Mentre la natura si prepara a un periodo di riposo, anche noi possiamo accogliere il buio come un momento di introspezione e riflessione, un ritornare all’essenza.

Abbracciare l’equilibrio tra luce e ombra non è solo un atto rituale, ma un modo per onorare la nostra essenza ciclica. La bellezza dell’equinozio d’autunno si cela proprio nel suo invito a tornare a noi stessi per avviare un profondo processo di rinnovamento che si manifesterà attraverso l’inesorabile ciclo delle stagioni.

→ Leggi anche: L’autunno non è una stagione ma uno stato d’animo

Fonti e approfondimenti:

• Alessi, Stefano. Il Potere delle Stagioni: Una visione druidica per camminare la Ruota dell’Anno. Il Giardino dei Libri, 2023.
Starwalk: Equinozio d’autunno 2025, quando cade il primo giorno d’autunno?
The Feathered Serpent of Chichen Itzá: A Symbol of Mayan and Aztec power

Sandra Saporito





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