Genitori “elicottero”: quando amare troppo fa male

L’helicopter parenting è un concetto legato alla genitorialità apparso la prima volta nel 1969 nel libro Between parents & teenagers e coniato ufficialmente da Foster Cline e Jim Fay nel 1990, si riferisce ad un comportamento iperprotettivo da parte dei genitori che “salvano”, come gli elicotteri, i loro figli in ogni genere di situazione. Ma chi sono questi genitori “elicottero” e perché il loro comportamento avrebbe delle pesanti ripercussioni a livello sociale e rovinerebbe la salute, soprattutto mentale, dei propri figli?

Il cucciolo d’uomo, una vita sotto campana

Essere un genitore è molto difficile e quando si ama profondamente i propri figli, l’unica cosa che si desideri per loro è la felicità, ma questo desiderio di vederli sempre felici può portare il genitore ad adottare un comportamento iperprotettivo nei suoi confronti, facendolo vivere sotto una campana di vetro oppure, come lo spiegano gli anglofoni, facendo l’elicottero di salvataggio ogni volta che si presenta una difficoltà.

I genitori “elicottero” hanno buone intenzioni ma le loro azioni nei confronti dei figli possono avere delle ripercussioni molto pesanti, sia a livello sociale che mentale. Il figlio che ad ogni difficoltà viene “salvato” dai genitori non imparerà i meccanismi più basilari di problem solving, conterà sempre sul sostegno dei genitori e, peggio ancora, crederà di non potercela fare senza di loro. I figli dei genitori “elicottero” vengono privati da quell’insieme di esperienze che li portano a maturare e a sviluppare le loro abilità, rimanendo dei “cuccioli d’uomo” anche in età adulta.

L’orrore dell’errore

Perché i genitori “elicottero” continuano a voler aiutare i figli, al minimo segno di difficoltà di questi ultimi, anche quando sono ormai adulti? Non si sa ancora con certezza ma un fattore che si riscontra spesso è il cosiddetto “orrore dell’errore”: sbagliare è un fatto vergognoso che bisogna evitare a tutti i costi – e se non si riesce ad evitare, non si deve sapere in giro – quindi se io, genitore, sono più anziano e quindi maturo rispetto a mio figlio, sarò la persona più idonea a risolvere i problemi che dovrà affrontare, per evitare che quest’ultimo sbagli.

genitore elicottero

Il focus in questo caso non è più il percorso evolutivo del “bambino”, centrato sulla risoluzione di problemi che portano esperienza ma una ricerca quasi ossessiva di evitare ogni tipo di errore – anche se questo implica l’annullamento delle esperienze ad esso connesse –.

Il peso della salvezza: le conseguenze per i figli

Questo comportamento si traduce in una certa invadenza nella vita dei figli che non si ferma quando questi diventano adulti e mettono su famiglia, impedendo quindi il necessario taglio del cordone ombelicale. Se i genitori, da canto loro, hanno maturato una certa esperienza, impediscono ai propri figli di spiccare il volo, mantenendoli oltre termine legati al nido, ma quali sono le conseguenze di questa eterna salvezza?

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che un’eccessiva presenza genitoriale e una marcata inibizione comportamentale sono all’origine di disturbi d’ansia di una certa entità nei bambini. In pratica, se i genitori sono troppo invadenti e fanno vivere i loro figli sotto campana, è molto probabile che quest’ultimi soffriranno di disturbi legati all’ansia. Oltre a questo, i figli dei genitori “elicottero” si ritrovano a fare i conti con delle difficoltà legate a:

– Bassa autostima
– Cattiva gestione dello stress
– Scarsa resilienza
– Alti livelli di ansia
– Alto rischio di depressione
– Aumento dei pensieri legati al suicidio

Si capisce quindi che questo fenomeno non è da prendere sotto gamba. Il semplice “fare i compiti al posto del figlio” non è un gesto anodino ma può avere delle ripercussioni a lungo termine davvero devastanti che i genitori stessi non riuscirebbero nemmeno ad immaginare. A voler fare troppo per i figli, li si priva dell’essenziale: la capacità di andare avanti grazie alla forza delle proprie gambe e di andare oltre le orme lasciate dai genitori.

Un fenomeno sociologico: Babyboomers  Vs Millenials

In realtà, i genitori “elicottero”hanno una natura sociologica – si riscontrano i medesimi comportamenti nella stessa generazione, al di là del paese di origine – e rischiano di compromettere seriamente l’evoluzione della società, e non è un’esagerazione. L’evoluzione presuppone che la prole riesca a raggiungere un livello evolutivo superiore rispetto alla generazione precedente.

generazione

Quello che stiamo vivendo ora con i genitori “elicottero” è proprio l’opposto. Ergendosi a figura più “capace”, impediscono ai propri figli di superarli togliendo loro gli strumenti necessari per farlo: errore ed esperienza. In questo modo, il limite da varcare per entrare nel campo dell’evoluzione non viene superato portando ad una involuzione: non si riesce a migliorare e a diventare “di più” dei propri genitori. Il problema è che questo schema può essere tramandato, peggiorando la situazione a livello globale. Se i genitori elicottero si riscontrano principalmente nella generazione dei Babyboomers, i loro figli, i Millenials e i primi della generazione Z, si ritrovano ad essere il perno che deciderà del trend futuro perché sono loro i futuri genitori e in base a ciò che insegneranno a loro volta ai loro figli, dipenderà il futuro dell’umanità, quella che alcuni chiamano già “generazione alpha”.

Come rettificare il tiro: da genitori “elicottero” a educatori

1. Responsabilizzare i propri figli

Come possiamo vedere, essere genitore è una strada piena di insidie ma a furia di voler fare troppo bene, si fa male. Essere genitore significa amare, sì, ma anche educare i propri figli in modo tale che possano diventare degli adulti maturi, responsabili e in grado di conquistare la propria felicità, sapendo che nella vita ci sono degli alti e bassi e che bisogna contare sulla propria forza interiore per rialzarsi ed andare oltre. Tutto questo sta in una parola: responsabilità.

2. L’errore porta esperienza

Per evitare di far crescere dei futuri adulti depressi, inibiti ed incapaci di far fronte alle difficoltà della vita, bisogna responsabilizzarli e permettere che possano imparare dai propri errori e quindi dare loro la possibilità di rimediare. È importante che i genitori si lascino alle spalle l’ansia legata al fallimento: si fallisce solo quando ci si ferma; se si rimedia al proprio errore, è esperienza. Dare la possibilità al figlio di porre rimedio al proprio sbaglio non solo gli insegnerà a confrontarsi con i propri sbagli ma capirà che è umano sbagliare e che  ha le capacità – o può svilupparle quelle adatte – per rimediare. Il focus non sarà più il problema ma la soluzione, diminuendo così la tendenza all’ansia.

3. Permettere che vadano oltre

I genitori non devono essere il limite dei propri figli, come una figura quasi archetipica che non raggiungeranno mai, ma bensì un appoggio, una base solida e concreta che li aiuti a conquistare le stelle. Devono essere la loro Terra, non il loro cielo perché si sa, limit is the sky.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it

Sandra Saporito

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avatar Articolo scritto da Sandra Saporito il 19/03/2018
Categoria/e: Anteprima, Rassegna Etica.

Autrice di numerose fiabe di guarigione e shamanic storyteller, Sandra "Eshewa" Saporito scrive per passione e per lavoro. Ha pubblicato gli ebooks "Nonna Luna", "Il canto dei grandi alberi" e "Al tocco delle stelle", fiabe per aiutare i piccoli a crescere e i grandi a sognare.

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