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Spiritualità

Anime compagne e anime gemelle: chi sono, quali le differenze e perché le incontriamo

Di Laura De Rosa - 16 Maggio 2016

Hai mai sentito parlare di anime compagne? No, non sono esattamente anime gemelle e sebbene sul tema vi siano pareri discordanti, in via generale si ritiene che questa espressione si riferisca alle anime karmiche che sono nostre compagne di viaggio e che non corrispondono necessariamente a un partner o per meglio dire, all’altra metà della mela. Inutile scervellarsi nel tentativo di capire se sia vero o meno o cercare prove contrarie, che di certo sono più numerose di quelle a favore. A mio parere l’importante è ascoltare e verificare se queste “storie”, chiamiamole così, risuonano nei nostri cuori oppure no. Dicevamo, l’anima compagna non è l’anima gemella. Difatti ne possiamo incontrare parecchie e condividervi insieme la nostra vita o perlomeno, una parte di essa. I ruoli, a quanto pare, possono persino cambiare e così, se durante questa vita papà è papà, nella precedente forse è stato fratello, nella prossima compagno e via dicendo.

A cosa serve tutto questo? A imparare lezioni di vita, a fare esperienze utili alla nostra evoluzione. In tale ottica anche le esperienze percepite come negative sarebbero costruttive perché tutto contribuisce a insegnarci qualcosa. Addirittura c’è chi sostiene che queste anime compagne si scelgano prima di affrontare il cammino terreno e che possano essere persino individui che, nella realtà di tutti i giorni, si detestano. Perché anche i rapporti apparentemente inutili o negativi sono funzionali allo scopo: imparare ad accettare le differenze, imparare a scendere a compromessi e così via. Ne consegue che le persone che ci circondano più da vicino, dai partner ai genitori fino agli amici e ai parenti, potrebbero includere parecchie anime compagne.

Anime compagne e anime di fiamma gemella: le differenze

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C’è chi sostiene che le anime si reincarnino a gruppi e che, quindi, tutto il parentado, oltre a partner ed amici, siano anime karmiche che si sono scelte e che hanno deciso di ritrovarsi sulla terra per imparare diverse lezioni. Queste anime vengono solitamente suddivise in tipologie: anime non karmiche a parte, si individuano le anime compagne di cui abbiamo parlato, le anime gemelle, che non sarebbero i fidanzati ma più spesso sorelle, fratelli, amici intimi, madri, figli ecc. e le anime di fiamma gemella, ovvero l’altra metà della mela. Incontrare l’anima di fiamma gemella è come guardare se stessi e lo scopo di questo incontro è ri-sincronizzarsi.

Se le anime compagne possono essere più di una, l’altra metà della mela è una sola perché si è formata con noi a partire da un’anima radice, che ha poi generato le anime compagne. Ma le Fiamme Gemelle, rispetto alle compagne, sono state create nello stesso identico momento e per questo sono l’una specchio dell’altra. Quando si incontrano provano un’attrazione molto forte a livello spirituale, che può tradursi anche in attrazione sessuale ma non solo. La sensazione, si dice, è di completezza, appagamento. A meno che le fiamme gemelle non si incontrino al momento, per così dire, sbagliato. Ovvero quando non sono abbastanza mature dal punto di vista evolutivo per ritrovarsi o magari sussiste una discordanza tra il livello raggiunto da una e dall’altra. In questi casi la relazione non è affatto pacifica ma molto difficoltosa. Perché sono separate? Sempre per una questione di evoluzione, necessità di apprendere alcune lezioni, lavorare sulle ombre, e superare diverse prove. Il loro compito, secondo i sostenitori di tali teorie, è sciogliere i rispettiva karma familiari e relazionali. La ri-sincronizzazione può avvenire solo in seguito a questa liberazione.

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Ma il processo è ancor più complesso che nelle anime compagne e addirittura ostacolato dai cosiddetti terzi karmici, figure che si oppongono al ricongiungimento. Questo accade perché le fiamme gemelle unite producono una Luce di potere indescrivibile, più forte di quella prodotta dalle anime compagne che si sono risvegliate. Questa luce detta Trinità sarebbe in grado di connetterci con dimensioni altre ed esseri più evoluti dal punto di vista spirituale, addirittura esseri Superiori, in grado di aiutare l’umanità a uscire dal gioco delle Forze Oscure.

Sembra quasi di rivivere Star Wars ma se qualcosa di vero ci fosse a dispetto delle inevitabili distorsioni? Se lo scopo della ri-sincronizzazione, che può avvenire solo se le due fiamme sono già complete in se stesse, servisse a guarire non solo i karma pregressi della “coppia”, ma anche a ripulire ciò che sta intorno a loro? Che queste teorie siano valide o meno, l’importante credo sia imparare ad amare prima di tutto noi stessi. Non per egoismo o egocentrismo ma perché è il primo passo indispensabile per conciliare gli opposti che si celano in noi, l’animus e l’anima, lo yin e lo yang, la luce e il buio. Quando impariamo a volerci bene, impariamo anche ad amare gli altri aprendoci alla possibilità, se esiste, di un incontro piacevole con la fiamma gemella. Chissà…

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it

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