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Tag: Mindfulness

L’Arte Di Saper Ascoltare: Nessuno Ascolta Più, Tutti Vogliono Parlare

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saper ascoltare

Viviamo nell’era della comunicazione veloce, trasversale, ma una breve osservazione ci basta a capire che la velocità non è sinonimo di genuinità. A volte la colpa di una cattiva comunicazione è da imputare ad un messaggio formulato male, carico di emozioni approssimative, di idee confuse o di pensieri indefiniti, altre volte siamo noi a peccare di superficialità sia nel parlare che nell’ascoltare. Perché anche l’ascolto è parte integrante del processo comunicativo. Senza l’ascolto, il dialogo diventa monologo. E se in questi tempi possiamo parlare di tutto con tutti, sono pochi quelli che sono ancora in grado di ascoltare veramente.

Tra Tormenti Passati E Ansie Per Il Futuro, Esiste Un Oasi Di Pace: Il Presente

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“Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato;
questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora.”
(Seneca)

La mente è uno strumento bizzarro capace di farci vivere in una dimensione intermedia fatta di rimpianti per il passato e ansie per il futuro, costringendoci a dimenticare ciò che abbiamo tra le mani, come se fossimo ipnotizzati da proiezioni che scambiamo per reali. In questo limbo mentale, le ombre sembrano talmente reali che le sentiamo presenti, ma basterebbe aprire gli occhi per renderci conto che tutto questo è soltanto un’illusione.

Fai Una Cosa Alla Volta Dedicandoci Tutta La Tua Attenzione

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L’hai fatto più di 700 volte nell’ultima ora senza rendertene conto, senza prestargli la dovuta attenzione tenendo di conto che da questo dipende la tua vita: respirare. E non è l’unica cosa che fai senza essere presente, senza essere consapevole e la maggioranza di noi vive in questo modo: senza esserci, senza essere consapevoli, vive senza abitarsi. E se il qui ed ora è l’unico momento reale, concreto, tangibile della nostra vita, se il qui ed ora è l’unico posto dove vivere davvero, se non siamo presenti, dove siamo di preciso?

Sognare Rimanendo Vigili Significa Viaggiare Dentro Di Sé

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Viviamo in questo mondo spesso senza esserne consapevoli. Ci lasciamo quasi trascinare dalla routine, dagli obblighi, dalle preoccupazioni e da tutta quella serie di pensieri che lasciamo definirci. Lasciamo che la voce del mondo apparente, quello dell’esteriorità, prenda il sopravvento su quella della nostra interiorità, portandoci ad un grande stato di confusione: non sappiamo più chi siamo, cosa facciamo e perché lo facciamo. La vita sembra priva di senso anche se in realtà il suo significato profondo è sempre rimasto intatto lì dov’era, dentro di noi. Siamo noi ad aver smarrito la strada di casa.

L’Amore Puro Non Fa Soffrire: Basta Liberarsi Dal Passato E Dal Futuro

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guarire dal disamore

“Disamore” è una parola strana. È quasi la negazione di ciò che è stato: il rifiuto delle farfalle nello stomaco, il diniego dei baci e delle parole d’amore come se tutti quei “per sempre” detti col fuoco nell’anima fossero stati solo un’illusione. L’illusione è credere che non era amore, perché ora che tutto è finito, il disamore che resta è ben reale; ed è proprio questo, e non l’amore passato, che fa male.

Cucinare È Come Meditare: I Benefici Della Cucina Consapevole

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Cucinare con amore (per sé o per gli altri) è un’arte: non significa mettersi ai fornelli, tagliare e assemblare del cibo a caso che per gusto ed aroma si abbina senza troppi problemi per riempirsi lo stomaco e non sentire più i morsi della fame, è un’arte e può diventare anche una forma di meditazione molto piacevole.

“Sono persuasa che la cucina rivela in una persona il suo rapporto con la terra, i senso, il corpo e il… sesso. Ci mette allo scoperto. Chi ama il cibo ama la carne. Chi è capace di passare tre ore a palpare, tritare, impastare, pelare, grattugiare, affettare, per un piacere così effimero come un pasto, è un gaudente di primo ordine. Un essere pieno di sensualità.”
(Anne Plantagenet)

Forest-Therapy: Il Bagno Sensoriale Nei boschi Che Ti Fa Bene

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Forest-Therapy

Il concetto di Forest-Therapy nasce dalla pratica giapponese dello shinrin-yoku, da shinrin, “foresta” e yoku, “bagno”: letteralmente “bagno nella foresta”. Il termine, coniato nel 1982 dall’allora direttore generale dell’agenzia dell’agricoltura Tomohide Akiyama, si iscriveva in un progetto per promuovere la salute pubblica grazie al contatto con la natura. Da allora, lo shinrin-yoku è diventato una pietra miliare della medicina giapponese.

Questa pratica è adatta praticamente a tutti in quanto non si basa sullo sforzo fisico ma sulla presenza consapevole e promuove l’equilibrio tra mente e corpo attraverso un protocollo che si basa principalmente sulla percezione sensoriale e la mindfulness.

Se Saprai Ascoltare La Voce Del Mare, Ti Svelerà i Suoi Segreti

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sentire la voce del mare

Il mare ha un meraviglioso potere terapeutico non solo per il corpo ma anche per la mente. Quando passeggi in riva al mare a piedi nudi con quella brezza che smorza il calore del sole, ti senti subito meglio.

Ascoltare il rumore delle onde, guardare l’orizzonte dove l’acqua si fonde col cielo, respirare a pieni polmoni, ti aiuta a lasciare andare i pensieri, lo stress, le preoccupazioni e a ritrovare il tuo equilibrio interiore.

La Tua Felicità E’ dentro Di Te: Non Cercarla Fuori!

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affidare tua felicità

Quante volte attribuiamo la nostra felicità a qualcuno o qualcosa di esterno a noi, e perché lo facciamo? Se raggiungeremo tale obiettivo, se ci sposeremo, se avremo dei figli, se riusciremo ad avere una casa in campagna, se avremo una buona posizione lavorativa, allora saremo “arrivati”, saremo felici.

Sono tanti i “se” che allontanano sempre più l’orizzonte da noi, tante condizioni che non fanno altro che rinforzare la convinzione, sbagliata, che nel presente, nel qui e ora, non possiamo essere felici.

Qual è il messaggio nascosto dei tuoi desideri?

rabbia è medicina

Non Devi Cambiare, Devi Solo Imparare a Guardarti Dentro

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Sarò onesta con te: guardarsi dentro non è sempre una passeggiata, anzi! Spesso assomiglia a una di quelle scarpinate in montagna dove ti devi guardare dalle zecche, dai precipizi, dalle salite interminabili e la stanchezza è tanta (e spesso ti chiedi chi te lo fa fare); ma poi arrivi alla prima tappa del viaggio e di fronte a te si palesano le rocce intagliate dalla potenza del vento, vedi la cima degli alberi che si estende come un tappeto erboso, i raggi del sole che rimbalzano sul fiume lì giù e poi, il cielo: una distesa sconfinata che ti sembra di poter toccare con la punta delle dita.