“Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato;
questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora.”
(Seneca)

La mente è uno strumento bizzarro capace di farci vivere in una dimensione intermedia fatta di rimpianti per il passato e ansie per il futuro, costringendoci a dimenticare ciò che abbiamo tra le mani, come se fossimo ipnotizzati da proiezioni che scambiamo per reali. In questo limbo mentale, le ombre sembrano talmente reali che le sentiamo presenti, ma basterebbe aprire gli occhi per renderci conto che tutto questo è soltanto un’illusione.

In quale tempo abiti se non sei “presente”?

Il concetto di tempo ci sfugge. Ci convinciamo che vada in una direzione soltanto: in avanti, che non possiamo tornare indietro, ma se fosse davvero così, lasciarsi il passato alle spalle sarebbe una cosa talmente naturale da non richiederci così tanti sforzi; ed invece sappiamo tutti che una delle lezioni più difficili da imparare in questa vita è proprio quella del distacco, del lasciar andare. Per altri, invece, le ombre spaventose provengono dal futuro; i fantasmi di possibili intoppi, catastrofe, incidenti sono talmente terrificanti da paralizzare ogni impulso di vita creando ansia e attacchi di panico.

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Da una parte i pesi del passato ci fanno camminare coi stivali di piombo, dall’altra, gli spettri futuri ci gelano il sangue. Com’è possibile allora vivere in queste condizioni, se il nostro naturale impulso vitale è bloccato o paralizzato da un tempo che non esiste più o non ancora?

Siamo più vulnerabili quando la testa vaga altrove

Il nostro corpo, il tempio del nostro essere più autentico, può vivere soltanto in una dimensione temporale: qui ed ora; allora per quali ragioni la nostra mente continua a vagare come un aquilone in preda ai venti?

Quando ci ritroviamo imprigionati in questa dimensione mentale intermedia, ci sentiamo vulnerabili, fragili, in bilico nella nostra vita; la mancanza di stabilità interiore deriva dal fatto che i nostri pensieri ci fanno letteralmente a pezzi: ci impediscono di rimanere integri, di un pezzo solo, perché quando ci lasciamo trascinare dai nostri pensieri, per lo più per semplice abitudine, la nostra testa va altrove mentre il corpo rimane qui, e di conseguenza la comunicazione tra loro viene interrotta da stimoli incongrui: “Mi sento male perché mi stanno prendendo in giro!” urla la mente tornata ai tempi della scuola elementare; “Vedo solo i colleghi di lavoro qui…” risponde il corpo… Ecco come auto-alimentiamo le nostre sofferenze.

La mente parla di un tempo, il corpo di un altro, e in un istante si crea un collegamento sbagliato: il passato si proietta sul presente, andando ad alimentare vecchie ferite, perché non riusciamo a pensare che le cose possano andare diversamente da come sono andate in passato.

L’ansia rivolta al futuro deriva invece da un processo di generalizzazione: le esperienze passate sono rimaste talmente marchiate a fuoco dentro di noi che per proteggerci ci chiudiamo in noi stessi per paura di soffrire ancora; il rifiuto di fare nuove esperienze si ritorce contro di noi perché nel momento in cui ci chiudiamo alla novità, alla sorpresa, all’inaspettato, la nostra mente attua una strategia di difesa perché non sopporta di non sapere cosa l’aspetta, in questo modo proietta il passato sul futuro. E dalla proiezione alla profezia auto-avverante, il passo è breve.

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La pace si trova nel punto d’incontro tra mente e corpo

Per evitare di perdere noi stessi in costruzioni mentali disfunzionali e tossiche, possiamo seguire la via indicata dal corpo e riconoscere il presente. Per aiutarci a tornare integri, con mente e corpo di nuovo uniti, abbiamo un meraviglioso strumento a disposizione in grado di calarci in un attimo nel presente: le sensazioni.

Quando usiamo i nostri 5 sensi, uniamo la dimensione corporea e fisica con la dimensione sottile del nostro essere: siamo nella mano che tocca, nell’orecchio che ascolta, nel naso che sente, nella bocca che gusta. La mente si fa carne. Abita il corpo. È in quella dimensione che sperimentiamo quell’oasi di pace che possiamo assaporare momento dopo momento. L’integrità ritrovata ci porta a sentirci forti e stabili, imperturbabili come le montagne ancorate alla terra che rimangono impassibili al passar delle stagioni e delle intemperie.

Se ci sentiamo forti, colmi della nostra essenza, ci liberiamo anche dalla paura di non farcela e ci apriamo al mondo e al cambiamento, alla novità, abbandonando l’abitudine di proiettare sul futuro le nostre ansie e paure; possiamo anche liberarci dai pesi del passato con la consapevolezza di essere un’altra persona rispetto ad allora, e di poter permettere all’energia cristallizzata nelle nostre vecchie ferite di fluire di nuovo.

“Se sei depresso stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Sei sei in pace, stai vivendo nel presente”
(Lao Tzu)

La vita è fatta di attimi che ci sfuggono spesso dalle mani perché siamo troppo impegnati a guardare altrove nel tentativo di trattenere ciò che abbiamo già perso. Basterebbe accorgersi di questi attimi che ci scivolano nei palmi delle mani, come dei piccoli diamanti travestiti da rugiada, per accorgerci che il tesoro più grande che possiamo avere è proprio qui, nell’eternità dell’ “adesso”.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it