“Carpe diem”, frase celebre che tutti abbiamo sentito pronunciare e che ha fatto da titolo a uno dei film più struggenti e al tempo stesso profondi che, personalmente, abbia mai visto. L’autore di una locuzione deriva da un’opera del famoso poeta lirico dell’epoca Augustea, Orazio.

L’autore inserisce questa locuzione nelle Odi (Carmina) con l’intento di celebrare la brevità e fugacità del tempo che sfugge inesorabile e senza sosta invitando ad agire cogliendo quello che il momento in cui siamo e la situazione che viviamo possono darci.

“Un giorno ti sveglierai e non ci sarà più il tempo di fare le cose che hai sempre sognato. Falle Adesso.”
(Paulo Coelho)

Origine e fraintendimenti della locuzione latina Carpe diem

Sul piano letterario Carpe diem è traducibile con “cogli il giorno”, successivamente espresso con “cogli l’attimo” al fine di meglio esprimere il significato e la profondità del pensiero oraziano. Tuttavia, troppo spesso questo è stato frainteso, attribuendo alle parole del poeta l’invito a godersi la vita, a fare qualunque cosa per raggiungere e soddisfare il piacere, non preoccupandosi delle cose negative.

Questo però non è il pensiero di del poeta epicureo, il quale invece nel poema invita la giovane Leuconoe, e l’umanità intera, a vivere appieno il momento presente le esperienze e circostanze della vita, poiché del domani non vi è alcuna certezza e non si può controllare il futuro. È un’esortazione a stare nel qui ed ora, a vivere ogni sensazione, positiva o negativa pienamente, senza essere travolti e “distratti” dal rimorso o ricordo del passato, già andato, o dall’angoscia del futuro, non controllabile.

L’autore, attanagliato dall’angoscia della morte cui tutti siamo destinati, vuole quindi esprimere l’importanza del vivere il presente, unica realtà su cui possiamo esercitare un controllo e determinarne l’andamento. La verità è che un momento presente non vissuto è perso e, allo stesso tempo ogni secondo attivo è presente ora, sarà passato poi ed è stato futuro.

“Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo.” (Madre Teresa di Calcutta)

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Carpe diem: l’invito a vivere nel qui e ora

tazza che brinda al sole
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L’autore, quindi esorta a cogliere ogni attimo della propria esistenza, vivendolo come se fosse l’ultimo, poiché non è possibile prevedere il futuro, non ci è alcuna certezza sullo stesso. Tutti i progetti che si possono fare, ma nulla ci darà mai la sicurezza che tutto andrà nel minimo dettaglio di come lo abbiamo programmato. L’unica cosa sicura è che il passato non si può modificare e rimpiangere o crogiolarsi in cosa non è funzionato, distrae solo dal presente, che è invece una dimensione che merita e che ha senso vivere pienamente.

Il Carpe Diem dovrebbe quindi diventare una sorta di “filosofia di vita”, ovvero un modus operandi in cui si cerca di prestare attenzione vera e sincera a quello che accade nel momento presente. Soltanto nel momento presente, ad esempio, avvengono quelle scoperte casuali che possono portare una felicità inaspettata. Questo significa esserci pienamente e consapevolmente in quello che si fa durante la giornata, ma anche assaporare i momenti vissuti con il partner, i figli, i colleghi, gli amici, ecc. senza pregiudizio e senza pensare a cosa potremmo avere o fare di diverso o cosa non ci sarà più. Fermandosi su questo, infatti, tutto scorre e non ritorna e le sensazioni verranno perse, lasciando sempre quella sensazione di amaro in bocca.

Ma cosa dire delle esperienze negative? Anche queste vanno vissute nel qui ed ora, vanno affrontate senza se, ma, però, o forse, ma per quello che sono, cercando la soluzione migliore, apprendendo da esse e facendo tesoro. Senza però incolparsi, rimpiangere o focalizzarsi su come sarà poi.

“Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.”(Confucio)

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Cosa significa e come si fa a cogliere l’attimo?

Ognuno deve trovare il proprio modo per cogliere l’attimo e vivere nel qui ed ora. C’è chi lo fa praticando la meditazione, o meglio ancora la mindfulness, pratica pensata e nata per aiutare e guidare le persone a vivere il qui ed ora, accogliendo i pensieri che affiorano alla mente e lasciarli andare, focalizzando la propria attenzione su quello che si sta facendo e vivendo. C’è invece chi ha una sorta di predisposizione innata a fare questo, capace di cogliere il valore delle piccole cose, della quotidianità e di quello che si ha, senza pensare a cosa non va bene o a cosa si desidera di differente. I sogni e i desideri sono visti come mete, per cui ogni attimo presente è fondamentale, ma non generano amarezza e sconforto, ma consapevolezza del loro essere qualcosa nel futuro e che il presente, però, merita di essere vissuto, perché certo.

Sono persone che vivono la giornata, non in senso superficiale, ma profondo e sincero. Come si fa?

  • Un consiglio può essere quello di fermarsi ogni tanto nelle corse di tutti e giorni e osservare quello che si è, si sta facendo, ma soprattutto si ha. Spesso diamo per scontato molte cose: banalmente lo stare tutto sommato bene di salute, l’avere un tetto sulla testa, un lavoro, ma anche solo l’esserci e poter vivere anche oggi una nuova giornata e del tempo, donato.
  • Bisogna imparare a vivere quanto ci circonda come un dono, perché non possiamo sapere cosa accadrà domani, e anche quando tutto sembra nero, cercare di ascoltarsi e vivere queste sensazioni dolorose, facendone tesoro, come parte di sé e qualcosa che farà crescere e vivere pienamente.

La consapevolezza del qui ed ora, il carpe diem è qualcosa di estremamente difficile ma è qualcosa di immensamente bello e appagante se si è decisi nel coltivato.

Carpe Diem, quam minimum credula postero (Orazio)

Milena Rota

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Psicologa e psicologa dello sport. Attenta al benessere della persona ad ampio raggio, ama lo sport e specialmente camminare in mezzo alla natura. La montagna è la sua passione. È determinata, sempre in movimento e a caccia di nuovi stimoli e spunti. Crede fortemente nel lavoro di equipe dove “tante teste possono suonare insieme per dare voce ad una bellissima melodia”. Lavora principalmente presso uno studio privato multidisciplinare (Centro Elpis di Ispra -Varese), dove si occupa prevalentemente di tematiche relative all’età dello sviluppo e di performance sportiva. Componente di equipe accreditate dall’AST-Insubria per la prima certificazione dei Disturbi dell’Apprendimento (DSA). Frequenta un master di specializzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare. “È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.” (Il Piccolo Principe, Saint-Exupéry)